Raduno neonazi, i "vicini" di Vallelaghi scrivono a Prefetto e Governatore: "Indignati". Anche Ianeselli è "pronto a sostenere la resistenza democratica"
La nostra comunità - scrive l'intero consiglio comunale di Vallelaghi - si sente indignata da manifestazioni che richiamano apertamente ideali nazifascisti, in totale contrapposizione ai valori democratici e repubblicani della nostra Costituzione. Esprimiamo la nostra vicinanza a tutta l’amministrazione comunale di Dro che si trova sua malgrado al centro di questa vicenda e facciamo appello alle autorità competenti affinché intervengano tempestivamente per impedire lo svolgimento di questa manifestazione"

TRENTO. Il raduno nazifascista "Ritorno a Camelot" si svolgerà a Pietramurata, frazione di Dro, a pochi chilometri dagli abitati di Vallelaghi.
E, allora, l'intero consiglio del comune della Valle dei Laghi, con un documento inviato sia al prefetto di Trento, che al Governatore provinciale e diffuso a tutta la cittadinanza, chiede che l'evento venga impedito dalle autorità competenti (la questione, dal punto di vista amministrativo, è molto chiara: qui l'approfondimento con l'analisi dell'avvocato Nicola Canestrini), ribadendo come "la nostra comunità si sente indignata da manifestazioni che richiamano apertamente ideali nazifascisti".
"Care concittadine, cari concittadini - scrive l'intero consiglio comunale di Vallelaghi in una nota ufficiale -, in merito alla notizia del raduno "Ritorno a Camelot", organizzato da gruppi naziskin di estrema destra, previsto per il prossimo fine settimana a Pietramurata, nel comune limitrofo di Dro, l'intero Consiglio Comunale di Vallelaghi esprime la sua ferma contrarietà e forte preoccupazione allo svolgimento dell'evento. La nostra comunità si sente indignata da manifestazioni che richiamano apertamente ideali nazifascisti, in totale contrapposizione ai valori democratici e repubblicani della nostra Costituzione. Come amministratori locali, ci impegniamo a promuovere il rispetto e la coesistenza, valori antitetici a qualsiasi forma di estremismo ed esclusione. Ancora più inquietante risulta essere la tempistica di questo evento: la sua sovrapposizione alle celebrazioni della nostra Autonomia per gli 80 anni della firma del patto De Gasperi-Gruber alla presenza del Presidente della Repubblica, offende le fondamenta storiche e civili del nostro territorio. Esprimiamo la nostra vicinanza a tutta l’amministrazione comunale di Dro che si trova sua malgrado al centro di questa vicenda e facciamo appello alle autorità competenti affinché intervengano tempestivamente per impedire lo svolgimento di questa manifestazione, tutelando l'ordine pubblico e i valori democratici che rappresentiamo".
A firmare il documento l'intera giunta, il sindaco Lorenzo Miori, il presidente del consiglio Sergio Povoli, il vice sindaco Paolo Decarli, gli assessori Carlotta Bressan, Nicola Frizzera, Ilaria Rigotti, Sonia Spallino e i consiglieri Silvano Beatrici, Mauro Bressan, Anna Daldoss, Romano Gentili, Gabriele Margoni, Roberto Pisoni, Maria Agostina Segata, Federico Sommadossi, Luca Sommadossi, Michele Verones, Marco Zuccatti.
Anche il sindaco di Trento Franco Ianeselli, assieme all'intera Giunta del capoluogo, ha sottoscritto l'appello affinché l'evento non venga autorizzato (qui l'approfondimento con l'analisi dell'avvocato Nicola Canestrini): in caso contrario il primo cittadino trentino si dice pronto a dare "sostegno al corteo di resistenza democratica a Pietramurata. Ricordando Pasi, Manci, Ancilla Marighetto, Clorinda Menguzzato e, soprattutto, pensando al futuro dei nostri figli".
"Il Fronte Veneto Skinhead è una delle più vecchie organizzazioni neofasciste e suprematiste italiane - queste le parole di Ianeselli, diffuse tramite i propri canali ufficiali -. Testa rasata, anfibi e bomber nero, gli aderenti al movimento periodicamente marciano per commemorare Rudolf Hess, già braccio destro di Adolf Hitler, e si riuniscono per la Guardia d’onore a Benito Mussolini. Questa gente inquietante e non di rado violenta ha programmato di passare un weekend lungo in Trentino, a Pietramurata, in combutta con qualche esponente del partito del non più generale Vannacci. “Ritorno a Camelot” è il nome del raduno, che promette di richiamare neonazisti da mezza Europa. Negli stessi giorni, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la Provincia si appresta a celebrare gli ottant’anni dell’accordo di Parigi da cui è nata la nostra Autonomia. Come ha scritto lo storico Francesco Filippi, delle due l’una: o si legittima la festa nazifascista o si celebra la festa antifascista dell’Autonomia, figlia della democrazia e della libertà conquistate grazie alla Resistenza partigiana. Le due cose non possono stare insieme. Per questo, insieme a tutta la Giunta comunale, ho aderito all’appello a non autorizzare il raduno del Veneto Fronte Skinheads. Se il raduno si farà, darò il mio sostegno al corteo di resistenza democratica a Pietramurata. Ricordando Pasi, Manci, Ancilla Marighetto, Clorinda Menguzzato e, soprattutto, pensando al futuro dei nostri figli".


















