Formaggi a latte crudo, M5s: "No a deroghe, grave richiesta di Fratelli d'Italia: la salute di un bambino e un margine di profitto non possono essere messi sulla stessa bilancia"
In Regione Lombardia si discute di una mozione di Fratelli d'Italia per "difendere i produttori di formaggi a latte crudo e salvaguardare le malghe e gli alpeggi lombardi". Paola Pollini (Movimento 5 stelle): "Assolutamente sbagliato chiedere deroghe sulle linee guida nazionali". Giovanni Battista Maestri, il padre di Mattia - il bimbo morto il 2 agosto scorso dopo 9 anni in stato vegetativo per aver mangiato un pezzo di formaggio contaminato: "La mozione è piena di inesattezze"

SONDRIO. "Pensare che nel 2026 possa esserci qualcuno pronto a schierarsi contro l’etichettatura dei prodotti, la sicurezza alimentare e la trasparenza nei confronti del consumatore è semplicemente fuori dal tempo". Queste le parole di Paola Pollini, consigliera regionale del Movimento 5 stelle in Lombardia. "Oltre che dalla logica e, in questo caso, anche dall’evidenza dei dati". Si torna a discutere sull'etichettatura e le linee guida nazionale contro il rischio Stec.
Negli scorsi mesi Giacomo Zamperini, consigliere regionale in Lombardia di Fratelli d'Italia, ha firmato e presentato una mozione per "difendere i produttori di formaggi a latte crudo e salvaguardare le malghe e gli alpeggi lombardi" (Qui articolo). Un documento fortemente contestato da Giovanni Battista Maestri, il padre di Mattia - il bimbo morto il 2 agosto scorso dopo 9 anni in stato vegetativo per aver mangiato un pezzo di formaggio contaminato (Qui articolo) - il quale ha inviato una lettera ai consiglieri della Regione Lombardia: "Una mozione mistificatoria e pericolosa. Ogni vittima avrà una responsabilità politica: la loro" (Qui articolo).
"E' assolutamente grave che Fratelli d'Italia in Regione Lombardia intenda chiedere deroghe alle linee guida nazionali contro il rischio Stec", continua Pollini. "Non si può parlare di sicurezza alimentare e presentare contestualmente una mozione che antepone i presunti valori della tradizione al rischio di contrarre la Seu (Sindrome Emolitico-Uremica). Il lavoro delle aziende casearie merita rispetto, ma un conto è impegnarsi per sostenere gli impegni finanziari di esami microbiologici, adeguamenti strutturali e l’installazione di impianti per la pastorizzazione. Un altro è promuovere un testo che va contro a quelle che sono le linee guida ministeriali e nei cui passaggi più irricevibili si arriva a soppesare economicamente, ovviamente a spanne e senza dati certi, il costo di buone pratiche che possono letteralmente salvare vite. Come se la salute di un bambino e un margine di profitto potessero essere messi sui piatti della stessa bilancia".
Un documento fin da subito fortemente contestato dalla pentastellata che auspica in un ripensamento e che non ci siano forzature per ottenere una deroga (Qui articolo). "Mi auguro che Regione Lombardia non commetta l’errore di compiere passi indietro in materia di sicurezza alimentare", spiega Pollini. "L’assessore Beduschi deve mantenere ferma la posizione già espressa: rafforzare ricerca, innovazione e formazione degli operatori per aumentare sicurezza alimentare e qualità, fino a un’informazione corretta e puntuale per i consumatori. In altre parole, dare piena attuazione alle linee guida ministeriali sul latte crudo, senza cedere a compromessi o deroghe".
Il giorno della discussione politica sarà presente anche Maestri: "Il nesso causale è stato accertato da due distinte sentenze di altrettante sezioni, che hanno confermato le condanne rispettivamente per i reati di frode alimentare e lesioni personali colpose gravissime (Qui articolo). Ho letto con molta attenzione la mozione presentata al Consiglio regionale dal gruppo di Fratelli d’Italia. Rimango profondamente stupito da come si possano sostenere tante affermazioni non rispondenti alla realtà su un tema tanto delicato e decisivo come la vita e la salute dei bambini e delle persone. Prima di scrivere simili tesi, i consiglieri dovrebbe confrontarsi con ciò che accade davvero: dovrebbe vedere i bambini che si ammalano di Seu dopo il consumo di formaggi a latte non pastorizzato, vederli morire oppure, e forse questa è la cosa peggiore, vederli entrare in stato vegetativo e non uscirne più".
Il testo della mozione è "pieno di inesattezze che ho voluto contestare punto per punto nel documento che intendo distribuire ai Consiglieri regionali e ai giornalisti", prosegue Maestri. "Nella mozione l’aggettivo 'penalizzante' viene utilizzato per ben tre volte con riferimento all’etichettatura prevista dalle linee guida ministeriali: non è accettabile che un’informazione vera e utile alla tutela dei bambini venga considerata maliziosamente tale. E' doveroso richiamare dati che provengono da fonti scientifiche autorevoli".
Già nel 2012 uno studio dei Cdc statunitensi "evidenziava che il consumo di prodotti a latte crudo comporta un rischio di contrarre malattie 150 volte superiore rispetto ai corrispondenti prodotti pastorizzati. Dati successivi hanno ulteriormente aggravato il quadro: le ricerche più recenti stimano una probabilità 838,8 volte maggiore di ammalarsi e un rischio di 45,1 volte superiore di finire in ospedale per chi consuma prodotti lattiero-caseari a latte crudo rispetto a quelli pastorizzati (Costard-Espejo – Groenendaal – Zagmutt, 'Carico di malattie correlato all’epidemia associato al consumo di latte vaccino e formaggio non pastorizzati, Stati Uniti, 2009-2014', in Emerging Infectious Diseases, giugno 2017). Numeri che non lasciano spazio a interpretazioni ideologiche, superficiali, politiche ma soprattutto elettorali, ma che impongono responsabilità e rispetto per la salute pubblica", conclude Maestri.












