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Trento
02 settembre | 17:09

Raduno neonazi, oltre 100 professori di UniTrento contro l'evento: “Razzismo e nazifascismo negano alla radice le condizioni stesse della vita universitaria”

Un numeroso gruppo di docenti dell'ateneo trentino esprime la propria contrarietà all'evento “Ritorno a Camelot”, in programma tra il 3 e il 6 settembre a Pietramurata

Raduno neonazi, oltre 100 professori di UniTrento contro l'evento
di Redazione

TRENTO. “Chi studia, lavora e costruisce qui la propria vita è parte a pieno titolo della nostra comunità. La libertà e la dignità che difendiamo sono indivisibili: una società che pretende di negarle ad alcuni le mette in discussione per tutti. La solidarietà che affermiamo comincia dal rifiuto che qualcuno possa arrogarsi il potere di stabilire chi abbia maggiore o minore titolo a essere uno di noi”.

 

Sono queste le parole con le quali oltre 100 docenti dell'Università di Trento chiuduno un intervento per esprimere la loro netta contrarietà all'evento di stampo neonazista Ritorno a Camelot”, in programma per questa settimana – tra il 3 e il 6 settembre – a Dro. La lettera aperta è stata pubblicata su UniTrentoMag e, al momento, sono 118 i professori che l'hanno sottoscritta. Ecco di seguito il documento integrale.

 

Dal 3 al 6 settembre Pietramurata, nel comune di Dro, ospiterà «Ritorno a Camelot», raduno organizzato dal Veneto Fronte Skinheads e riconducibile alla galassia neonazista europea. Che un’iniziativa di questa natura possa tenersi in Trentino ci riguarda direttamente, come docenti dell’Università di Trento oltre che come cittadine e cittadini di questa Repubblica. Riteniamo perciò necessario esprimere pubblicamente la nostra opposizione al razzismo e alle ideologie nazifasciste cui il raduno si richiama.

 

L’università è un luogo di libera ricerca, formazione e confronto fra posizioni anche molto diverse. Questa libertà presuppone il riconoscimento dell’eguale dignità delle persone e il rifiuto che le differenze di origine, appartenenza, identità o cultura si traducano in gerarchie di valore o di diritti. Presuppone allo stesso modo il pluralismo e il dissenso, incompatibili con ogni concezione politica fondata sull'autorità, sulla forza e sull'esclusione. Razzismo e nazifascismo negano, dunque, alla radice le condizioni stesse della vita universitaria. Rispetto, non discriminazione e antifascismo sono del resto princìpi costituzionali e cardini della convivenza democratica che la stessa Università di Trento ha esplicitamente assunto come proprio fondamento etico e che devono continuare a orientarne la presenza sul territorio.

 

La qualificazione amministrativa di «Ritorno a Camelot» come manifestazione privata non ne fa un fatto privato per la comunità che lo ospita, né il suo svolgimento entro i limiti stabiliti dalla legge sospende il giudizio pubblico, che va invece formulato con chiarezza e senza mezzi termini. La legalità formale circoscrive l’intervento delle istituzioni competenti, non la responsabilità civile di cittadine e cittadini. Una società democratica tutela la libertà di espressione proprio perché confida nella libertà del confronto e del giudizio, non nell’indifferenza. È questa indifferenza, soprattutto, che rifiutiamo. La presenza pubblica di idee e organizzazioni razziste e neonaziste non può diventare, per consuetudine o per assuefazione, un fatto normale. La logica di gerarchia e di esclusione che le sostiene ha già mostrato nella storia europea di quali immani catastrofi sia capace, e continua ancora oggi, in forme diverse ma tutte inaccettabili, a produrre nel mondo discriminazione e violenza.

