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Trento
12 dicembre | 18:36

Ianeselli in consiglio comunale. "Il 2026 sarà eccezionale". E poi attacca: "La Provincia ha trasformato il concordare in accordare e il Governo non può lasciare da sole le città"

Sul tema sicurezza, in occasione della presentazione del bilancio finanziario 2026 - 2028, il primo cittadino ha ribadito che "nel 2026 entreranno in servizio 14 nuovi agenti della polizia locale ed è previsto un concorso per rafforzare il Corpo. Ma il Governo non può lasciare le città da sole ad affrontare disagio sociale, spaccio, gestione degli spazi pubblici, flussi migratori non gestiti, crisi abitativa, tossicodipendenza e disagio psichico. Nessun sindaco ha gli strumenti per affrontare tutto ciò"

TRENTO. "Il 2026 sarà un anno eccezionale". E poi: "La Provincia ha trasformato il "concordare" le risorse con i Comuni in più paternalistico "accordare". Azzoppare Trento significare rallentare tutti". E ancora: "Il Governo non può lasciare le citta da sole ad affrontare disagio sociale, spaccio, gestione degli spazi pubblici, flussi migratori non gestiti, crisi abitativa, tossicodipendenza e disagio psichico. Nessun sindaco ha gli strumenti per affrontare tutto ciò".

 

Ha parlato a tutto tondo, e non avrebbe potuto essere altrimenti, senza troppi giri di parole e non lesinando critiche e frecciate. Durante la propria relazione, in occasione della presentazione del bilancio finanziario 2026 - 2028 e del documento unico di programmazione 2026 - 2028, il sindaco Franco Ianeselli è stato estremamente chiaro.

 

Con un intervento, che certamente non mancherà di scatenare polemiche, il primo cittadino ha parlato di presente, di futuro, delle problematiche da affrontare, dei rapporti difficili con la Provincia e di come i sindaci non possano affrontare da soli, senza l'aiuto del Governo, le problematiche legate alla sicurezza.

 

"Il 2026 sarà un anno eccezionale - esordisce Ianeselli -, destinato a lasciare un'impronta profonda sulla città. Grazie ai 39 milioni del Pnrr e agli 11 milioni e mezzo di cofinanziamento comunale, Trento è stata messa nelle condizioni di investire in settori strategici come l'innovazione e la digitalizzazione, la cultura, il sociale, le infrastrutture per la mobilità sostenibile. Praticamente la totalità di questi interventi arriverà al traguardo nel 2026: l'hub intermodale, l'ascensore per Mesiano, le piscine Manazzon, il nido Orsetto Pandi e i nuovi posti zero - sei a Mattarello, la riqualificazione del Punto d'incontro. Sarà completato il progetto Santa Chiara Open Lab, dove nasceranno il centro giovani, l'urban center e la sede gli ordini professionali. Dove c'era la Civica casa di riposo sorgeranno i nuovi uffici tecnici comunali, con un risparmio di 700mila euro l'anno sugli affitti. Concluderemo anche la riqualificazione del parco Solzenicyn. Questo è stato un "bilancio di responsabilità": nonostante un contesto complicato, il nostro fermo proposito è stato quello di non ridurre i servizi ai cittadini e di non compromettere la continuità di iniziative importanti in campo sociale, culturale o educativo".

 

Durante il suo discorso all'Aula, il primo cittadino di Trento ha parlato anche dei rapporti con Piazza Dante e l'esecutivo provinciale. Che, come è noto, sono tutt'altro che idilliaci. Anzi, per meglio dire, "ai minimi termini". E Ianeselli non le ha "mandate a dire".

 

"La provincia ha trasformato il "concordare" le risorse con i Comuni (come previsto dallo Statuto di Autonomia) in un più paternalistico "accordare" - queste le sue parole -. Pensiamo ad esempio al protocollo sugli asili nido, ribattezzato da alcuni "manovra anti Trento". Se così fosse, si è trattato di un intento miope, perché nessun territorio cresce senza il suo capoluogo. Azzoppare Trento significa rallentare tutti. Ai Comuni in difficoltà, costretti a limare le cifre per chiudere i bilanci, fa male leggere dell'avanzo di amministrazione record dichiarato dalla Provincia nel rendiconto 2024, perché questo capitale potrebbe essere impiegato per garantire alle municipalità e al territorio trentino risorse per finanziare sia la spesa corrente sia investimenti di lungo periodo, per esempio sull’edilizia abitativa e scolastica oppure sulla mobilità collettiva e sostenibile o ancora sulla transizione energetica. Un piano di investimenti che non metta le valli contro il capoluogo, ma casomai metta in rete i territori, integrando e valorizzando le rispettive peculiarità e potenzialità".

 

Non poteva mancare un accenno al tema della sicurezza, chiamando in causa il Governo di centro destra.

 

"Nel 2026 - spiega - entreranno in servizio 14 nuovi agenti della polizia locale ed è previsto un concorso per rafforzare il Corpo. Ma il Governo non può lasciare le città da sole ad affrontare disagio sociale, spaccio, gestione degli spazi pubblici, flussi migratori non gestiti, crisi abitativa, tossicodipendenza e disagio psichico. Nessun sindaco ha gli strumenti per affrontare tutto ciò".

 

Una delle grandi emergenze da gestire è quella legata alla casa. Strettamente connessa alla variante Prg.

 

"Il 2026 sarà anche l'anno della variante al Prg - afferma Ianeselli -, necessaria a governare le tante trasformazioni, oltre che a dare una forma contemporanea alla città. Una variante che affronta l'emergenza abitativa, avvalendosi di vecchi e nuovi strumenti: l'obbligo, per chi costruisce, di destinare una parte di residenza all'edilizia sociale, il partenariato pubblico - privato, il recupero del patrimonio esistente".

 

Non è una mancato un passaggio, significativo, riguardo i giovani.

 

"Ci troviamo di fronte a una duplice emergenza, descritta dall’economista Nannicini con un’immagine molto efficace - conclude -: l’Italia oggi soffre non solo a causa delle culle vuote, ma anche per colpa degli aerei pieni di giovani che vanno all’estero. Una perdita di capitano umano allarmante, che deve essere affrontata fin da subito come una priorità dalle istituzioni trentine. Oltre che di salari concorrenziali e di case a costi sostenibili, i ragazzi che escono dalla nostra Università hanno bisogno della consapevolezza di abitare in un territorio che vuole continuare a essere un avamposto sul futuro. Trento in questi anni ha provato a fare la propria parte, come dimostrano le opere pubbliche in arrivo, prefigurazione di una città che vuole diventare più dinamica, più europea, più sostenibile, senza tuttavia arretrare su quel terreno della coesione sociale che caratterizza la nostra storia. Rientra in questa strategia a lungo termine il progetto del bypass ferroviario, ma anche il collegamento funiviario col monte Bondone che avvicinerà la città alla natura".

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