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Comunali, Andrea Demarchi: "Un Cpr a Trento? Il Comune deve collaborare con la Provincia. Al primo posto va messa la sicurezza delle persone"

Andrea Demarchi, 26 anni, è il candidato sindaco di Trento appoggiato dalla lista “Prima Trento” – che raggruppa Patt, La Civica e Noi Trento – e da 40 candidati, tra cui spiccano l'avvocato cassazionista Paolo Dal Rì (capolista), Giordana Detassis e Michele Ravagni

di Redazione

TRENTO. Dal bypass ferroviario per il quale “il Comune deve fare la sua parte e vigilare” al tema dell'emergenza abitativa che rende necessario “aprire un confronto con la Pat” per passare poi al tema del Cpr e a quello della sicurezza urbana. Andrea Demarchi, 26enne vigile del fuoco volontario e dipendente di Terna, è il candidato sindaco di Trento appoggiato dalla lista “Prima Trento” – che raggruppa Patt, La Civica e Noi Trento – e da 40 candidati.

 

Tra i temi centrali per il futuro di Trento ci sono  anche la funivia Trento-Bondone, l'inceneritore, la crisi del commercio storico e il problema, storico anche questo, della carenza di parcheggi in città. Infine, uno sguardo internazionale, più precisamente al tema del sostegno all'Ucraina - "essere dalla sua parte è essere dalla parte di un Paese e di un popolo aggrediti" - e al ruolo dell'Europa, che "deve tornare ad un protagonismo reale" spiega Demarchi.

 

Uno dei progetti più importanti e impattanti per la città di Trento è la circonvallazione ferroviaria. I lavori sono stati avviati da ormai diverso tempo e le polemiche non sono mancate. Ha dei timori sul proseguimento di questo intervento? Quali saranno i benefici per i cittadini?

In merito alla circonvallazione ferroviaria sicuramente il Comune deve fare la sua parte e vigilare sull'andamento del cantiere, anche sul materiale tolto d'opera e portato nell'incontaminata valle del Vanoi. Come per altre grandi opere ci sono pareri contrastanti, penso che si potesse fare di meglio sia per l'entrata a sud che a nord oltre che ad ottenere più di promesse per quanto riguarda l'interramento della ferrovia ormai inglobata nella città. In merito a queste rilevanti opere viaggiando in moto ne ho viste diverse, penso così alla Svizzera territorio alpino come il nostro che negli anni ha saputo collegare intere vallate permettendo scambi commerciali e agevolando i cittadini e turisti.

 

La carenza abitativa è uno dei temi che la nuova amministrazione comunale dovrà affrontare. Serve un piano straordinario: quali sono gli interventi urgenti da avviare?

Sull'emergenza abitativa si dovrà fare un discorso ampio prendendo in considerazione chi è nato nel comune di Trento e vorrebbe rimanervi, chi vorrebbe o deve venire a viverci, gli studenti e turisti. La situazione non è semplice, penso che si debba aprire un confronto con la Provincia affinché si possa far fronte alle diverse richieste. La cementificazione senza cognizione di causa non la trovo una soluzione.

 

Negli scorsi mesi si è parlato della costruzione di un CPR (Centro di Permanenza per i Rimpatri) a Trento. Lo ritiene utile oppure serve un'alternativa? Sempre sul tema migranti, ritiene giusta la decisione della PAT di concentrare tutta l'accoglienza nel capoluogo?

Qualora si concretizzasse la costruzione del cpr il comune deve collaborare con la Provincia affinché il tutto possa essere gestito al meglio, come per quanto riguarda l'accoglienza. Per noi deve essere comunque chiaro che tutto va fatto mettendo al primo posto la sicurezza delle persone.

 

Trento è una città sicura? Per migliorare la percezione dei cittadini, cosa servirebbe?

Negli ultimi anni il centro città e l'intero comune hanno visto un aumento di reati con la conseguenza di una percezione di minor sicurezza nei cittadini. Affinché tutti possano tornare ad essere più tranquilli si dovranno affrontare i problemi più urgenti e successivamente mantenere alto il livello di controlli da parte delle forze dell'ordine affinché possa essere in primis da deterrente contro chi vorrebbe delinquere.

 

Il collegamento tra la città e il Bondone è uno dei temi discussi da tempo. Funivia sì o funivia no? C'è poi la questione del bacino di accumulo per la neve artificiale alle Viote. Lei cosa ne pensa?

Noi non siamo contrari alla funivia, trattandosi di un importante investimento vanno pensate poi delle opere o al recupero di alcune strutture già presenti, per far in modo che la funivia non rimanga una cattedrale nel deserto. Pensiamo che la sfida sia rendere attrattiva la montagna tutto l'anno facendo in modo che anche chi non ha l'auto, penso agli studenti universitari o ai turisti arrivati con mezzi pubblici in città. Detto questo un'attrazione estiva potrebbe essere la creazione del bacino di accumulo, utile anche in caso di incendi boschivi.

 

Un tema fortemente divisivo è quello dell'inceneritore. Ne abbiamo bisogno? Ci sono alternative?

Come inserito nel nostro programma la nostra intenzione è quella di mantenere alto il livello di differenziazione dei rifiuti ma inevitabilmente una parte va smaltita in modalità differenti, le alternative ci sono sta a noi individuare quella più congrua, di certo lasciare in eredità alle future generazioni montagne di rifiuti non è l'ideale.

 

A Trento la carenza di parcheggi si fa sentire ogni giorno. Negli ultimi anni è stato dato molto spazio alla mobilità ciclabile e alle aree verdi. Quale soluzione si potrebbe mettere in campo per chi, anche per motivi lavorativi, utilizza l'auto in città?

Visto la geografia del nostro territorio, l'auto per molti risulta essere il mezzo più comodo. Pensiamo che incentivare l'utilizzo di parcheggi di assestamento e un servizio da e per il centro possa in parte risolvere l'annoso problema delle colonne con conseguente guadagno ambientale e sociale, per esempio più sicurezza per i ciclisti e pedoni che sono presenti in centro oltre che per chi ci vive. Naturalmente il canone deve essere ridotto, senza gravare sulle tasche dei cittadini che lavorano in centro. 

 

Trento ha sempre dimostrato il proprio sostegno all'Ucraina. È giusto o sbagliato e perché? Crede che oggi serva più Europa?

Essere dalla parte dell'Ucraina è essere dalla parte di un Paese e di un popolo aggrediti. Il ruolo dell'Europa è a tale riguardo fondamentale come elemento di pressione verso una trattativa serrata per una pace giusta e rispettosa. L'Europa deve tornare a un protagonismo reale.

 

Il commercio storico di Trento è in crisi. Sono numerosi i negozi sfitti. Colpa dell'ecommerce o ci sono altri motivi? Quali soluzioni si dovrebbero mettere in campo?

In parte l'e-commerce disincentiva le persone a recarsi in centro per gli acquisti visti che il tempo a disposizione in questa vita sempre più frenetica tende a diminuire. Parlando con alcuni commercianti si coglie come delle giornate di festa per il centro portino più persone a far acquisti, certo è che si dovrà trovare un punto in comune con chi vive in centro città.

 

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