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Trento
09 marzo | 12:54

Trento al 70° posto per qualità del clima, Generazione Trento attacca: "Si ignora l’emergenza climatica, tra inceneritore e bypass si pensa prima ai grandi appalti"

Secondo la classifica 2026 relativa al benessere climatico, Trento si colloca solo al 70° posto. Generazione Trento: "Si spera che basti un alberello in vaso sul tetto in cemento dell’Hub intermodale per onorare la sempre più insostenibile, quanto sbandierata, sostenibilità: l’attenzione per l’ambiente sembra essere tutta qui"

di Redazione

TRENTO. "Quando si dice, piove sul bagnato: proprio in questi giorni abbiamo ribadito quanto il tema dell’aria cittadina costantemente sotto i livelli di guardia sia un’urgenza. E oggi Il Sole 24 Ore diffonde la classifica sullo stato del clima nelle città italiane: volete sapere quale posto nella classifica del bel clima raggiunga il capoluogo di quella provincia che ha come slogan 'Respira sei in Trentino'? Fiato alle trombe: Trento è al 70º posto".

 

A sottolinearlo in una nota è il gruppo consiliare Generazione Trento, attraverso le parole dei consiglieri Martina Margoni e Claudio Geat che rimarcano come, al netto di alcune criticità legate alla questione geografica, "appare un reato perseverare nell'ignorare l'emergenza climatica cittadina", mettendo la lente d'ingrandimento poi su temi come "l'inceneritore che verrà, il cantiere del bypass e il traffico cittadino spesso ingolfato", con una stoccata diretta all'amministrazione.

 

Ma facciamo un passo indietro e guardiamo alla classifica diffusa da Il Sole 24 Ore e che, sinteticamente, mira a rispondere alla domanda "Qual è la città italiana con il clima migliore?". Elaborata sui dati di 3B Meteo, questa fotografa il benessere climatico in 112 capoluoghi, tenendo conto di 15 indicatori climatici tra cui la circolazione dell'aria, il soleggiamento, i giorni consecutivi senza pioggia e il caldo estremo.

 

Al primo posto, in questa particolare graduatoria su base provinciale, spicca Bari seguita dal duo Barletta-Andria Trani e Pescara. Trento si posiziona invece al 70° posto, Bolzano al 40°, Belluno al 105°, Trieste all'8° e Sondrio al 74°.

 

E proprio a partire da questi dati, Generazione Trento prende posizione.

 

"Già i nostri anziani ci ricordavano che 'se vuoi patire le pene dell’inferno, Trento d’estate e Feltre d’inverno', per ricordarci la particolarità orografica del capoluogo. È nota infatti – prosegue la nota diffusa – la criticità climatica della città: la circolazione dell’aria è imbrigliata tra le montagne, il ricircolo è limitato, per questo abbiamo un esagerato numero di giornate in cui la qualità dell’aria cittadina è ampiamente sotto i parametri di sicurezza. E non è un caso se nella classifica resa pubblica oggi, le città con il clima migliore siano quelle in prossimità del mare".

 

In un simile contesto, proseguono Geat e Margoni, "appare un azzardo perseverare nell’ignorare l’emergenza climatica cittadina che significa anche e soprattutto, conseguentemente, l’aria che respiriamo".

 

E poi l'affondo: "Eppure tra un inceneritore che verrà, opere che si moltiplicano senza una programmazione coerente, il cantiere del bypass su aree inquinate ad altissimo rischio e controlli a maglie larghe, traffico cittadino spesso ingolfato per l’incapacità di una gestione coordinata, appare evidente quanto il benessere dei nostri polmoni non sia la priorità di questa amministrazione".

 

Poi la puntualizzazione sul fatto che "si spera che basti un alberello in vaso sul tetto in cemento dell’Hub intermodale per onorare la sempre più insostenibile, quanto sbandierata sostenibilità" e come "l’attenzione per l’ambiente sembra essere tutta qui, imbrigliata anch’essa come l’aria in un vaso posticcio"

 

"Al ciel non si comanda, ne siamo coscienti e persino il primo cittadino – prosegue il comunicato – nulla può se a Trento non c’è la brezza di mare o se il sole gioca a nascondino dietro il Bondone: quella è geografia, è il nostro destino di fondovalle. Se l’orografia ci ha consegnato un ecosistema fragile, un catino naturale dove il respiro fatica a rigenerarsi, la politica ha però il dovere etico, prima ancora che amministrativo, di non saturarlo".

 

L'analisi prosegue poi specificando come "in una conca che non scambia aria ogni colata di cemento, ogni cantiere che fruga nelle ferite inquinate del passato e ogni progetto di inceneritore non sono sviluppo, ma un assalto frontale alla salute pubblica".

 

Poi l'affondo. Il clima, spiegano Margoni e Geat, è un dato di fatto ma l’invivibilità è una scelta, "quella di chi preferisce far quadrare i bilanci dei grandi appalti piuttosto che i conti con la realtà".

 

"Siamo sicuri che di questa classifica non leggerete molto nei trionfalistici comunicati dell’amministrazione pubblica. Non vedremo probabilmente – concludono – il primo cittadino precipitarsi negli studi di Sky con tanto di premio in mano come accadde lo scorso dicembre, quando Trento svettava per qualità della vita secondo opinabilissimi parametri: un’amministrazione consapevole più che a Sky, guarda al cielo".

 

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