Nuovo ospedale delle valli dell’Avisio, adottata la localizzazione di massima: "Non c'è un'opzione accreditata ma un metodo. L'individuazione spetta al territorio"
Si torna a parlare del nuovo ospedale di Cavalese e prosegue il percorso con la localizzazione di massima dell'opera. L'assessore Mattia Gottardi: “Una sperimentazione che sarà per il futuro della pianificazione trentina basata su valori e obiettivi, non strettamente conformativi come avviene attualmente"

CAVALESE. Ogni tanto torna a muoversi qualcosa sul fronte del nuovo ospedale a servizio di Fiemme, Fassa e Cembra. La Provincia ha adottato la localizzazione di massima dell'infrastruttura. Ancora non c'è la definizione di una sede ma di un'idea di dove si potrebbe aprire il cantiere. La palla passa poi alla comunità per indicare esattamente il punto.
Si tratta, spiega piazza Dante, della prima fase, di competenza della Giunta provinciale e consistente nella localizzazione di massima, dell’iter di pianificazione che procederà con la seconda fase, affidata alla Comunità della Valle di Fiemme. Un passaggio, quest’ultimo, finalizzato all’individuazione definitiva del sito, per il quale sarà necessaria un’area di almeno tre ettari.
"Con la localizzazione di massima non c’è un’opzione più accreditata delle altre", spiega l'assessore Mattia Gottardi. "In coerenza con quanto indicato dalla Giunta provinciale nel 2023 viene delimitata un’area territoriale ampia nel territorio della valle di Fiemme e proposto un metodo che declina tematiche, obiettivi e strategie coerenti con il quadro normativo provinciale e in linea con quanto emerso nella fase di ascolto del territorio. Sarà quindi il territorio interessato, a partire dalla valle di Fiemme, a dover compiere questa scelta".
Il processo pianificatorio del nuovo ospedale ha avuto inizio con il coinvolgimento dei territori interessati con un percorso partecipativo, svolto tra novembre 2024 e febbraio dell'anno scorso, finalizzato a raccogliere le aspettative e gli elementi per la localizzazione.
Il metodo adottato, evidenzia Gottardi, ha il suo focus nel concetto di “salute circolare” (che tiene conto di tutti gli aspetti collegati e che è stato anche alla base dell’intero processo pianificatorio inclusa la fase partecipativa) e si esprime nell’individuazione di strategie e di 32 criteri localizzativi (di idoneità, di indirizzo e di programma) che sono il sostanziale recepimento degli esiti del processo partecipativo.
"Si tratta quindi di un metodo che consente al territorio di individuare la localizzazione più idonea, grazie alla mole di dati, analisi e di elaborazioni prodotte, e rappresenta una sperimentazione che sarà per il futuro della pianificazione trentina basata su valori e obiettivi, non strettamente conformativi come avviene attualmente", aggiunge Gottardi. "Il valore della localizzazione di massima si concretizza quindi nell’offrire alla Comunità della Valle di Fiemme un metodo in grado di contemperare la dimensione edilizia dell’ospedale con la dimensione territoriale, considerando una molteplicità di aspetti, da quelli sanitari, a quelli socio-economici, infrastrutturali, urbanistici, paesaggistici e ambientali. La scelta finale dovrà tenere conto anche della relazione con la comunità locale e con i vari soggetti coinvolti a vario titolo. Per questo motivo non è sufficiente un progetto, di localizzazione e poi edilizio, ma è necessario un ‘patto’ rispetto al quale il piano territoriale della comunità rappresenta la cornice territoriale”.
L’iter ora prosegue con la fase di deposito al pubblico per le osservazioni e i relativi adempimenti previsti dalla normativa sulla valutazione ambientale strategica, con l’obiettivo di giungere in tempi brevi al secondo passaggio in Giunta provinciale per l’approvazione della localizzazione di massima. La documentazione sarà quindi trasmessa alla Comunità della Valle di Fiemme per l’avvio dell’ultima fase, quella della localizzazione definitiva del nuovo ospedale, in seguito alla quale si potrà avviare la fase operativa, con la progettazione e la realizzazione della nuova infrastruttura sanitaria.
Una questione, quella del nuovo ospedale di Cavalese, che si trascina da tempo. Dopo più di 5 anni la costruzione del polo che serve la valle dell'Avisio è ancora alle battute iniziali. La Giunta Rossi aveva lasciato in eredità e già finanziato il progetto di riqualificazione della sede struttura. Vinte le elezioni il centrodestra, durante la Giunta Fugatti I, si era però orientato sul partenariato pubblico-privato in località Masi. Una soluzione che non ha mai convinto la comunità, tanto che quel piano è finito nel cassetto dopo lunghe discussioni.
Il centrodestra si è quindi confermato alla guida del governo provinciale e ha scelto di ripartire con un percorso partecipativo con la comunità (Qui articolo). Trovata ora la localizzazione di massima, con questo iter si apre un altro capitolo.














