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Bufera sul post del consigliere comunale sulla distruzione di Israele: "Era una chiara iperbole". Biancofiore attacca sulla moschea. La sindaca: "Strumentalizzazione ideologica"

La bufera dopo il post (poi rimosso) del Consigliere comunale a Rovereto: "L'Iran dovrebbe radere al suolo Israele". Dal commento a mettere nel mirino il progetto della comunità islamica per nuovi spazi nella città della Quercia è stato breve. Intanto Omar Korichi interviene per chiarire il messaggio

Di Luca Andreazza - 16 aprile 2024 - 06:01

TRENTO. Toni ritenuti inaccettabili. E' bipartisan la presa di distanze dal post pubblicato (e poi rimosso) sui social network da Omar Korichi. Il consigliere comunale a Rovereto è poi intervenuto per cercare di chiarire e puntualizzare l'esternazione. Una bufera politica che si è subito allargata all'ipotesi progettuale della comunità islamica di prevedere un nuovo luogo di culto e di incontro nella zona dello stadio Quercia. 

 

"Iran ha il diritto di difendersi, Iran dovrebbe ora radere al suolo Israele visto che Israele ha bombardato e ammazzato 11 persone colpendo l'ambasciata iraniana in Iraq", il post di Korichi dopo che Teheran ha inviato droni e lanciato missili verso Gerusalemme con il rischio di un'ulteriore escalation in Medio Oriente.

 

Secondo fonti israeliane, l’Iran ha lanciato contro Israele 170 droni suicidi, 120 missili balistici e circa 30 missili da crociera. Un attacco enorme e annunciato con l'obiettivo di inviare un messaggio politico più che causare danni: una ritorsione per l'omicidio di Mohammad Reza Zahedi, importante generale delle Guardie rivoluzionarie, forza militare iraniana molto influente e potente.

 

"Esternazioni che non sono accettabili", dice Giulia Robol, sindaca reggente a Rovereto e candidata per guidare il municipio per il centrosinistra. "Non ci si può esprimere in questo modo, soprattutto se si ricoprono ruoli istituzionali. Non si può essere a favore dell'annientamento di un popolo. La situazione è complessa e ci vuole equilibrio". Una condanna netta. 

 

Parole che "non si possono condividere", spiega a il Dolomiti l'Imam Aboulkheir Breigheche. "Espressioni di questo tipo non possono essere accettate in toto". "La questione è complessa e intricata, difficile avere un parere limpido e chiaro perché non si capisce quanto succede. Ci sono giochi, spesso anche tra Israele e Iran, quest'ultima è una convinzione anche di molti osservatori. Un modo per distogliere l'attenzione dal massacro e dal genocidio in atto a Gaza. Usare quei termini non credo che sia il modo migliore per esprimere un'eventuale condanna. Non è il caso di affrontare situazioni così complesse con parole che possano essere comprese in maniera non voluta anche da Korichi stesso. Spero che sia dovuto a un'emotività estremamente forte, una situazione che viene vissuta da molti musulmani con il rischio che l'emotività prenda il sopravvento".

 

Il pensiero di Korichi appare piuttosto evidente anche in altri post (per chiedere per esempio il cessate il fuoco in Palestina ma anche l'invito agli altri Paesi arabi a seguire l'esempio dell'Iran o che la sola chance per la pace nel mondo è la fine del sionismo). "Nel mio intento - commenta il Dolomiti il consigliere comunale di Rovereto - l’affermazione accusata è una chiara iperbole, un’affermazione talmente esagerata che diventa paradossale per sottolineare l’ipocrisia dei due pesi e due misure, non è certo un qualcosa che ci si può nemmeno lontanamente auspicare. Il post nasce nel ragionamento come un parallelismo con l’affermazione che sentiamo da oltre 6 mesi: "Israele ha il diritto di difendersi". Sulla base di questa affermazione Israele ha legittimato un genocidio ancora in corso, sulla base di questa affermazione gli Stati europei, l’Unione europea e il governo italiano hanno sostenuto e si sono resi complici di questo disumano massacro di vite umane. Ssono stati ammazzati oltre 40.000 esseri umani, civili innocenti di cui oltre 15.000 bambini, di cui altrettante migliaia di feriti, bambini amputati, orfani, vedove, una disumanità che va avanti da oltre 6 mesi sulla scorta della frase “Israele ha diritto di difendersi. E' chiaro che nessun diritto di difesa, nessun tipo di reazione così disumana e così sproporzionata può essere umanamente accettabile da nessuno".

