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Trento
02 settembre | 17:35

Campi e pascoli devastati dai cinghiali, Angeli: "Un'emergenza: specie che produce effetti negativi. Servono dati su contenimento e indennizzi"

Recentemente in val del Chiese sono stati registrati enormi danni causati dai cinghiali. La consigliera provinciale della Lista Fugatti, Eleonora Angeli: "Chi lavora la terra va ascoltato con attenzione e sostenuto con strumenti efficaci e tempestivi". E sui grandi carnivori: "E' fondamentale garantire una convivenza sostenibile, che tuteli la biodiversità senza compromettere il lavoro di agricoltori e allevatori"

TRENTO. Ricorrenti danni, l'ultimo caso in val del Chiese, e la criticità legata alla diffusione della peste suina africana a livello nazionale. Il tema è quello dei cinghiali. "Le misure adottate dalla Provincia sono importanti", queste le parole di Eleonora Angeli, consigliera provinciale in quota Lista Fugatti. "Ma è necessario monitorare i dati relativi alle azioni di contenimento e di rimozione ma anche rapporto tra domande e indennizzi erogati".

 

Recentemente un campo di mais di Agri90 a Storo è stato devastato dai cinghiali, danni però anche ai pascoli delle malghe, sempre in zona val del Chiese. La consigliera provinciale ha depositato un'interrogazione per fare il punto sui risultati conseguiti da piazza Dante per contenere la specie e per tutelare il mondo agricolo.

 

"I ricorrenti danneggiamenti a suolo e coltivazioni destano particolare preoccupazione tra gli imprenditori agricoli: il cinghiale è una specie che produce effetti fortemente negativi sulle colture, compromette gli equilibri ecologici e rappresenta un fattore di rischio anche per la fauna selvatica autoctona", aggiunge Angeli. "La criticità della situazione è stata ulteriormente accentuata dalla diffusione della peste suina africana (Psa) sul territorio nazionale, circostanza che ha imposto l’adozione di misure più incisive finalizzate alla riduzione della densità della popolazione di cinghiali presente in provincia. Pur non costituendo un pericolo per la salute dell’uomo, l’impatto economico della malattia è rilevante".

 

La Provincia, anche attraverso il piano specifico di gestione e l’estensione dell’orario di intervento fino a mezzanotte, "ha da tempo riconosciuto la necessità di controllare in modo efficace la diffusione della specie", prosegue Angeli. "Le misure adottate dalla Giunta sono importanti, ma è necessario monitorare con attenzione i dati relativi alle azioni di contenimento e rimozione e sul rapporto tra domande e indennizzi erogati. E' proprio a partire da questi casi concreti che occorre valutare se le misure in atto siano sufficienti o se servano ulteriori azioni straordinarie. Chi lavora la terra va ascoltato con attenzione e sostenuto con strumenti efficaci e tempestivi".

 

Si passa poi ai grandi carnivori. "La gestione della fauna selvatica è un tema complesso, che va affrontato con equilibrio, anche in parallelo alle problematiche generate da altre specie come orso e lupo. E' fondamentale garantire una convivenza sostenibile, che tuteli la biodiversità senza compromettere il lavoro di agricoltori e allevatori. Obiettivo che si somma alla necessità di tutelare la sicurezza pubblica nella proposta di mozione che ho depositato in consiglio provinciale per avviare l’iter di revisione del Pacobace", conclude Angeli.

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