"I nazifascisti non li vogliamo", Ianeselli dopo il corteo contro il raduno Naziskin: "Idee inaccettabili, andavano alla grande negli anni '30 e sappiamo come è finita"
Il sindaco di Trento Franco Ianeselli dopo il maxi corteo a cui hanno partecipato oltre un migliaio di persone per manifestare contro il raduno naziskin nell'Alto Garda: "Auspico che questo cordone sanitario capace di isolare chi vuole restringere le nostre libertà, chi punta a cancellare diritti conquistati a duro prezzo, diventi un patto permanente non solo tra tutti i cittadini democratici, ma tra tutte le forze politiche"

TRENTO. "I nazifascisti non li vogliamo. Noi trentini lo abbiamo gridato forte ieri pomeriggio accorrendo in massa a Pietramurata, dove è tuttora in corso il raduno dell’associazione di estrema destra Fronte Veneto Skinhead. Il corteo è stato allegro, pacifico e soprattutto variegato dal punto di vista politico: nella contrapposizione ai nostalgici del nazifascismo il Trentino ha trovato un’unità importante e forse non del tutto scontata".
A prendere parola all'indomani della manifestazione di Pietramurata durante la quale più di mille persone hanno sfilato per manifestare contro il raduno naziskin organizzato nell'Alto Garda (qui l'articolo) è il sindaco di Trento Franco Ianselli che affida le sue parole ad un lungo messaggio social.
"Ora io auspico che questo cordone sanitario capace di isolare chi vuole restringere le nostre libertà, chi punta a cancellare diritti conquistati a duro prezzo, diventi un patto permanente non solo tra tutti i cittadini democratici, ma tra tutte le forze politiche". Questo il Ianeselli Pensiero, che lo sottolinea in quanto, "gli alfieri del 'nuovo ordine' si sono già infiltrati all’interno delle nostre istituzioni".
Questo, specifica, "con i seguaci dell'ex generale Vannacci che mi hanno pure invitato a partecipare al nazi-raduno e con un consigliere comunale di Fratelli d'Italia che considera veri nazisti solo quelli che hanno gestito la pandemia".
E poi l'affondo. "Questi personaggi - scrive Ianeselli - stanno lavorando per normalizzare idee del tutto inaccettabili: dalla limitazione dei diritti delle donne con un improbabile 'patriarcato mediterraneo' alla nazione intesa come 'comunità di sangue' e ancora alle classi separate per i disabili".
Concetti, sottolinea il primo cittadino, "per nulla originali" e che "andavano alla grande negli anni Trenta del secolo scorso". Infine la chiosa: "E sappiamo tutti come è andata a finire".














