Coldiretti al Governo: ''Basta cinghiali, danni per 200 milioni di euro''. L'appoggio arriva (come sempre) da chi governa, Centenaro: ''Siamo con voi. Problemi anche dalle nutrie''
Nel solito cortocircuito all'italiana la maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell'agricoltura si lamenta contro qualcosa e chiede provvedimenti al governo e chi li sostiene è proprio chi è al governo sia sul locale (in Veneto da sempre) sia a Roma

VENEZIA. Ci sono anche i lupi (15 branchi che occupano il 20% del territorio) e qualche orso che ogni tanti fa capolino ma il problema per l'agricoltura in Veneto si chiama cinghiale. E così, territorio che vai Coldiretti che trovi, ecco che a Mestre in piazza oggi i cappellini gialli hanno manifestato in massa per dire ''basta'' ai fastidiosi suidi (e pure alle nutrie e ai cormorani che comunque sono fastidiosi).
Quella della lamentela per la maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell'agricoltura italiana è una politica ormai strutturale e a seconda delle circostanze va a colpire l'Europa 'cattiva', i lupi 'cattivi', i cinghiali 'cattivi', gli scienziati 'cattivi' chiedendo al Governo di proteggere gli agricoltori da tutte queste ''minacce'' (di fatto da qualsiasi 'agente' esterno che in qualche modo cambia le cose e costringe gli agricoltori ad aggiornarsi o modificare la propria attività). Domani la protesta si sposterà a Napoli. La prossima settimana sarà a Palermo. Qualche settimana fa era a Trento contro i grandi carnivori.
Poi ci sono i fatti: i cinghiali, reintrodotti dai cacciatori per il divertimento legato al loro abbattimento, hanno una popolazione che continua a crescere e riprodursi e per Coldiretti causano circa 200 milioni di euro di danni all'agricoltura italiana e sono responsabili di molti incidenti stradali, in aumento dell'8% nel 2023. Inoltre in varie zone del Paese sono tra i principali diffusori della peste suina africana che mette in pericolo gli allevatori e le aziende che producono carne di maiale.
Coldiretti chiede al Governo ristori e azioni mirate e con i berrettini gialli, come al solito, si schiera proprio chi al governo c'è sia a livello locale che nazionale: da Fratelli d'Italia alla Lega infatti dal Veneto al Trentino passando per Roma la protesta vede in piazza, molto spesso, gli stessi politici cui è rivolta (che sono anche quelli che da sempre appoggiano la causa anche dei cacciatori che per la presenza dei cinghiali, come abbiamo detto, hanno molte colpe).
“Sono al fianco degli agricoltori e delle sigle delle associazioni agricole per la lotta ai cinghiali, nutrie, cormorani e altri animali che stanno infestando e distruggendo l’habitat dei Colli Euganei - dice il consigliere regionale padovano Giulio Centenaro -. Adesso l’area del parco Colli è stata eletta a Biosfera Mab Unesco, un riconoscimento importante per la tutela del territorio e quindi bisogna agire sul territorio e nei confronti delle specie animali che stanno devastando il territorio. Allo stesso tempo distruggono anche il duro lavoro degli agricoltori e delle loro coltivazioni che creano indotto economico sui Colli Euganei”.
“Sono da sempre al fianco dell’Ente Parco Colli nel lungo iter per il riconoscimento della Biosfera Mab Unesco. E ho scritto all’Ente Parco Colli per avere notizie in merito all’abbattimento dei cinghiali negli ultimi due anni. Non solo i cinghiali contribuiscono alla distruzione del territorio - aggiunge Centenaro - creando anche pericolo per le persone, per chi si muove in auto o sceglie di ammirare le bellezze dei nostri colli a piedi o in bicicletta. Bisogna affrontare anche la questione delle nutrie e i problemi che generano lungo i fiumi in pianura, corrispondenza degli argini, dove scavano tane profonde che indeboliscono le sponde e in caso di piena possono creare rischio allagamenti”.
“Voglio quindi ribadire - conclude Centenaro - il mio sostegno, a fianco delle sigle degli agricoltori e degli imprenditori agricoli padovani, oggi a Mestre per chiedere più strumenti contro i cinghiali e gli animali selvatici che devastano i nostri territori, dai Colli Euganei alla pianura”.














