Forza Alto Adige, il nuovo comitato a Bolzano spacca Forza Italia: la vecchia guardia contro il commissario provinciale Christian Bianchi
Presentato sabato nel capoluogo altoatesino con Holzmann, Mosna, Cutrupi e Scibelli, il gruppo accende lo scontro interno al partito. Bianchi replica, i consiglieri Nardo e Daidone parlano di “frattura difficile da ricomporre”

BOLZANO. Si chiama Forza Alto Adige, è stato presentato sabato mattina a Bolzano, e sta creando un notevole scompiglio nella politica locale.
Non è un partito eh. E non è Forza Italia, eh. E' altro. E' un comitato. Un comitato che giura di non lanciare sfide a nessuno.
Il fatto che a presentarlo ci fosse la vecchia guardia di Forza Italia al completo, deve essere stato un puro caso.
Giorgio Holzmann, Bruno Mosna, il dottor Carmelo Cutrupi e il professor Gerardo Scibelli.
Tutti “esponenti di lunga data” di Forza Italia. Lo dice anche google.
Ma questo non c'entra.
Perché per ora non si tratta di un nuovo movimento politico ma di "un’aggregazione di persone a cui sta a cuore la città e che vogliono dare il proprio contributo al dibattito pubblico".
Sul tavolo sanità, viabilità, casa e qualità della vita nel capoluogo altoatesino, con l’idea di raccogliere esigenze e idee da trasformare in proposte da sottoporre al Consiglio comunale.
Holzmann ha aggiunto che di partiti ce ne sono già abbastanza e che il panorama è fin troppo frammentato, che non intende tornare alla politica attiva visto che vive in Veneto e che è lì soltanto per dare una mano a un gruppo di amici che vuole imprimere una svolta al partito e a tutto il centrodestra locale.
Va detto che è lo stesso Holzmann che il primo febbraio 2025 era seduto accanto a Christian Bianchi quando l’ex sindaco di Laives annunciava il suo passaggio dalla Lega a Forza Italia. Le strade, si sa, a volte si incrociano, a volte si biforcano e a volte finiscono con una conferenza stampa allo Sheraton.
Perché il punto, al di là dei buoni propositi civici, è un altro.
Casualmente, il movimento/non partito è composto da coloro che da tempo contestano il commissario provinciale, Christian Bianchi e l'attuale gestione di Forza Italia.
Lo ricordiamo, l'attuale assessore provinciale è stato nominato dopo che il segretario regionale Giorgio Leonardi si è dimesso. E' stato poi lo stesso Antonio Tajani ad affidare la guida del partito a Flavio Tosi a livello regionale e a Bianchi per la provincia di Bolzano.
Quindi in Forza Alto Adige confluiscono i delusi di Forza Italia ancora iscritti a Forza Italia. Quelli che lamentano poco dialogo, assenza di convocazioni dedicate, una conduzione che favorirebbe i fedelissimi e decisioni e nomine poco trasparenti.
Mosna ha anche rilanciato il tema del doppio ruolo di Bianchi, commissario di Forza Italia e figura di riferimento di Uniti per Laives, che in città è all’opposizione mentre l’esponente azzurro Bruno Borin siede in maggioranza.
In sala anche l’esponente dell’area vannacciana Giuseppe Martucci e l’ex consigliere comunale Kurt Pankeri.
E c’era pure Davide Mahmudy, capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, presente come semplice cittadino e senza sedersi al tavolo dei relatori.
Sulla sua presenza, il giorno stesso, è circolata l’indiscrezione di una forte irritazione del commissario e di una possibile revoca dell’incarico, voce che al momento non ha trovato conferme.
Al momento.
Bianchi ha replicato che il gruppo ha già due portavoce nel direttivo provinciale, dove siedono rappresentanti di sensibilità diverse, e che dunque ci si aspetta proposte e istanze da presentare nelle sedi opportune. L’11 ottobre ha aggiunto un comunicato, ricordando di essere stato nominato da Tajani per rilanciare un partito che sul piano organizzativo era praticamente inesistente.
Ha sostenuto che alla conferenza c’erano anche persone esterne a Forza Italia, per cui non si può misurare con quella platea il consenso interno.
E poi ci sarebbero i due consiglieri comunali Manuel Nardo, segretario cittadino, e Patrizia Daidone.
In mezzo alla mischia, un po' al buio, ci tengono a sottolineare la loro posizione perché secondo loro “è falso che il gruppo consiliare di Forza Italia a Bolzano sia imbavagliato o impossibilitato a presentare proposte per volontà del commissario Christian Bianchi”.
Il mancato deposito di mozioni, spiegano, dipende da un accordo politico di maggioranza: “A Bolzano esiste un accordo politico in base al quale i partiti di maggioranza non presentano mozioni. È una scelta politica concordata, che non deriva da un’imposizione del commissario”.
I due rivendicano autonomia piena, tra commissioni, confronto con gli assessori e un incontro al mese con il sindaco, e ribadiscono il sostegno a Bianchi, il cui operato starebbe dando seguito a “una nuova pagina per Forza Italia in provincia e in città”. “Chi fa parte della maggioranza deve lavorare senza proclami, lasciando che siano i fatti e il lavoro quotidiano a parlare non le mozioni depositate”, sottolineano Nardo e Daidone.
Insomma, i fatti parlano, le mozioni no, e non per colpa del commissario ma per un patto di maggioranza, sostengono.
Nel comunicato non manca il capitolo più spinoso. Il comitato viene definito “degli scontenti” e i due consiglieri trovano “quantomeno paradossale” che un componente del gruppo fosse presente alla conferenza senza intervenire per chiarire le affermazioni contestate, un silenzio che nei fatti “ha finito per avallare implicitamente quelle parole”. La circostanza, aggiungono, è “ancora più grave” se quel componente è il capogruppo, chiamato a rappresentare il gruppo “nelle sedi istituzionali e non”. Nel testo il nome non compare, ma il riferimento è chiaro, visto che Mahmudy si trovava in sala.
La conclusione è netta: “Si è aperta una frattura che sarà difficile ricomporre”, che porterà a “una riflessione interna su come proseguire assieme i lavori”. Daidone aggiunge che sono stati eletti per il bene di Bolzano “mediante mozioni” o “mediante collaborazione con gli assessori” e che continueranno a farlo con “impegno e dedizione”.
Resta il paradosso finale, servito da Nardo: il comitato è stato presentato come costituito in seno a Forza Italia Alto Adige, ma “questa appartenenza non risulta riconosciuta, a nessun livello del partito né locale né nazionale”.
Quindi un comitato che non è un partito e non è nemmeno del partito, ma che parla del partito e a cui assiste, con tutto il suo gruppo consiliare, almeno il capogruppo del partito.
Non resta che attendere le prossime mosse, a cominciare dal chiarire chi ne fa parte, che cosa chiede e cosa ha intenzione di fare.














