Bossi scarica Salvini nel 40esimo della Lega: ''Serve un nuovo leader. Lui ha preso la sua strada''
Oggi a Gemonio nel Varesotto le celebrazioni della nascita della Lega Nord e il Senatur ha voluto incontrare i militanti a casa sua. Poi ha lanciato dei messaggi alla classe dirigente del partito. ''Giorgetti? E' bravo ma non dico niente sennò lo massacrano''

GEMONIO. Bossi scarica Salvini e lo fa in un momento particolarmente simbolico, alle celebrazioni del 40esimo anniversario della fondazione della Lega, a Gemonio, nel Varesotto. Il fondatore ed ex leader del Carroccio ha inviato poco fa un messaggio a Roberto Castelli, che stava aprendo i festeggiamenti nella piazza della chiesa, invitandolo a portare a casa sua i militanti intervenuti alla giornata, per un saluto e una fetta di torta.
Subito il gruppo, capitanato da Castelli e dall’ex Segretario della Lega Nord, Paolo Grimoldi, si è incamminato lungo la piccola stradina che collega la chiesa al villino di Bossi. Quindi sono stati bloccati all’ingresso. “Giornalisti fuori, entrerete per ultimi”, ha annunciato uno dei militanti che si è prestato a fare servizio d’ordine alla porta. E poco dopo, spiega adnkronos, è arrivato uno dei figli di Umberto Bossi, Renzo, per accogliere personalmente i militanti, che sono stati divisi in piccoli gruppi e fatti entrare in modo contingentato.
Quindi i messaggi del Senatur: ''Alla Lega serve un nuovo leader. Serve un nuovo leader che vada nella direzione dell'autonomia, che rimetta al centro la questione settentrionale. Se Giorgetti potrebbe sostituire Salvini? Giorgetti è uno bravo, ma non dico niente se no lo massacrano. Se la base non approva i programmi, non vai da nessuna parte. Diventa una bolla di sapone".
"Oggi sono molto contento - ha aggiunto Bossi - ho visto tanta gente che non vedevo da anni, è la Lega di 40 anni fa". "Salvini ha preso la sua strada - ha proseguito - ciascuno prende la sua strada, ci vuole un po' di testa. La Lega di allora era radicata nella base popolare, in consiglio a Varese si parlava in dialetto. Se le radici sono forti, è difficile che si fermino. Sicuramente abbiamo fatto un grande sforzo, era un mondo diverso, c'era necessità di nuovo e chiunque avesse intuito politico l'avrebbe capito. Lì siamo nati noi".
"Oggi serve un'altra spallata per cambiare le cose, la Lega deve essere uno sprone", ha concluso Bossi.


















