Fugatti "impone" la Valdastico con l'uscita a Trento. Il sindaco Ianeselli: "Situazione surreale. L'autonomia non è questa"
Il sindaco dopo l'annuncio del presidente Fugatti commenta così: ''Per sette anni, abbiamo sentito parlare di svincolo di Rovereto Sud e adesso, nel giro di due giorni, si è deciso che l'uscita si farà a Trento Sud. Non abbiamo fatto incontri a riguardo e ci troviamo a commentare un annuncio fatto ai media, senza essere mai stati interpellati a riguardo"

TRENTO. Rapporti tesi tra il Governatore Fugatti e la sua Giunta e il sindaco Ianeselli e la sua amministrazione? No, assolutamente, perché per essere "tesi" bisogna che i rapporti esistano.
E, allo stato attuale delle cose, i fatti parlano chiaramente: tra chi governa la Provincia Autonoma di Trento e chi, invece, guida il Comune di Trento, non esiste la minima interazione, né sulle "piccole questioni", né sui temi di fondamentale importanza per il territorio e per il futuro sia del Trentino che della città capoluogo.
Litigi, confronti, discussioni? Semmai "a distanza", tramite i media, con il presidente della Pat che ne parla, ma solamente con i "suoi" (e, in generale, anche con altri sindaci, ma con quello di Trento) e poi annuncia. Insomma, utilizzando una metafora calcistica, la Giunta Provinciale fa "tiki taka", quella comunale "non vede il pallone", cercando di agire di rimessa quando, però, il risultato è già scritto e impossibile da ribaltare.
I punti di vista sono diametralmente opposti riguardo praticamente a tutte le questioni ed è anche "normale" sia così, visto che sono espressione di due poli distanti anni luce per idee politiche e "vision". Qui, però, è il dialogo ad essere totalmente assente con il comune di Trento che "incassa" costantemente.
L'ultimo esempio è quello riguardante la Valdastico, con Fugatti che ha annunciato che si farà, ma lo svincolo trentino non sarà ubicato a Rovereto Sud, bensì a Trento Sud. Una decisione, questa, che riprende il progetto originario, quello targato "Giunta Rossi", durante la legislatura 2013 - 2018.
Il Governatore, invece, aveva deciso di "spostare" l'opera a Rovereto Sud, scontrandosi con praticamente tutti i comuni della Vallagarina che, a suon di ricorsi e documenti ufficiali, si erano opposti. Adesso l'improvviso cambio di rotta. Che è solamente l'ultimo (per il momento, ne siamo certi) di una serie di decisioni, che interessano direttamente la città capoluogo, assunte senza confrontarsi con l'amministrazione comunale.
Che, però, va detto, non ha mai alzato la voce in maniera ufficiale, se non con qualche video "sparso" sui social (da parte di chi, pochi giorni prima, aveva deciso di non rilasciare alcuna dichiarazione ufficiale) o dichiarazioni infastidite ma mai determinate.
Qualche esempio? Sino a qualche giorno il tema "caldissimo" era quello riguardante il Cpr (Centro per i rimpatri), per il quale Fugatti ha già firmato l'accordo con il Governo, che sorgerà in via Maso Visintainer, ai margini del quartiere Centro Storico - Piedicastello. Confronto con il comune? Nessuno e da via Belenzani nessuna nota ufficiale per esprimere almeno "fastidio".
E, in precedenza, lo scontro (mediatico) aveva riguardato la Music Arena, la Residenza Fersina e il palazzetto dello sport, per non parlare della gestione del sistema dell'accoglienza: la Provincia ha concentrato tutti i richiedenti asilo nel capoluogo, che si è trovato di fronte ad un'emergenza alla quale - obiettivamente - non riesce a fare fronte.
La decisione di Fugatti ha stupito tutti e, a margine della conferenza stampa post Giunta, il Governatore non ha nemmeno provato a "stemperare" quella che è un'evidente tensione istituzionale in essere tra le due amministrazioni, quella provinciale e quella comunale.
"Io presumo che il comune di Trento non sarà così felice - queste le sue parole -. Ma l'avevano previsto quelli del centrosinistra quindi siccome la Valdastico si deve fare si va avanti pragmaticamente in quella direzione".
Che, tradotto in parole povere, significa: questa è la soluzione, il progetto è quello del centro sinistra, la Valdastico "vogliamo farla e quindi, pragmaticamente, senza ideologie, diciamo "non la volete a Rovereto Sud?", allora si torna alla terza ipotesi che aveva previsto il centro sinistra".
Ricordando, poi, che "l'accordo con il governo l'ha firmato il governo Rossi con dentro quelli che ora sono in minoranza e ha fatto bene il presidente Rossi a dire la Valdastico va fatta. Noi avevamo un'altra idea di uscita, ma torniamo sulla loro idea. Più bello di così".
Dunque la decisione è presa e poco importa cosa pensano il sindaco, i suoi assessori e l'Aula del consiglio comunale.
"E' una situazione surreale - commenta il primo cittadino trentino Franco Ianeselli - perché, per sette anni, abbiamo sentito parlare di svincolo di Rovereto Sud e adesso, nel giro di due giorni, si è deciso che l'uscita si farà a Trento Sud. Non abbiamo fatto incontri a riguardo e ci troviamo a commentare un annuncio fatto ai media, senza essere mai stati interpellati a riguardo. Si parla tanto dell'autonomia e delle sue prerogative: per quanto mi riguarda "autonomia" significa confronto tra varie autonomie con l'obiettivo di servire nel migliore dei modi la popolazione trentina e il territorio. Come ci muoveremo? Faremo le nostre valutazioni, perché nessuno, negli ultimi sette anni, ha mai parlato della possibilità dello svincolo a Trento Sud".
Non c'è solamente il fastidio per la modalità con cui la Provincia è arrivata a tale decisione, ma anche la "vision" riguardo l'argomento è completamente diversa.
"Noi riteniamo che la soluzione al problema - conclude Ianeselli - non sia la Valdastico ma il potenziamento del trasporto ferroviario e delle strutture ad esso connesso. Se ci consideriamo amministratori di "serie B" viste le tante decisioni "calate dall'alto"? Assolutamente no: chi esercita i ruoli, secondo l'espressione del voto degli elettori, in Giunta e in Aula sa fare il proprio mestiere. Ripeto: noi abbiamo un altro concetto di autonomia, ben diverso da quello che viene applicato e sbandierato dalla Provincia".












