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Trento
04 settembre | 19:56

Dalla riqualificazione al Centro crisi per adolescenti, Tonina: "Piena funzionalità dell'ospedale entro tre anni"

La Provincia comunica che, dopo un'attenta riflessione, ha comunicato al Ministero la sede di Riva del Garda per la Casa della comunità. Il punto sull'ospedale di Arco tra nuove tecnologie e un modello di emergenza-urgenza più efficiente

ARCO. Un ospedale più moderno, nuove tecnologie diagnostiche, un modello di emergenza-urgenza più efficiente e servizi territoriali rafforzati. Questi gli indirizzi e l'impegno della Provincia di Trento sul polo di Arco

 

“Stiamo investendo risorse importanti, sulla base delle esigenze concrete della comunità locale e delle caratteristiche del territorio, che vive una forte stagionalità e necessita di risposte efficaci e innovative", dice l'assessore Mario Tonina. "In vista della prossima approvazione del disegno di legge sull’Azienda sanitaria universitaria integrata (Asuit), l’ospedale di Arco e le altre strutture ospedaliere territoriali saranno sempre più centrali".

 

Per Arco si punta in particolare sul rafforzamento delle eccellenze che già caratterizzano i servizi. L'impegno che si è assunto l'assessore nell'incontro con il presidente della Comunità Alto Garda e Ledro, Giuliano Marocchi, e i sindaci del territorio è di garantire la piena funzionalità dell’ospedale con l'obiettivo di restituire un servizio importante a cittadini e ospiti.

 

L’assessore Tonina ha inoltre spiegato come “con il nuovo modello di emergenza e lo sviluppo delle Case di comunità, pilastro per la gestione dei servizi territoriali, garantiremo un sistema sanitario più vicino alle persone, capace di affrontare i picchi di bisogno e garantire qualità ed efficienza in un’area a forte vocazione turistica”.

 

Soddisfatto Marocchi per gli investimenti a garanzia della salute e della sicurezza delle comunità locali. "La Casa di comunità rappresenta un progetto sfida per l’intreccio di servizi sanitari e socio-assistenziali: siamo a disposizione per trovare soluzioni che diano risposte al territorio con un servizio di medicina generale garantito 7 giorni a settimana, 24 ore al giorno".

 

Nel corso dell’incontro, spazio agli interventi di riqualificazione dei padiglioni A e B all'ospedale di Arco, finanziati con 10 milioni di euro del Piano nazionale complementare al Pnrr, che consentiranno la demolizione e la ricostruzione del padiglione A e la riqualificazione sismica del padiglione B entro fine 2026. Ulteriori risorse del bilancio provinciale verranno messe a disposizione – a partire dal prossimo assestamento di bilancio - per i lavori necessari all’inserimento delle diverse funzioni sanitarie e delocalizzare ulteriori servizi nei nuovo edifici.

 

Entro novembre 2025 sarà operativa la nuova Tac, mentre entro dicembre sarà attivato il nuovo apparecchio radiologico telecomandato, senza interruzioni dei servizi grazie a un’organizzazione mirata che prevede l’utilizzo temporaneo di mezzi mobili e la collocazione delle nuove tecnologie in spazi alternativi. "L’impegno è inoltre di concludere entro l’anno i lavori per l’avvio del nuovo robot ortopedico".

 

L’assessore ha parlato anche del nuovo modello di auto sanitaria, attivo da novembre. "Con l’introduzione di un mezzo di soccorso di base operativo dalle 8 alle 20 sarà possibile garantire un’équipe completa di quattro operatori negli interventi più complessi e una maggiore disponibilità dell’infermiere su un numero più ampio di soccorsi. Dal 2026, per la stagione estiva, è previsto inoltre l’avvio di un mezzo di soccorso avanzato diurno, che porterà a due i mezzi con infermiere disponibili contemporaneamente. Per rendere possibile questo potenziamento sono già stati assunti 9 operatori tecnici dell’assistenza sanitaria e 3 infermieri".

 

Durante l’incontro si è parlato anche del recente avvio del Centro crisi per adolescenti, che si affianca al rafforzamento dei servizi di neuropsichiatria infantile. Dall’8 settembre la dottoressa Alessandra Filippi torna a operare sul territorio, dopo essere stata temporaneamente trasferita per l’attivazione del nuovo centro.

 

Per quanto riguarda le Case di comunità e nell’ambito della programmazione del Pnrr, dopo vari approfondimenti, la Provincia comunica di aver identificato e comunicato al Ministero la sede di Riva del Garda (Incompiuta) in quanto già dotata di molte delle funzioni previste dal Dm 77 per questo settore.

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