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Consiglio di Stato boccia i corsi in inglese del Politecnico. Collini: ''Nessuna preoccupazione, serve tutelare anche chi vuole studiare in lingua''

Se a Milano alcuni professori hanno fatto ricorso contro l'introduzione di corsi in lingua inglese, a Trento le richieste per corsi simili sono alle stelle

Pubblicato il - 31 gennaio 2018 - 19:17

TRENTO. I corsi interamente in lingua inglese sono “illegittimi”. A stabilirlo è una sentenza del Consiglio di Stato (qui il testo) che riguarda una vicenda nata dal Politecnico di Milano che nel 2012 aveva approvato dei corsi di laurea magistrale e di dottorato da tenere esclusivamente in inglese. L'obiettivo era quello di una maggiore internazionalizzazione dell'università.

 

Una scelta, questa, che però non è andata giù ad alcuni docenti che hanno presentato un ricorso al Tribunale amministrativo attraverso il quale hanno sostenuto che questi corsi dovevano solamente affiancare quelli in italiano. Nel 2013 il Tar aveva dato ragione ai professori citando un regio decreto del 1933 nel quale era ribadito che "la lingua italiana è la lingua ufficiale dell’insegnamento e degli esami in tutti gli stabilimenti universitari". Immediatamente era stato presentato un ricordo che ora, però, il Consiglio di stato ha rigettato confermando le ragioni dei professori e ribadendo il primato della lingua italiana.

 

A dirsi non preoccupato della sentenza è il rettore dell'Università di Trento, Paolo Collini. Nel nostro ateneo quasi tutti i dottorati sono in inglese e lo stesso vale per metà delle magistrali. “La sentenza riguarda una specifica materia – ha spiegato Collini - e specificamente il Politecnico di Milano. Mi pare che non dica che non si possono fare corsi in inglese ma solamente che occorre garantire una possibilità di scelta per lo studente”.

 

A Trento i corsi interamente in inglese sono molto apprezzati dagli studenti. “Quest'anno – ha affermato Collini – siamo partiti con un corso di laurea in area giuridica di primo livello in lingua inglese e le domande che ci sono pervenute sono state sei sette volte più dei posti che avevamo a disposizione”.

 

Per il rettore di Trento, è importante anche “tutelare quegli studenti che vogliono studiare in lingua e che magari lo fanno assieme ad altri studenti che provengono dall'estero”. 

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