Dopo la protesta contro “Ritorno a Camelot”, è scontro. Grosselli replica a Giuliana e CasaPound: “Idee incompatibili con la democrazia”
Il segretario generale della Cgil del Trentino risponde alle dichiarazioni di Giuliana e Casapound in merito alla manifestazione di giovedì pomeriggio

TRENTO. “Le sconclusionate farneticazioni e gli insulti di Emilio Giuliana, seguite a ruota da quelle di CasaPound in una rincorsa a chi la spara più grossa, testimoniano quanto sia stata efficace la larga e plurale partecipazione di istituzioni, forze politiche, associazioni e cittadine e cittadini alla manifestazione di Pietramurata nel mettere un argine, un cordone sanitario attorno alle idee professate dalla galassia skinhead”. Queste le parole che arrivano dal segretario generale della Cgil del Trentino, Andrea Grosselli, in merito alla dichiarazioni fatte nelle scorse ore sui social da Emilio Giuliana (QUI L'ARTICOLO), rappresentante in Trentino di Italia Futuro di Vannacci, e da Casa Pound, dopo la grossa manifestazione che si è tenuta a Pietramurata che ha visto un migliaio di persone per le vie del paese per dire no a “Ritorno a Camelot”.
Un evento, organizzato da Veneto Fronte Skinheads, che, spiega il sindacato, ha “ idee profondamente confliggenti con lo stato di diritto, le libertà democratiche, le tutele sociali e civili garantite dalla Costituzione repubblicana e le potestà di autogoverno sancite dallo Statuto di Autonomia”.
Per il segretario della Cgil, Andrea Grosselli, “il suprematismo, le logiche razziali, la nostalgia programmatica verso i regimi nazifascisti, l'estremismo nazionalista e l'insofferenza verso il bilanciamento dei poteri dentro i sistemi democratici rappresentano il brodo di cultura di movimenti politici che stanno crescendo in tutta Europa e che, come già successo nella storia e come dimostrano gli esempi più recenti al di là dell’oceano, portano fatalmente alla limitazione delle libertà fondamentali e all’uso della guerra come strumento di potenza”.
E ancora, sempre rispondendo a Giuliana e Casa Pound, per il sindacato “suona ridicolo il riferimento al grande capitale finanziario, quando oggi gli oligopolisti delle big tech, che sfuggono ad ogni tassazione redistributiva, appoggiano proprio la galassia politica rappresentata da Giuliana. Loro, i nuovi padroni del mondo grazie alle frontiera tecnologica dell’IA, sanno bene infatti che le grandi concentrazioni di capitale possono resistere solo se riescono a disgregare e creare conflitto continuo dentro le classi sociali meno abbienti, mettendo gli uni contro gli altri in una guerra tra poveri che viene poi contrastata grazie ad uno scivolamento permanente verso forme securitarie di controllo utili solo a sopprimere il dissenso democratico”.
Oggi, continua Grosselli, chi vive del proprio lavoro come le migliaia di iscritti, anche in Trentino, alle organizzazioni sindacali confederali, conosce bene le pressioni che subiscono le retribuzioni e lo stato sociale. Per questo purtroppo il richiamo a scorciatoie nostalgiche fa sempre più presa. “Ma questo non cambia la loro natura: restano sempre vicoli ciechi”.
Nel prendere posizione per la democrazia il sindacato confederale “difende concretamente la possibilità che le classi meno abbienti possano continuare ad esprimere la propria voce per costruire, anche grazie al conflitto sociale, una società in cui la libertà sia fino in fondo lo strumento per garantire giustizia sociale ed uguaglianza a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori” conclude Andrea Grosselli.


















