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Trento
05 febbraio | 14:57

L'uscita di Vannacci dalla Lega? "Una buona notizia e un'opportunità per il centro destra". I giovani di Forza Italia festeggiano l'addio del generale al Carroccio

"È senza dubbio una buona notizia per tutto il centrodestra. Vannacci, soprattutto alla luce delle sue ultime posizioni, non rappresentava in alcun modo la visione del centrodestra né a livello nazionale né, tantomeno, a livello trentino. Il suo allontanamento è un’opportunità: senza di lui il centrodestra Trentino autonomista può rafforzarsi, allargarsi e parlare con maggiore credibilità a quell’elettorato che non si riconosce in chi guarda al passato"

TRENTO. L'uscita di Vannacci dalla Lega? Una buona notizia per tutta la coalizione e un'opportunità per il centrodestra provinciale.

 

I giovani di Forza Italia accolgono con favore la decisione dell'ex vice segretario del Carroccio, che ha deciso di lasciare ufficialmente la Lega, con cui è stato eletto al Parlamento Europeo a giugno 2024, in quanto le sue posizioni "non rappresentano in alcun modo la visione del centrodestra né a livello nazionale né, tantomeno, a livello trentino".

 

Insomma, la scelta di fondare Futuro Nazionale viene vista come un bene per la coalizione guidata da Giorgia Meloni, anche se il rischio è che la sua uscita possa sottrarre voti al centro destra.

 

"L’uscita di Roberto Vannacci dalla Lega e la scelta di intraprendere un percorso politico autonomo non rappresentano una sorpresa - scrivono in una nota ufficiale -: era una notizia che da tempo circolava e che oggi si è semplicemente formalizzata. È però, senza dubbio, una buona notizia per tutto il centrodestra. Vannacci, soprattutto alla luce delle sue ultime posizioni, non rappresentava in alcun modo la visione del centrodestra né a livello nazionale né, tantomeno, a livello trentino. Il suo allontanamento è un’opportunità: senza di lui il centrodestra Trentino autonomista può rafforzarsi, allargarsi e parlare con maggiore credibilità a quell’elettorato che non si riconosce in chi guarda al passato, ma in chi ha il coraggio di costruire il futuro (ovviamente avendo ben presente la storia). Come ha giustamente sottolineato il nostro segretario nazionale di Forza Italia Giovani, Simone Leoni, Vannacci oggi gioca di fatto per la sinistra: le sue scelte rischiano solo di indebolire il centrodestra per favorire chi vuole aumentare le tasse, non difende la libertà economica e tollera le derive violente dei centri sociali. Gli italiani non amano le operazioni di palazzo e sapranno giudicare".

 

In Trentino Vannacci non ha riscosso grande successo (i primi ad essere felici del suo "addio" sono stati gli stessi esponenti leghisti), perché "gli estremismi non hanno mai attecchito".

 

"A livello locale, e in particolare tra i giovani, gli estremismi non hanno mai attecchito - aggiunge il segretario provinciale dei giovani di Forza Italia, Matteo Bertoldi -. Le nuove generazioni vogliono prendere le distanze da frasi nostalgiche e da polemiche sterili: vogliono parlare di futuro, di cooperazione, di volontariato, di sociale e di autonomia, valore fondamentale per il nostro territorio. Valori che affondano le radici nella migliore tradizione popolare e liberale, quella di Alcide De Gasperi, grande statista nato proprio nella nostra terra. Riteniamo che l’uscita di Vannacci possa finalmente liberare spazio per un dibattito pragmatico e serio su temi centrali come la libertà economica, l’autonomia, i diritti civili e lo sviluppo del territorio, temi che, pur portati avanti con convinzione, risultavano spesso stonati dalla presenza di figure che puntavano più allo scontro ideologico che alla costruzione di una proposta credibile".

 

E non manca, poi, il riferimento al fatto che il generale abbia utilizzato la Lega come "un taxi" (un'espressione utilizzata, al contrario, dallo stesso Vannacci) per poi scendere dopo aver acquisito popolarità.

 

"Come giovani di Forza Italia giovani - conclude Bertoldi - crediamo in una politica fatta di idee, valori e crescita del gruppo, non di spot elettorali pensati per convincere pochi nel breve periodo e deluderli nel lungo. Siamo lontani da chi utilizza i partiti come strumenti personali, salvo poi abbandonarli quando la popolarità conquistata consente di tentare una strada individuale. Siamo certi che i trentini, così come gli italiani, sapranno leggere con chiarezza questa
scelta e se ne ricorderanno nel momento in cui saranno chiamati a votare".

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