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| 21 ago 2024 | 17:43

Carceri, in Italia è crisi sovraffollamento: un dramma nazionale che risparmia (solo in parte) il Trentino-Alto Adige

I dati sono a dir poco allarmanti: in Italia ci sono oltre 61.000 detenuti in carceri progettate per ospitarne circa 50.000. Un quadro desolante che in Trentino-Alto Adige vede se non altro il tasso di sovraffollamento ben al di sotto della media nazionale (91% contro il 119% del Paese)

Carceri, in Italia è crisi sovraffollamento: un dramma nazionale che risparmia (solo in parte) il Trentino-Alto Adige
di MOb

TRENTO. L'Italia è nel pieno di una crisi carceraria senza precedenti, in cui il sovraffollamento ormai cronico e le condizioni di vita all'interno delle strutture penitenziarie hanno raggiunto livelli allarmanti.

 

Con oltre 61.000 detenuti stipati in spazi progettati per ospitarne poco più di 50.000, il tasso di sovraffollamento del 119% dipinge un quadro desolante, composto da celle sovraffollate, igiene precaria e tensioni crescenti che tra l’altro innescano con episodi non più isolati di suicidi, violenze e rivolte.

 

In questo contesto nazionale drammatico, il Trentino Alto Adige sembra quasi poter rappresentare una felice eccezione: con un tasso di "riempimento" del 91% (472 detenuti presenti, la capienza è di 517) le strutture di Trento e Bolzano si mantengono al di sotto della soglia critica di sovraffollamento. Ma anche qui si fanno i conti con parecchie problematiche tutt’altro che secondarie, come la carenza di personale e le difficoltà nella gestione dei detenuti.

 


 

L'Associazione Luca Coscioni, da sempre in prima linea nella tutela dei diritti, ha voluto sottolineare questo stato di allarme diffidando le Asl di tutta Italia, compreso il Trentino Alto Adige, a garantire il diritto alla salute dei detenuti.

 

Si tratta di diffide, precisa l'associazione, "ad adempiere al compito delle Asl stabilito dalla legge: procedere a sopralluoghi nelle strutture penitenziarie di competenza con il fine di apprezzare le circostanze relative all’igiene e le profilassi delle stesse, della fornitura di tutti i servizi socio-sanitari e di agire di conseguenza, qualora esse non siano a norma". 

 

“L’Associazione Luca Coscioni ha deciso di lanciare questa iniziativa perché la totale mancanza di attenzione dedicata alla salute nell’ultimo decreto del Governo in materia di carceri, oltre che quanto denunciato sistematicamente dai rapporti dei garanti cittadini e regionali, da notizie di stampa e resoconti di visite ispettive parlamentari, fanno emerge una situazione di patente violazione strutturale, tra gli altri, del diritto alla salute delle persone ristrette nel nostro Paese", hanno dichiarato l’avvocata Filomena Gallo e Marco Cappato, segretaria e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, insieme all'ex senatore Marco Perduca che coordina l'iniziativa.

 

“In quanto organizzazione della società civile, pur concordando con le rare proposte di depenalizzazione e decarcerizzazione e sostenendo la necessità e l'urgenza di misure deflattive come indulto o amnistia, mai evocate nel dibattito parlamentare, potevamo “solo” attivare quanto previsto dal nostro ordinamento e non restare inerti di fronte all'illegalità diffusa contro cui le istituzioni continuano a non adottare misure all'altezza della gravità della situazione.  Nella speranza che le consuete visite in carcere del mese di agosto possano aumentare la consapevolezza dei trattamenti disumani e degradanti a cui vengono sottoposte oltre 61.133 persone presenti nei 189 istituti di pena - un terzo delle quali in attesa di sentenza definitiva! -, nel caso in cui le nostre diffide dovessero cadere nel vuoto torneremo a interessare le autorità competenti regionali e cittadine nelle forme previste dalla legge nazionale e gli obblighi internazionali dell'Italia affinché la salute in carcere venga fatta godere pienamente come diritto".

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