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''Clima di scarsa propensione alla denuncia'', la Corte dei Conti sferza le amministrazioni trentine

L'affondo del procuratore regionale Gianluca Albo che ha poi citato il caso di Patrimonio del Trentino come fatto eclatante: ''''Non sono mancati negli anni fatti dannosi eclatanti che avrebbero meritato dettagliata denuncia e che invece sono stati metabolizzati dalla scelta omertosa della non denuncia che poco si addice a enti che intendono rivendicare autonomia e autorevolezza amministrativa''

Di Luca Pianesi - 17 febbraio 2024 - 10:23

TRENTO. Ha parlato di un ''clima di scarsa propensione alla denuncia'' il procuratore regionale della Corte dei Conti Gianluca Albo, ieri, riferendosi al Trentino, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario a Palazzo Geremia, a Trento, alla presenza delle autorità locali. Frasi importanti che rimandano un'immagine di società molto allineata e un'amministrazione che difficilmente è capace di ''proteggersi'' dall'interno affidandosi a chi dovrebbe, appunto, ''proteggerla'' (''L’insofferenza verso gli organi deputati a far rispettare le regole è insofferenza verso la Democrazia che nasce dalle regole e si regola con le regole'', si legge nella relazione).

 

Il caso più eclatante è quello che riguarda Patrimonio del Trentino, ha ricordato il procuratore generale che nella sua relazione scrive: ''Non sono mancati negli anni fatti dannosi eclatanti che avrebbero meritato dettagliata denuncia e che invece sono stati metabolizzati dalla scelta omertosa della non denuncia che poco si addice a enti che intendono rivendicare autonomia e autorevolezza amministrativa. Si pensi, a titolo esemplificativo, alle ingentissime perdite maturate dai contratti di Swap stipulati nel 2011 in condizione genetica di evidente antieconomicità da Patrimonio del Trentino con Mps Capital e con Dexia, perdite che oggi ammontano complessivamente a circa 21 milioni di euro per entrambi i contratti''.

 

Albo ha quindi chiarito che ''nonostante la mancata denuncia e il tempo decorso delle condotte funzionali, la Procura contabile ha recentemente dato impulso alla tutela civilistica di cui si è avvalsa la società in house della Provincia nel 2023, chiedendo la declaratoria di nullità del contratto e la restituzione di circa 10 milioni di euro per il derivato contratto con Dexia''.

 

Anche nel corso dell’anno appena concluso, il sistema anticorruzione Trentino ha potuto contare sulla sinergia tra Procura contabile e Procura ordinaria nonché sul prezioso apporto della Guardia di Finanza e delle altre Forze di Polizia. ''Si sono registrati dei segnali positivi di apertura da parte della Provincia autonoma di Trento in ordine all’adempimento degli obblighi di denuncia del danno erariale - prosegue la relazione del procuratore regionale - e di autotutela che la legge impone a tutte le amministrazioni anche a quelle a Statuto speciale come il Trentino - Alto Adige/Südtirol, con l’auspicio che tali segnali positivi di collaborazione possano tramutarsi in una reale presa di coscienza della funzione di difesa che la Procura contabile svolge a tutela del corretto impiego delle risorse da parte delle istituzioni di governo dell’autonomia e conseguentemente a vantaggio di tutta la popolazione trentina''.

 

La relazione, poi, tocca tantissimi casi che sono stati affrontati dalla Corte dei Conti in questi ultimi mesi, tra i quali anche quello che ha riguardato l'ex sindaco di Rovereto oggi consigliere provinciale Francesco Valduga (''è stato contestato al Sindaco di Rovereto di aver prorogato l’incarico dirigenziale nonché l’incarico di direttore generale dell’Ente a un funzionario comandato dalla Provincia di Trento che non aveva superato una selezione pubblica per dirigente'', vi si legge con un importo richiesto di 461.249,40 euro) per arrivare al caso del Parco Adamello Brenta e all’affidamento all’Apt di Madonna di Campiglio dell’organizzazione dell’“8th International Conference on UNESCO Global Geoparks 2018” (''con conseguente danno erariale quantificato in misura pari al disavanzo che l’Ente Parco ha dovuto sostenere in ragione della prevista compartecipazione alle spese'', si legge con importo richiesto di 108.998,51 euro).

 

''È inoltre in atto un’articolata attività istruttoria da parte della Procura erariale sul ricorso della Regione alle società in house per l’affidamento dei servizi di informatizzazione del Libro fondiario - spiega ancora il procuratore - senza la preventiva valutazione di congruità prescritta dalla legge. L’affidamento si è protratto per numerosi anni, malgrado i plurimi richiami avanzati dalla Sezione di controllo in sede di parifica del rendiconto regionale''.

 

Di seguito si riportano i dati di sintesi dell’attività svolta nel 2023.

Il 1° gennaio 2023 erano pendenti 1094 istruttorie, scese a 649 il 31.12.2023, dopo averne archiviate 525 e limitato l’apertura delle nuove istruttorie con soli 109 fascicoli incardinati nel 2023 a fronte di una media quinquennale di apertura di 540 fascicoli annui (relativamente al quinquennio 2017-2021). Nel 2023 sono pervenute 387 denunce di danno.

Inoltre, nell’anno 2023 sono stati depositati:

- 27 inviti a dedurre nei confronti di 123 soggetti per un importo contestato,

complessivamente pari a € 8.434.937,64;

- 20 atti di citazione e un atto di riassunzione per un valore ponderato di € 15.138.302,91

nei confronti di 82 soggetti per un importo complessivo di € 5.412.541,46;

- 3 pareri su richiesta di rito abbreviato;

- 3 pareri per rito monitorio;

- 8 ricorsi per resa di conto;

- 20 solleciti alle amministrazioni per depositare i conti giudiziali relativi all’anno 2020,

cui è seguito il deposito di 20 conti giudiziali;

- 10 atti di appello per complessivi € 6.157.454,03;

Nel 2023 sono state recuperati, “per cassa”, i seguenti importi:

- 457.606,17 € in totale, in fase istruttoria;

- di cui 175.048,59 € a seguito di invito a dedurre;

- 221.851,16 € nella fase di esecuzione delle sentenze di condanna;

- 5.080,00 € a seguito della definizione delle vertenze con rito abbreviato;

- 1.768,76 € a seguito di adesione dei convenuti a rito monitorio.

Sono stati pertanto recuperati complessivamente per cassa, nel 2023, € 686.306,09.

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