Cpr, la questione approda in Consiglio. Maggioranza divisa? Intanto l'assessore Fernandez risponde a Fugatti: "Manca confronto, la sua è propaganda"
"Queste "fughe in avanti" da parte del Presidente della Provincia e della Giunta Provinciale si chiamano propaganda - commenta l'assessore comunale -. Da un punto di vista istituzionale, riguardo a questioni di tale importanza, il confronto sarebbe assolutamente doveroso. Senza dimenticare che il fenomeno migratorio non riguarda esclusivamente la città di Trento, ma è stato addossato interamente alla città di Trento, che è stata lasciata completamente sola nella gestione"

TRENTO. Domani, martedì 21 ottobre, la questione Cpr approderà a Palazzo Thun, con il sindaco del capoluogo Franco Ianeselli che risponderà alla domanda d'attualità presentata dal gruppo consiliare di Onda (Qui articolo) rispetto a quale sia la visione della Giunta Comunale riguardo il progetto della Giunta Provinciale di realizzare un Centro per i rimpatri nel comune di Trento.
Il primo cittadino trentino dovrà replicare alla domanda avanzata dalle consigliere Giulia Bortolotti e Alessia Tarter, con l'ex candidata sindaca e capogruppo che ha aggiunto sui propri canali social che "Fugatti vuole il Cpr a Trento. Una barbarie da un lato, perché è noto che questi centri non rispettino i diritti. Una presa in giro per i cittadini, perché non sarà così che si risolve il problema della sicurezza. Basta a dimostrarlo il funzionamento di questi centri altrove, dall'Italia all'Albania. Un costo enorme, infine, per la collettività. Abbiamo presentato una domanda di attualità per sapere cosa ne pensa la giunta comunale. Augurandoci in una visione radicalmente diversa da quella della destra".
Finalmente, verrebbe da dire, visto che all'indomani delle dichiarazioni del Governatore Fugatti durante l'Assemblea generale di Confesercenti, con il numero uno di Piazza Dante che aveva affermato che "nelle prossime settimane contiamo di concludere l'accordo con il Ministero" (Qui articolo), sia il sindaco Ianeselli, che l'assessora Casonato avevano preferito non replicare, quest'ultima affermando di non aver gli elementi per parlare dell'argomento.
Ad un'ulteriore richiesta di presa di posizione, il sindaco replica che "risponderò domani sera in Aula alla domanda d'attualità della consigliera Bortolotti", mentre per quanto riguarda l'eventuale dialogo con la Provincia, non nuova ad annunci pubblici senza prima essersi consultata con il Comune, Ianeselli specifica "che le interlocuzioni a riguardo sono con il Commissariato, perché i Cpr sono di competenza statale".
Come si era espresso il sindaco nei mesi scorsi sul tema? A maggio, agli sgoccioli della campagna elettorale Ianeselli, che da lì a qualche giorno sarebbe stato rieletto sindaco a piena maggioranza, aveva affermato che "è tutto il sistema di gestione dell'immigrazione che non va bene. Non va bene far risiedere tutti i migranti in città, non va bene concentrare i richiedenti asilo in grandi strutture, non va bene non prevedere percorsi di integrazione e di avviamento al lavoro. I Cpr potrebbero servire per rimpatriare i soggetti che delinquono: il problema è che i Cpr in Italia funzionano male, le condizioni di vita sono disumane, diventano centri di detenzione a lungo termine, accolgono anche persone responsabili di semplici irregolarità amministrative. L'alternativa? Rivedere totalmente il sistema dell'accoglienza, che oggi è criminogeno e, in assenza di servizi, incentiva l'illegalità" (Qui articolo).
A settembre, intervistato dalla Rai, Ianeselli aveva ribadito che non bisognava "illudersi che il Cpr sia la soluzione", ma che "se dobbiamo farlo che sia di eccellenza. Se deve essere fatto il Cpr si faccia. La presenza di migranti richiede servizi, e invece i servizi sono stati smantellati, questo crea marginalità e aumento della delinquenza".
