Carceri in Veneto, emergenza suicidi e sovraffollamento. ''Situazione allarmante. Si investa in infrastrutture e personale penitenziario''
Nelle carceri venete nel 2023 ci sono stati 8 suicidi, il 20% del dato nazionale. E tra Padova, Verona e Vicenza i tassi di sovraffollamento superano il 130%. Non va meglio nel vicino Trentino dove a febbraio a fronte dei 240 posti disponibili si trovavano 380 detenuti

VERONA. Il 20% dei suicidi nelle carceri italiane sono avvenuti in Veneto. E' questo il dato più preoccupante di un quadro allarmante qual è quello che riguarda le carceri italiane. Un quadro completamente diverso da quello disegnato dai media nella vicenda Chico Forti che una volta sbarcato in Italia e trasferito nelle carceri nazionali ha concesso interviste e dichiarazioni per raccontare quanto si stia bene nelle patrie galere, tra spaghettate, sorrisi e solidarietà di personaggi come il Comandante Schettino (tra l'altro l'ergastolano trentino si trova a Montorio dove solo tra il 10 novembre 2023 ed il 3 febbraio 2024 si sono verificati 5 suicidi).
Per non citare i selfie con parlamentari di Fratelli d'Italia dentro il carcere e l'ok a visitare la madre a Trento ottenuto in tempo record (con grandi proteste di carcerati e polizia penitenziaria). ''Siamo profondamente preoccupati per la drammatica situazione nelle carceri della regione - dichiara la senatrice Barbara Guidolin del M5S - e da un grave problema di sovraffollamento. I dati più recenti indicano che solo nel 2023 si sono verificati 8 suicidi nelle carceri venete su 40 suicidi totali in Italia pari al 20% a livello nazionale, un numero allarmante che riflette le condizioni critiche in cui versano i detenuti''.
Il Veneto, con una popolazione carceraria di oltre 2.500 detenuti, supera di gran lunga la capienza regolamentare delle strutture penitenziarie, contribuendo a creare un ambiente insostenibile sia per i detenuti che per il personale penitenziario. Le carceri di Padova, Verona e Vicenza sono tra le più colpite, con tassi di sovraffollamento che superano il 130%. E non va meglio nel vicino Trentino dove il carcere di Spini di Gardolo ha un limite di 240 detenuti mentre al 27 settembre del 2023 riportava il numero di 362 detenuti e a febbraio 2024 di 380 carcerati.
''Questo sovraffollamento, - prosegue la senatrice veneta Guidolin - unito alla carenza di risorse e personale, ha un impatto devastante sulla salute mentale dei detenuti. La mancanza di adeguate misure di supporto psicologico e di programmi di reintegrazione aggrava ulteriormente la situazione, portando a tragici epiloghi. È urgente un intervento immediato per affrontare questa emergenza. Il M5S Veneto chiede un immediato potenziamento del personale penitenziario e formazione specifica per gestire situazioni di stress e emergenze psicologiche. Inoltre – propone Guidolin - è necessario investire in infrastrutture per garantire condizioni di vita dignitose, inclusi spazi adeguati, accesso a cure mediche e programmi di supporto psicologico. Non è più rinviabile la riduzione del sovraffollamento che può essere ridotto anche con misure alternative alla detenzione per reati minori e la revisione delle pene''.
''Ribadiamo a gran voce una azione rapida e concreta per prevenire ulteriori tragedie e per garantire il rispetto dei diritti umani all'interno delle carceri. La situazione attuale è insostenibile – conclude la senatrice - e richiede un impegno deciso da parte delle istituzioni''.


