 

Una provocazione "per svegliare le coscienze dei cittadini perché questo massacro di vite umane, questi crimini contro l’umanità vanno avanti da oltre 6 mesi", prosegue Korichi. "Assistiamo ormai quotidianamente alla più totale disumanità, giorno dopo giorno ci arrivano notizie e immagini di bambini lacerati dalle bombe, genitori che raccolgono pezzi di cadavere dei propri figli e famigliari, bambini operati senza anestesia perché Israele ha deciso di bloccare gli aiuti umanitari, giornalisti ammazzati, ospedali bombardati e bruciati, donne stuprate nell’ospedale di Al Shifa di fronte ai mariti e ai figli obbligati a guardare la disumana violenza minacciati di morte se si fossero rifiutati di guardare, personale medico ammazzato, personale delle Ong bombardato, veicoli, personale e strutture delle Nazioni Unite bombardati, la fame usata come strumento di guerra, bombe al fosforo bianco sganciate, bambini inermi ammazzati dai cecchini dell’Idf, tutta questa atrocità commessa da Israele sulla scorta della frase che Israele ha il diritto di difendersi, e qui la mia paradossale iperbole, la mia esagerazione della realtà qualora anche l’Iran reagisse o potesse pensare di reagire, una reazione in qualsiasi caso inaccettabile. Gaza ora è rasa al suolo, e Israele lo ha potuto fare sulla scorta di questa asserzione Israele ha il diritto di difendersi”. 

 

Il post è stato cancellato "perché non andava nel senso della Pace e del dialogo, mi sono reso conto che sarebbe stato facilmente fraintendibile, ho sbagliato nella comunicazione, ho espresso un concetto in modo sbagliato, mi sono fatto travolgere dall’emotività, dallo strazio di tutta questa disumanità che mi logora l’anima e che va avanti da otre 6 mesi, nell’impunità totale di Nethanyau che ha dimostrato al mondo che il diritto internazionale e i suoi organi a presidio della pace globale per lui non valgono. Il popolo palestinese e il popolo israeliano devono dialogare come hanno sempre fatto per secoli e secoli in pace e armonia e post come quello mio cancellato non aiutano nel dialogo e di questo me ne sono reso conto e per cui ho chiesto scusa facendo immediata revisione critica sulle mie affermazioni. Lo Stato ebraico torni a essere lo Stato ebraico di Palestina, la guerra chiama guerra e la violenza chiama violenza, non possiamo Permetterci di cadere in questo baratro, dobbiamo cominciare a dialogare di più mettendo davvero da parte tutto il rancore che la guerra ha contribuito ha indurirci i cuori. Un errore che mi ha fatto sicuramente riflettere molto perché non dobbiamo perdere l’obbiettivo principale che è quello della Pace e del dialogo soprattutto quando questo diventa più complicato". ‎

 

A intervenire anche Michaela Biancofiore, eletta a Roma nel collegio che comprende Rovereto. Già nel mirino delle critiche del centrodestra, il passo è ancora più breve per chiedere di fermare l'iniziativa della comunità islamica della città della Quercia di trovare una nuova sede. "Alla luce delle sue recenti dichiarazioni in cui apertis verbis dice che Israele andrebbe rasa al suolo - dice la senatrice - mi preoccupa molto che l’idea e la proposta di istituire un centro islamico nell’area ex Raffaelli di Rovereto, provenga proprio dal Consigliere comunale di estrema sinistra Korichi". 

 

La presidente del gruppo parlamentare del Senato Civici d’Italia - Noi Moderati (Coraggio Italia, Udc) - Maie aggiunge che "mettere in mano la creazione e l’organizzazione di una moschea a un predicatore d’odio verso Israele e l’Occidente rischia di trasformare un luogo che secondo i promotori dovrebbe essere destinato al culto col fine della promozione della tolleranza e rispetto reciproco, in una sospetta sede di propagazione di disprezzo, intolleranza contro i valori dell’occidente e di reclutamento, mettendo a rischio gli equilibri della nostra società e minando le basi dell’integrazione. Fatto salvo che credo nella libertà costituzionale di culto, questo non può celare la propaganda della violenza, specie in un momento tanto delicato della guerra che infiamma il Medio Oriente e abbraccia pericolosamente tutto il mondo".

 

Una decisione ancora prematura. "A Rovereto c'è già, esiste un luogo culturale e di preghiera", spiega Robol. "C'è la libertà di culto e c'è una collaborazione con le famiglie che lavorano e sono attive sul territorio. E' un modo per costruire rapporti. Comunque credo che sia legittimo e un diritto per la comunità religiosa pensare a spazi più idonei, belli, grandi e sicuri se riesce a raccogliere le risorse necessarie. E' una polemica che comprendo poco, una speculazione e una strumentalizzazione ideologica. Il Comune valuterà la situazione se e quando il progetto arriverà in commissione edilizia e urbanistica". 

 

Per quanto riguarda la moschea, "non è un mio progetto ma di una comunità che da anni lavora per la pace e il dialogo, un presidio di legalità che lavora da sempre con le istituzioni come presidio di sicurezza sul territorio e per risolvere i problemi sociali di musulmani e non musulmani. Per esempio, durante il Ramadan venivano a mangiare in moschea anche persone non musulmane. La senatrice commette lo stesso errore che ho fatto io con il post. Se Nethanyau sbaglia, la colpa non può ricadere su tutto il popolo israeliano. Non lasciamo travolgere dal rancore", conclude Korichi.

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