Referendum a gonfie vele, affluenza molto alta: superato il 46%. Trentino davanti a tutti (51,96%) con Emilia, Toscana, Veneto e Lombardia. L'Alto Adige ultimissimo
Primo giorno di voto completato e ora le urne si riaprono alle 7 del mattino per chiudersi alle 15. Poi si procederà allo spoglio. Ecco tutto quel che c'è da sapere

TRENTO. Si è chiuso con un'affluenza ben oltre le aspettative il primo giorno di voto per il referendum sulla giustizia.
Il dato nazionale è superiore al 46% (46,07%), quando solo 6 anni fa per il referendum che ha confermato la riduzione del numero dei parlamentari alle 23 il dato si era fermato al 39,37%. Nel 2016, invece, per il referendum costituzionale di Renzi, il dato delle 23 di domenica era arrivato al 65% ma si votava solo di domenica, dunque rappresentava il dato definivo. In questo caso, invece, si prosegue (come nel 2020) anche lunedì: urne aperte dalle 7 alle 15.
Poi comincerà lo spoglio e si saprà se il referendum sulla riforma della giustizia del governo Meloni avrà ottenuto più ''Sì'' che '''No''. Il referendum confermativo (o costituzionale), infatti, non richiede un quorum di partecipazione per essere valido: è sufficiente la maggioranza dei voti espressi.
Se vincerà il sì, la riforma della giustizia verrà confermata e il presidente della Repubblica promulgherà la legge costituzionale, che verrà infine pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Se a prevalere saranno i no, la riforma votata dal Parlamento non entrerà in vigore.
Per quanto riguarda il dettaglio territoriale il Trentino ha fatto registrare per tutto il giorno uno dei dati di affluenza più alti, chiudendo alle 23 con il 51,96% mentre l'Alto Adige segna un pessimo 30%, il dato più basso d'Italia. La media regionale, quindi, si attesta al 41,34%.
Altissima l'affluenza in Emilia Romagna dove ha votato più di un cittadino su due e si registra il 53,70%, in Toscana dove si arriva al 52,49%, in Lombardia con il 51,83%, ma anche in in Veneto (50,55%), Friuli Venezia Giulia (48,55%) e Umbria (50,11%).
Fanalini di coda la Calabria (35,70%), la Sicilia con il 34,94% e la Campania con il 37,78%.
Dunque urne ancora aperte dalle 7 alle 15. Ecco tutte le informazioni del caso.
IL QUESITO
Questo, nello specifico, il quesito che apparirà sulla scheda elettorale (VEDI FAC-SIMILE SOTTO).
Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare"?
In breve: gli elettori che voteranno Sì esprimeranno la volontà di approvare la legge di modifica della Costituzione, chi vota “no” invece esprimerà la volontà di respingere la legge.

LE MODIFICHE AGLI ARTICOLI DELLA COSTITUZIONE:
Entrando nel merito delle modifiche previste dalla riforma, ad essere modificati in caso di vittoria del Sì saranno diversi articoli della Costituzione.
Per quanto riguarda l’articolo 87, oggi la Carta prevede un solo Csm, mentre la proposta di riforma stabilisce che il Presidente della Repubblica ne presieda due, quello giudicante e quello requirente, con i due organi che sostituiranno quello unico attuale, sancendo quindi la separazione delle carriere anche al vertice dell’autogoverno.
Per l’articolo 102, entra in Costituzione la separazione delle carriere: ad essere integrato è il primo comma, con un passaggio che stabilisce che le norme sull’ordinamento giudiziario devono disciplinare le carriere distinte dei magistrati giudicanti e requirenti, con il risultato che la divisione delle carriere diventerà un principio costituzionale e non solo una scelta legislativa.
In merito all’articolo 104, cambia il sistema di selezione per il Consiglio Superiore della Magistratura, con i componenti dei due Consigli – giudici e Pm – che non vengono eletti ma estratti a sorte da elenchi indicati dal Parlamento e dalle magistrature.
Per quanto riguarda l'articolo 105, la riforma interviene con la nascita dell'Alta Corte Disciplinare. Si tratta di una struttura composta da 15 membri (laici e magistrati), selezionati mediante nomina e sorteggio, in Csm per la competenza disciplinare.
Per l’articolo 106, viene ampliato il terzo comma, che prevede che, in tema di accesso alla Cassazione, oltre a professori e avvocati potranno essere chiamati anche magistrati requirenti con almeno 15 anni di servizio.
Quanto all’articolo 107, viene modificata l’inamovibilità legata al rispettivo Consiglio, stabilendo che le decisioni su trasferimenti o sospensioni spettano al rispettivo Csm, quello della carriera di appartenenza.
Infine, sull’articolo 110, la modifica è di tipo terminologico e prevede che il Guardasigilli dovrà rapportarsi con “ciascun” Consiglio superiore.
CHI PUÒ VOTARE E LE MODALITÀ DI VOTO
Possono recarsi alle urne tutti i cittadini italiani che entro il 22 marzo 2026, primo giorno di della votazione, avranno compiuto i 18 anni di età e che sono iscritti nelle liste elettorali del proprio comune di residenza.
Per votare è necessario presentarsi al seggio indicato sulla propria tessera elettorale muniti di tessera elettorale e documento di identità valido: la carta di identità, anche se scaduta, è valida per l'identificazione, così come la ricevuta rilasciata dall'ufficio Anagrafe al momento del rinnovo.
In caso di tessera elettorale esaurita o smarrita, è possibile richiederne una nuova presso l’ufficio elettorale del proprio Comune, generalmente aperto durante le giornate elettorali.
Per il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo non è prevista la possibilità, per gli elettori temporaneamente domiciliati in un Comune diverso da quello di residenza, di votare nel Comune di domicilio: questi elettori possono quindi votare solo nel proprio Comune di iscrizione nelle liste elettorali, salvi i casi particolari previsti dalla legge ( INFO).
LO SPOGLIO E I RISULTATI
Lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi, fissata per lunedì 23 marzo alle 15.
Tutti i dettagli sulla riforma e sul referendum sono disponibili sul sito web (QUI) del Dipartimento per il programma di Governo della Presidenza del Consiglio dei Ministri.












