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Trento
25 marzo | 06:17

"Disponibile ad incontrarlo". L'assessore provinciale Tonina apre le porte a Giovanni Maestri, il padre del bimbo in stato vegetativo dopo aver mangiato un formaggio

"Non voglio vengano fatti paragoni e non mi permetto di giudicare l'operato di altri assessori. Mi avete rivolto una domanda e io ho risposto come ritengo sia giusto fare. Quando è accaduto nel 2017 deve far riflettere e, come istituzioni, dobbiamo lavorare affinché ciò che è successo non si ripeta. A tal proposito in Trentino, ma non da oggi, si sta cercando di lavorare in un certo modo, partendo proprio dagli allevatori che producono il latte dal quale nascono poi i formaggi. Ed è giusto che tutti lo sappiano".

"Disponibile ad incontrarlo"

TRENTO. "Durante il mio percorso non ho mai chiuso le porte in faccia a nessuno. Non l'ho fatto né prima di diventare assessore, né durante la scorsa legislatura e ci mancherebbe iniziassi adesso, soprattutto in una caso simile. Quindi, visto anche il ruolo che ricopro, quello di assessore provinciale alla salute sono disposto ad incontrare Giovanni Battisti Maestri qualora lui lo volesse. Ci mancherebbe: sono a disposizione.

 

Mario Tonina, da qualche mese alla guida della sanità trentina dal punto di vista politico, apre, letteralmente, le porte a Giovanni Battista Maestri, il padre del bambino, oggi 11enne, che nel 2017 è entrato in coma, sviluppando successivamente una sindrome emolitico - uremica, dopo aver mangiato del formaggio prodotto dal caseificio di Coredo, azienda che all'inizio del mese di marzo ha ottenuto il riconoscimento territoriale per un prodotto (QUI ARTICOLO).

 

Da sette anni il piccolo vive in uno stato vegetativo permanente e necessita di assistenza 24 ore al giorno.

Maestri, intervistato anche da Il Fatto Quotidiano e Il Gambero Rosso, con la vicenda che è arrivata dunque sino alle cronache nazionali, ha chiesto il ritiro del marchio e le dimissioni dei vertici del caseificio e dell'Apt, raccontando che in sette anni nessuno gli ha mai rivolto nemmeno le "scuse".

 

Adesso, però, le parole di Mario Tonina aprono al confronto e ad un incontro con la famiglia Maestri. E l'assessore provinciale alla salute lo afferma pubblicamente.

 

Assessore Tonina, i suoi colleghi (Zanotelli e Failoni, ndr) sono stati decisamente più sbrigativi sulla questione. Lei, invece, è disposto a confrontarsi con chi, da sette anni, sta vivendo un dramma.

"Non voglio vengano fatti paragoni e non mi permetto di giudicare l'operato di altri assessori. Mi avete rivolto una domanda e io ho risposto come ritengo sia giusto fare. Quando è accaduto nel 2017 deve far riflettere e, come istituzioni, dobbiamo lavorare affinché ciò che è successo non si ripeta. A tal proposito in Trentino, ma non da oggi, si sta cercando di lavorare in un certo modo, partendo proprio dagli allevatori che producono il latte dal quale nascono poi i formaggi. Ed è giusto che tutti lo sappiano che non si è immobili e notevoli passi in avanti sono stati fatti".

 

Come si può evitare che, in futuro, avvenimenti tragici come quello di cui stiamo parlando, si ripetano?

"Con controlli, formazione, tanta informazione e comunicazione. Ripeto: è un percorso che è stato già intrapreso ed è tutt'oggi sviluppato, ma bisogna continuare a lavorare e migliorare. A tal proposito, nelle prossime settimane, si svolgerà un convegno che tratterà proprio di quest'argomento. Chi lavora nel settore deve essere costantemente aggiornato e formato per poter guardare avanti con serenità e migliorando il sistema".

 

Tra l'altro, guardando l'aspetto meno "umano" e più economico della vicenda, si tratta di un danno economico per le casse provinciali.

"Certo. Io faccio l'assessore alla salute e, nella valutazione generale della situazione, devo ragionare anche su questo aspetto. Ci mancherebbe che la sanità pubblica non si accollasse i costi relativi, ma si tratta di un anno e, come amministratori, noi dobbiamo prevenire - per quanto possibile - accadimenti di questo tipo per evitare che poi "pesino" sulle tasche dei contribuenti".

 

Da uomo politico, ma anche da padre cosa si sente di dire a Giovanni Battista Maestri, che si è sentito ulteriormente "tradito" quando ha scoperto che uno dei prodotti del caseificio di Coredo ha ottenuto il riconoscimento territoriale per un suo prodotto?

"Il dramma che sta vivendo la famiglia è immenso e non posso nemmeno immaginarlo, perché bisogna aver rispetto del dolore. Ripeto: se vorrà incontrarmi sarò disponibile a farlo per parlare direttamente con lui".

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