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Bolzano
14 ottobre | 16:38

Forza Italia sempre più spaccata, il capogruppo Mahmudy: "Offese anche alla mia famiglia, nel silenzio dei vertici". E sul partito: "Non è in salute"

Il capogruppo comunale replica alle critiche ricevute dopo la partecipazione alla presentazione di Forza Alto Adige. Denuncia attacchi personali nelle chat del direttivo e punta il dito contro la gestione del partito: "Chi guida deve assumersi la responsabilità di ciò che sta accadendo"

Forza Italia sempre più spaccata, il capogruppo Mahmudy: "Offese anche alla mia famiglia, nel silenzio dei vertici"

BOLZANO. "Non sto con il commissario, né con il gruppo degli scontenti: io sto da una sola parte, quella del simbolo del partito". Così Davide Mahmudy, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale e coordinatore provinciale di Forza Italia Giovani, interviene nella polemica scoppiata nei giorni scorsi all'interno del partito. Al centro dello scontro ci sono la nascita del comitato Forza Alto Adige e la partecipazione di Mahmudy alla sua presentazione.

 

Il comitato Forza Alto Adige si presenta come "un'aggregazione di persone a cui sta a cuore la città e che vogliono dare il proprio contributo al dibattito pubblico". Sul tavolo diversi temi: sanità, viabilità, casa e qualità della vita nel capoluogo altoatesino, con l'obiettivo di raccogliere esigenze e idee da trasformare in proposte da sottoporre al consiglio comunale.

 

A suscitare tensioni è però la presenza, tra i promotori del comitato, di esponenti critici nei confronti del commissario provinciale Christian Bianchi e dell'attuale gestione di Forza Italia. La nascita della nuova realtà ha così alimentato il dibattito sulle divisioni interne al partito. Tra le contestazioni emerse, anche quelle rivolte a Mahmudy per aver partecipato all'evento.

 

I consiglieri Manuel Nardo e Patrizia Daidone hanno dichiarato di trovare "quantomeno paradossale" che un componente del gruppo fosse presente alla conferenza senza intervenire per chiarire le affermazioni contestate. Un silenzio che, secondo i due, "ha finito per avallare implicitamente quelle parole".

 

La circostanza, aggiungono, è "ancora più grave" se quel componente è il capogruppo, chiamato a rappresentare il gruppo "nelle sedi istituzionali e non". Nel testo il nome non compare, ma il riferimento è a Mahmudy, presente in sala durante la conferenza.

 

Il capogruppo respinge però questa interpretazione e rivendica la propria libertà di partecipare alle iniziative politiche.

 

"Da cittadino libero ed eletto, partecipo a qualsiasi iniziativa politica, che sia del Partito Democratico, della Civica o di altre forze, perché ascoltare idee diverse è il pilastro della democrazia. Nel caso di 'Forza Alto Adige', mi sono recato all'evento semplicemente come spettatore, non come relatore o organizzatore".

 

Una partecipazione che, secondo la ricostruzione di Mahmudy, era stata comunicata esplicitamente il giorno precedente nella chat del gruppo consiliare, alla presenza anche del commissario provinciale e della responsabile organizzativa, senza che nessuno sollevasse obiezioni.

 

Ma la replica del capogruppo non si ferma alla questione della conferenza stampa. Mahmudy denuncia infatti di aver subito gravi offese personali nelle chat interne del direttivo, sostenendo che gli attacchi abbiano coinvolto persino la sua famiglia.

 

"A seguito di questa vicenda, ho dovuto subire all'interno delle chat del direttivo gravi offese personali e attacchi inaccettabili – racconta il capogruppo –. Non farò nomi, perché il mio stile è diverso, ma si è arrivati a colpire persino la mia famiglia e la mia sfera personale con parole vergognose. Trovo altrettanto grave che tutto questo sia avvenuto sotto gli occhi del vertice del partito, nel silenzio totale di chi avrebbe dovuto garantire il rispetto umano e istituzionale".

Infine, Mahmudy allarga il discorso alla situazione complessiva di Forza Italia in Alto Adige, descrivendo un partito attraversato da una profonda spaccatura.

 

"Non voglio mentire ai cittadini, né a me stesso: oggi il partito non è in salute. Da novembre scorso è iniziata una frammentazione che oggi si traduce in una spaccatura evidente, con una fetta importante di iscritti e militanti che non c'è più. Io sono per unire, non per dividere, ma comprendo le ragioni di chi ha scelto di andarsene. Per il bene di Forza Italia, chi guida deve assumersi la responsabilità di ciò che sta accadendo. La situazione è diventata pesante, e non spetta a me porvi rimedio", conclude.

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