Il tema è importante ed è alquanto divisivo, all'interno della stessa maggioranza. A tal punto che, prima della risposta di domani sera del sindaco, si terrà una riunione di Giunta per discutere dell'argomento in maniera approfondita e ognuno dei componenti dirà la propria.
Certo è che Alleanza Verdi Sinistra e una parte - consistente - del Partito Democratico, la forza più importante che sostiene Ianeselli con presenza "massiccia" in Giunta, hanno già più volte espresso totale contrarietà al "metodo Cpr" e, ovviamente, anche alla realizzazione di una struttura nel comune di Trento.
A ribadirlo sono state, nei giorni scorsi, la consigliera provinciale Lucia Coppola e la consigliera comunale Renata Attolini che sottolineato nuovamente che "i Cpr non hanno nulla a che vedere con il contrasto alla criminalità, perché non sono stati pesanti per rinchiudere delinquenti comuni. La legge – il decreto legislativo 286/1998, art. 14 – è chiara: nei Cpr finiscono gli stranieri privi di permesso di soggiorno, non chi ha commesso reati come furti, rapine o aggressioni. Si tratta dunque di strutture detentive amministrative, dove vengono trattenute persone che si trovano in una condizione di irregolarità burocratica".
Ecco, nella Giunta Ianeselli adesso c'è anche un esponente di Avs, l'assessore alle politiche e strumenti partecipativi sui cambiamenti climatici, alla politica energetica, alla tutela e valorizzazione del verde e dei parchi, alla trasformazione digitale, smart city e intelligenza artificiale e alle politiche del cibo Andreas Fernandez.
Che, nella scorsa legislatura, quando era "solamente" un consigliere, aveva presentato un'interrogazione, la prima in assoluto, sull'argomento Cpr sottolineando come "sono idealmente strutture di passaggio per chi non è cittadino comunitario e si trova sul nostro territorio senza permesso di soggiorno, ma nella realtà l'attuale modello, come sostenuto da molti giuristi, ha caratteristiche di tipo detentivo: una detenzione "amministrativa" in condizioni molto precarie, in strutture dove si ricorre all'uso diffuso di psicofarmaci".
Per poi aggiungere che tali luoghi erano da considerarsi "delle vere e proprie prigioni dalle quali non si esce in tempi brevi e dove si subiscono gravi privazioni della libertà personale, nello spregio delle garanzie costituzionali”. Senza contare poi il problema della gestione "con rischio di incolumità per poliziotti e migranti, quindi ampliare il numero dei Cpr, allungando la durata di permanenza, rischia di creare vere e proprie bombe sociali”.
La posizione ora dell'assessore Fernandez è la medesima? "Non voglio rilasciare alcuna dichiarazione prima di aver avuto un confronto con il Sindaco e con il resto della Giunta, come del resto in programma, durante il quale ognuno si esprimerà a riguardo. Parlare non sarebbe rispettoso né nei confronti dei miei colleghi, né verso la popolazione di Trento. Non è il nostro modus operandi quello di "strillare" e creare confusione".
Riguardo, invece, il modus operandi del Governatore Fugatti e dell'amministrazione provinciale, Fernandez non usa mezzi termini per commentare la dichiarazione, che ha quasi monopolizzato le attenzioni di tutti i trentini (facendo passare in secondo piano anche l'Assemblea Generale di Confesercenti, aspetto questo che ha infastidito molte persone) per diversi giorni.
"Queste "fughe in avanti" da parte del Presidente della Provincia e della Giunta Provinciale si chiamano propaganda - commenta l'assessore comunale -. Da un punto di vista istituzionale, riguardo a questioni di tale importanza, il confronto sarebbe assolutamente doveroso. Questo è un metodo che non può funzionare e, purtroppo, non si tratta del primo episodio, perché spesso è sono mancante concertazione e interazione. Senza dimenticare che il fenomeno migratorio non riguarda esclusivamente la città di Trento, ma è stato addossato interamente alla città di Trento, che è stata lasciata completamente sola nella gestione".












