Michele Dorigotti è il candidato sindaco di “Officina Comune”. Oltre 200 le proposte per rendere Rovereto “una città più vivibile, accessibile e sicura"
Un programma di legislatura ampio e articolato declinato su tre principi base attraverso i quali interpretare tutti i punti del programma: lotta alle disuguaglianze, interdipendenza e cura, ecologia e partecipazione

TRENTO. Si è tenuto questa mattina in piazza Loreto alla presenza di circa 200 persone, l'evento organizzato da Officina Comune per presentare alla cittadinanza Michele Dorigotti, candidato sindaco alle elezioni comunali del prossimo 26 maggio.
Una lista giovane, nuova con un progetto di città ben definito, frutto di un lavoro sul territorio che ha coinvolto “tante persone negli ultimi sei anni”, desiderose di rendere Rovereto “una città più verde e viva, che promuove la pace senza compromessi”.
Un programma di legislatura “ampio e articolato” declinato su tre principi base “attraverso i quali interpretare tutti i punti del programma: lotta alle disuguaglianze, interdipendenza e cura, ecologia e partecipazione”.
4 i macro-temi (sviluppo economico, territorio e ambiente, benessere e coesione sociale, cultura) e 22 più specifici, per oltre 200 proposte di sviluppo e miglioramento cittadino.
“Rovereto per me è casa, non solo per esserci nato, perché ci vivo e per la presenza della mia famiglia; lo è soprattutto per le forti reti personali che ho costruito nel corso degli anni”, ha detto Dorigotti presentandosi alla cittadinanza.
Un attaccamento al territorio “che non deve essere dato per scontato”, aggiunge, interrogandosi sul futuro della città: “La mia prospettiva da ora a 10 anni vedrebbe Rovereto tra le opzioni di luoghi da chiamare casa? Di più, mi chiedo: quante persone tra quelle che conosco saranno ancora a Rovereto tra 10 anni?”
Una riflessione che lo ha, inevitabilmente, portato a candidarsi alle prossime comunali. “Non mi considero un estraneo alla politica – ha spiegato – anche se per me politica non ha mai significato tessere di partito o partecipazione all’interno dell’istituzione comunale. Il significato che do io a questo termine, l’ho imparato verso la fine del 2018, con la nascita di Officina Comune: politica per me è l’intensità, la passione, il divertimento che hanno caratterizzato questi oltre cinque anni di confronto, studio e attività in città e con la città di Rovereto”.
Politica dunque come forma di partecipazione. “Fare politica in un comune non troppo grande, come Rovereto, permette infatti di avviare processi decisionali basati davvero su metodi partecipativi e trasparenti, imparando a riconoscere gli errori e trovando i giusti correttivi”, ha aggiunto Dorigotti.
La città si trova infatti ad affrontare “problemi seri e ormai cronici: penso alla viabilità, alla gestione del ciclo dei rifiuti, ai negozi che chiudono o alla ztl; problemi che possono trovare un percorso risolutivo naturale”.
Rovereto è “una città con un forte radicamento sociale progressista; una città spesso pioniera di processi e sperimentazioni che si sono poi quasi sempre trasformate in quelle che oggi definiamo le “buone pratiche” che guidano l’amministrazione della città”.
A questo proposito, Dorigotti e “Officina Comune” hanno come obiettivo “rivedere le priorità strategiche della città, con un approccio culturale che mette al centro 4 principi: la lotta collettiva e continua alle disuguaglianze; lo sviluppo di relazioni di cura tra le persone e per il territorio; l'attenzione alla tutela ambientale; la partecipazione e la formazione politica, con l’istituzione di vere occasioni di ascolto e presa di decisione condivisa”.
Tra le proposte concrete, “non consentire ribassi sul costo del lavoro negli appalti pubblici e, in ogni caso, stabilire che il salario orario non possa essere inferiore a € 10 all’ora; istituire un Ufficio antidiscriminazioni (donne, migranti, poveri, …); consentire il trasporto pubblico gratuito ad alcune categorie (persone a basso reddito, anziani, persone con disabilità, studenti, richiedenti protezione internazionale); garantire il riconoscimento alla nascita dei figli delle coppie Lgbtqui+; rivedere i criteri d’accesso ai servizi per l’infanzia; rendere più accessibile la produzione culturale e la fruizione degli spazi culturali”.
Ma anche, “sviluppare un sistema economico che punta all’innovazione, alla sostenibilità, e all’economia circolare e promuovere, in campo urbanistico, un'idea di città vivibile e vitale, accessibile e sicura”.
Notevole infine l'attenzione alle tematiche ambientali: molte le proposte mutuate dalla Rete climatica trentina, tra le quali “rigenerare e riusare gli edifici e gli spazi pubblici e privati per ridurre il consumo di suolo; curare e incrementare il verde pubblico; tutelare la biodiversità nel settore agricolo; ridurre gli sprechi alimentari e i rifiuti; ottimizzare la gestione delle risorse idriche; istituire “rifugi climatici” cittadini; promuovere e sostenere le Comunità energetiche; promuovere una filiera alimentare corta; sviluppare la mobilità sostenibile e, infine, informare, sensibilizzare e coinvolgere la popolazione”.
La partecipazione della cittadinanza alla vita pubblica è infatti un principio che sta particolarmente a cuore a “Officina Comune”: soltanto l’informazione consapevole e la partecipazione “alle decisioni importanti per la città possono innescare processi di cambiamento reali e consentire di immaginare futuri migliori”.