 

A questa logica, come docenti e come cittadine e cittadini, opponiamo con fermezza un’idea di comunità che non abbia bisogno di escludere per affermarsi, e nella quale la solidarietà non sia una concessione ma il riconoscimento concreto che la dignità e la libertà di ciascuno impegnano tutti. In Trentino, dove la convivenza fra appartenenze linguistiche e culturali diverse ha dato forma alla storia civile e alle istituzioni del territorio, questa idea non è un’astrazione ma una realtà che intendiamo difendere per tutte le persone che vogliano farne parte e contribuirvi. Ci rivolgiamo infine a quanti quelle ideologie prendono di mira: alle persone e alle comunità che il razzismo e il nazifascismo vorrebbero respingere ai margini della vita civile o rendere estranee nei luoghi in cui vivono. Chi studia, lavora e costruisce qui la propria vita è parte a pieno titolo della nostra comunità. La libertà e la dignità che difendiamo sono indivisibili: una società che pretende di negarle ad alcuni le mette in discussione per tutti. La solidarietà che affermiamo comincia dal rifiuto che qualcuno possa arrogarsi il potere di stabilire chi abbia maggiore o minore titolo a essere uno di noi.

 

Firme

 

Sandro La Barbera, Barbara Poggio, Alessia Donà, Maria Micaela Coppola, Jens Woelk, Massimiliano Rinaldi, Gabriele D'Ottavio, Paolo Macchi, Stefania Cavagnoli, Barbara Marchetti, Luisa Antoniolli, Carlo Casonato, Umberto Tulli, Alessandra Russo, Gianluca Lattanzi, Marta Tomasi, Luigi Palopoli, Marco Pertile, Massimiliano Bampi, Louisa Parks, Jeroen Vaes, Gianluca Esposito, Alessandro Pegoretti, Sara de Simone, Giacomo Pallante, Paolo Turrini, Sunny Vagnozzi, Franco Dalfovo, Pasquale Onorato, Michela Cozza, Ingmar de Vries, Serena Luzzi, Michele Orlandi, Emanuele Curzel, Leonardo Ricci, Elena Franchi, Claudia Sansò, Enea Pezzini, Stefano Malfatti, Albrecht Haase, Giulia Tomasi, Silvia Perzolli, Massimiliano De Villa, Frank Lohr, Francesca Di Blasio, Tiziana Faitini, Daniela Ascenzi, Sebastiano Mariazzi, Marco Magnani, Vincenzo Della Sala, Barbara Treccani, Andrea Fracasso, Paolo Marangon, Angelo Besana, Anna Gianna Manca, Antonella Degl'Innocenti, Andrea Binelli, Francesco Pavani, Mattia Vinco, Giolo Fele, Starlight Vattano, Antonio Bibbò, Carla Gubert, Lorenzo Pavesi, Stefano Palestini, Alice Dal Gobbo, Carlo Cosimo Quattrocchi, Anna Casaglia, Claudia Bonfiglioli, Daniela Sicurelli, Emanuela Bozzini, Roberto Iuppa, Marco Uvietta, Elena Pavan, Maurizio Giangiulio, Costanza Papagno, Vincenzo D'Andrea, Massimiliano Zampini, Chiara Valzolgher, Francesca Forno, Tommaso Beggio, Roberto Zamparelli, Stefano Schiavo, Alberto Zanutto, Albino Perego, Roberto Rosà, Daniela Ruzzante, Luigi Cattaneo, Martina Vacondio, Roberto Cubelli, Giulio Bertamini, Stefano Oss, Eugenio Parise, Roberto Modena, Marco Bombardelli, Stefania Bracci, Giovanni Piccoli, Yuri Bozzi, Raffaello Potestio, Michela Masè, Ermenegildo Bidese, Francesco Magno, Simona Piattoni, Giovanni Andrea Prodi, Annalisa Tirella, Giandomenico Nollo, Arianna Bentenuto, Maria Paola Paladino, Gianmatteo Sabatino, Manuela Piazza, Francesco Parrino, Marco Dani, Elena Ioriatti, Marco Buiatti, Andrea Del Prete, Simona Casarosa, Birte Marquardt, Matteo Brunelli.

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