Cpr, la circoscrizione è contraria. La Malfa: "Scelta calata dall'alto. Sono strutture con effetti criminogeni e non aumentano la sicurezza"
"Si tratta della "solita" decisione verticistica e verticale assunta dalla Provincia - commenta Andrea La Malfa, presidente della Circoscrizione Centro Storico - Piedicastello - che, ancora una volta, dimostra che del parere delle altre istituzioni, non gli importa assolutamente nulla. Gli abitanti di Piedicastello sono preoccupati? Lo sarei anche io al posto loro. Il Cpr non elimina il degrado, ma lo peggiora e la conseguenza sarà un'ulteriore riduzione del sistema d'accoglienza, il che alimenterà indigenza, degrado e insicurezza"

TRENTO. Il nuovo Cpr (Centro per i rimpatri) che sorgerà in via Maso Visintainer, tra la Tangenziale di Trento e l'Autostrada del Brennero in un "angolo" coperto (qualcuno l'ha già definito un "budello"), preoccupa i residenti di Piedicastello, ai quali nulla è stato detto nelle scorse settimane: tutti sono venuti a conoscenza della decisione assunta dalla Provincia Autonoma di Trento esclusivamente dai media.
Così come il comune di Trento e la Circoscrizione Centro Storico - Piedicastello, che non sono stati coinvolti né sulla decisione finale (che, va sottolineato, spetta alla Provincia e al Ministero dell'Interno), né tantomeno sull'ubicazione della struttura da 25 posti, che diventerà operativa già il prossimo anno e costerà circa 2 milioni di euro, come ha confermato il Governatore Fugatti a margine della firma sull'accordo con il ministro Piantedosi, avvenuta venerdì 24 ottobre in piazza Dante (Qui articolo).
"Si tratta della "solita" decisione verticistica e verticale assunta dal Governatore Fugatti e dalla Giunta Provinciale - commenta amareggiato e arrabbiato Andrea La Malfa, esponente del Partito Democratico, da qualche settimana presidente della Circoscrizione Centro Storico - Piedicastello, la più popolosa della città con oltre 20mila abitanti - che, ancora una volta, hanno dimostrato che del parere delle altre istituzioni, i cui rappresentanti sono stati eletti esattamente come loro e meriterebbero un minimo rispetto, non gli importa assolutamente nulla. Il 12 novembre è in programma il prossimo consiglio circoscrizionale, ma stiamo valutando l'ipotesi di anticiparlo per parlare specificatamente della questione. Che è inevitabilmente "spinosa". Gli abitanti di Piedicastello sono preoccupati? Lo sarei anche io al posto loro, soprattutto per le modalità con cui è stata imposta, perché questo è il termine giusto, tale decisione da parte dell'amministrazione provinciale. Credo sia il primo caso di Cpr costruito all'interno di una città, perché non mi risulta che le altre strutture realizzate in Italia siano praticamente ai margini del centro. E' vero che sorgerà in un posto "imbucato" tra Tangenziale e l'Autostrada, ma è altrettanto innegabile che da lì, in un quarto d'ora a piedi, si possa raggiungere la città. Verrà costruito "dentro" Trento, la città capoluogo dove sono stati concentrati tutti i richiedenti asilo dopo aver smantellato il sistema di accoglienza diffusa sul territorio provinciale. Ma veramente qualcuno pensa che la soluzione al problema sia il Cpr? Ma veramente pensiamo che il Cpr possa rappresentare un deterrente per chi arriva sul territorio trentino e per chi delinque?".
Ecco, appunto. La posizione del Partito Democratico è di totale contrarietà, non solamente alla realizzazione del Centro per rimpatri a Trento, ma proprio al "sistema Cpr".
"La mia opinione - conclude La Malfa - è quella che il Pd ha espresso più volte: nei Cpr non vengono rispettati i diritti umani e lo strumento ha dimostrato di essere assolutamente inefficace. E' bene ricordare che, all'interno dei Cpr, non finiscono solamente i soggetti che hanno commesso reati. Ecco, allora che i Centri per i rimpatri hanno addirittura un effetto criminogeno: pensate a chi entra senza essere delinquente ed esce, perché è stato rimesso in libertà o perché sono scaduti i termini, dopo aver trascorso magari 18 mesi in un simile contesto. Il Cpr non elimina il degrado, ma lo peggiora e la conseguenza sarà un'ulteriore riduzione del sistema d'accoglienza, il che alimenterà indigenza, degrado e insicurezza. Tutti le questioni e i problemi riguardanti i migranti e richiedenti asilo sono stati volutamente concentrati su Trento e, adesso, si continua a farlo. Senza dimenticare che, al momento, non è stata trovata ancora un'alternativa alla Residenza Fersina, la cui chiusura è prossima. E' stata individuata un'alternativa, ma è decisamente a capienza più ridotta. Per togliere alla città un "peso" insostenibile l'unica soluzione è quella di proporre un modello diverso. Tra l'altro i costi di gestione sono altissimi e la percentuale di rimpatri estremamente bassa. A proposito di costi, la struttura trentina costerà 2 milioni di euro e potrà ospitare 25 persone, per un costo "pro capite" di 80mila euro a "pieno regime".
Intanto molti cittadini trentini (come era prevedibile) si chiedono come mai non vi sia stata una presa di posizione (e non solamente tramite qualche intervista rilasciata "qui e là") da parte della Giunta comunale di Trento con una nota ufficiale (come, invece, poche settimane fa era avvenuto per altri motivi, con un documento firmato dalla vice sindaca e da tutti gli assessori).
Poco più di un mese fa, in un'intervista rilasciata alla Rai di Trento, il sindaco Franco Ianeselli non aveva chiuso al Cpr (pur esplicitando, ancora una volta, tutte le proprie perplessità sull'efficacia della struttura, sul "sistema" e ripetendo che il sistema d'accoglienza va ripensato) affermando "credo che una struttura di piccole dimensioni per gestire l'organizzazione dei rimpatri abbia senso".
E poi aveva aggiunto: "Se dobbiamo fare un Cpr a Trento che sia d'eccellenza", ribandendo "se deve essere fatto il Cpr si faccia". Alla domanda su dove avrebbe potuto sorgere, le parole pronunciate a settembre dal primo cittadino risultato rendono perfettamente l'idea di come la Provincia abbia totalmente e completamente "ignorato" il Comune nel percorso di definizione del luogo e in tutto l'iter.
"Sarebbe piacevole discuterne assieme" aveva auspicato Ianeselli, rafforzando poi il concetto e dichiarando che "se la struttura è di piccole dimensioni immagino sia fondamentale non sia troppo vicina al centro abitato". Dicendolo ancora: "è fondamentale non sia nei pressi del centro abitato".
Insomma, assolutamente l'esatto contrario di quanto è avvenuto.












