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Trento
04 settembre | 06:00

Il Trentino dice "No" a "Ritorno a Camelot": in migliaia al corteo tra cori e slogan contro il raduno naziskin: "Un messaggio chiaro: intolleranti con gli intolleranti"

Un fiume di persone, in migliaia hanno accolto l'invito di scendere in piazza e di manifestare contro il raduno naziskin nell'Alto Garda. Una partecipazione trasversale tra cori, cartelli, slogan e bandiere. La politica, provinciale e nazionale, presente in forma bipartisan per dire "No" a "Ritorno a Camelot"

Il Trentino dice "No" a "Ritorno a Camelot": in migliaia al corteo tra cori e slogan contro il raduno naziskin

TRENTO. Il Trentino è sceso in campo contro "Ritorno a Camelot", raduno di stampo naziskin che questo week end è organizzato a Pietramurata. Un fiume di persone per lanciare un messaggio chiaro: in migliaia hanno accolto l'invito di partecipare al corteo per manifestare contro l'evento targato Fronte Veneto Skinhead tra striscioni e bandiere, cori e slogan.

Una chiamata a raccolta dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Acli delle associazioni dopo che gli appelli, le lettere e le varie prese di posizione dei Comuni, proprio a partire da quello di Dro, non sono riuscite a raggiungere l'obiettivo di far revocare il contestato e discutibile evento previsto all'hotel Ciclamino. La scelta in sede di Comitato di ordine pubblico e sicurezza è stato quello di acconsentire al raduno ma con la previsione di un importante dispiegamento di forze per monitorare e per controllare la situazione.

 

 

"La cittadinanza trentina testimonia la contrarietà a chi ancora oggi professa ideali legati al nazifascismo, contro la democrazia, contro le libertà costituzionali", dice Andrea Grosselli, segretario della Cgil del Trentino. "Una manifestazione pacificademocraticapartecipata dal basso perché non vogliamo dare per scontato la nostra democrazia. Troppi si chiedono le ragioni di queste manifestazioni, tanto sono 200-300 persone ma noi crediamo invece che a forza di avere questa inerzia oppure di pensare che tutto sia scontato, dovuto e che nessuno metterà mai in discussione le nostre libertà democraticheil rischio è che ci sia quasi una assuefazione a chi poi professa ideali legati al fascismo e al nazismo. Ecco noi vogliamo testimoniare l'importanza della democrazia, anche quando questa è messa in crisi, quando è messa in discussione".

Ecco, quindi, la manifestazione contro il raduno, un appuntamento in grado di richiamare nell'Alto Garda migliaia di persone tra cittadini, mondo associativo e politico, in quest'ultimo caso una presenza praticamente bipartisan. Naturalmente è sceso in piazza il centrosinistra provinciale (con tra gli altri Chiara Maule, Francesca Parolari, Paolo Zanella, Lucia Maestri, Lucia Coppola e Michela Calzà), così come i sindaci di Trento, Rovereto e della Vallagarina, Arco e Riva del Garda.

Ma anche il centrodestra non ha voluto far mancare la propria vicinanza alla comunità colpita dall'organizzazione di questo evento (Qui articolo): l'assessora provinciale Giulia Zanotelli, il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini, la consigliera provinciale Eleonora Angeli e diversi altri.

A raggiungere l'Alto Garda anche esponenti a livello nazionale, come la deputata trentina Sara Ferrari e Angelo Bonelli, il parlamentare di Alleanza Verdi Sinistra ha attaccato la destra: "Il ministro Piantedosi protettore di CasaPound e dei naziskin di Ritorno a Camelot. Il Governo strizza l’occhio alla destra neofascista".

"Siamo qui come Provincia, il Trentino respinge questo raduno e le ideologie alla base di questo evento", dice Zanotelli. "Il nostro è un territorio di autonomiadi democrazia e di valori". Parole riprese da Soini, il presidente del Consiglio provinciale si è espresso in rappresentanza dell'Aula. "Siamo qui per ribadire i sacri valori dell'autonomia e della democraziaSiamo contro ogni estremismoma siamo qui anche per dare solidarietà al Comune di Droalla comunità di Pietramurata, alla sindaca che ha vissuto sicuramente dei giorni non facili. Noi non siamo qui contro qualcuno, ma siamo qua per ribadire quei valori importanti".

Tutti concordi e uniti nel prendere le distanze da "Ritorno a Camelot". "Una manifestazione per dire 'No' al fascismo e per riaffermare i valori della democrazia", le parole di Franco Ianeselli, sindaco di Trento. "I naziskin sono ridicoli, sono fuori dal tempo, però se vediamo i tempi nei quali viviamo, vediamo che ritornano queste ideologie violente, il non fare più conti con quel passato di orrore che sono state quelle ideologie. E allora è importante questa manifestazione, un movimento che abbraccia tutta la comunità locale".

Un corteo che è sfilato colorato e pacifico tra cartelli e striscioni ("Intolleranti con gli intolleranti, nessuno spazio al fascio", "Ieri come oggi antifascisti sempre" e "Stop al neofascismo e al razzismo"), slogan e cori ("Unici stranieri i fascisti nei quartieri", "Vogliamo accoglienza vogliamo dignità  fuori i fascisti dalle città" e "Fasci carogne tornate nelle fogne"), l'intonazione di "Bella ciao" e bandiere dei sindacati e dei partiti.

L'unico momento un po' di tensione, ma poca cosa, è stato quando un pezzo di corteo, invece di completare il percorso per rientrare in piazza Mercato, si è diretto verso il Ciclamino ma sulla Gardesana hanno trovato l'inevitabile sbarramento delle forze dell'ordine a presidiare l'area. Intanto in piazza sono proseguiti e si sono susseguiti i vari interventi fino alla conclusione della manifestazione. Il messaggio è stato lanciato, per il Trentino non c'è un "Ritorno a Camelot".

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