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"L'obiettivo è rendere il cancro una malattia possibile da controllare'', il vincitore del premio Pezcoller-Eacr al Muse

"Pioniere della terza rivoluzione scientifica in campo biomedico'', i sui studi sui meccanismi genetici che generano il cancro sono svolti con l'approccio multidisciplinare della 'convergence science': "Un insieme di dati da osservare grande come tutte le immagini in digitale di una serie tv lunga 30 anni"

Foto Daniele Panato
Di Donatello Baldo - 15 novembre 2018 - 17:19

TRENTO. Jan O. Korbel, 43 anni, è l'ingegnere specializzato in Biotecnologie Mediche che ha ricevuto il prestigioso premio Pezcoller-Eacr riservato ai giovani ricercatori europei. Un premio che oltre al riconoscimento accademico vale anche come buon auspicio: James P. Allison, prima del Nobel per la medicina 2018, aveva ricevuto il Pezcoller.

 

Korbel lavora nel campo della Biologia Computazionale, all'interfaccia della genetica umana. E' Group Leader e Senior Scientist alla Genome Biology Unit dell'European Molecular Biology Laboratory (Embl) di Heidelberg (Germania) e, nonostante la sua giovane età, è una figura leader nella Genomica del cancro e uno dei più brillanti e autorevoli esponenti della Convergence Science.

 

Al Muse, prima della conferenza aperta al pubblico, nella cornice degli spazi dedicati alla mostra sul Genoma umano, ha provato a spiegare brevemente, e in modo comprensibile ai profani, la portata di questo approccio multidisciplinare finalizzato alla ricerca. 

 

"La Convergence Science è la terza rivoluzione scientifica in campo biomedico dopo la Biologia molecolare e dopo la Genomica". Nasce dall'integrazione tra varie discipline come l'ingegneria, la matematica, la fisica, l'informatica, la chimica.

 

L'insieme delle informazioni digitali - "grande come una serie tv che dura da trent'anni", ha spiegato il ricercatore per rendere l'idea - deve poi essere analizzata. La sua ricerca è comunque eccitante: "L'obiettivo è quello di capire il rischio di insorgenza del cancro, come poterlo rendere una malattia cronica possibile da controllare".

 

"Una nuova speranza per i pazienti". Ne suo lavoro, infatti, Korbel pone l'attenzione sull'alterazione dei geni, che nel naturale processo di rigenerazione possono andare incontro ad una chromothripsis, un ri-arrangiamento cromosomico che però può incorrere in un "evento catastrofico".

 

Evento da cui si genera il cancro. Gli studi sono ora concentrati su alcune forme tumorali, come il medulloblastoma nei bambini (trattato anche dal Centro di Protonterapia di Trento), alcune leucemie e alcuni tumori ossei dell'adulto. 

 

L'applicazione clinica non è ancora pronta. Per ora vengono osservati alcuni casi individuali, studiando i momenti di alterazione genetica. L'obiettivo, ovviamente, è quello di allargare lo spettro dei pazienti, da pochi casi finalizzati ancora alla ricerca a molti più casi per il trattamento clinico. 

 

Soddisfazione, oltre che dal ricercatore premiato, anche dalla stessa Fondazione Pezcoller: "Assegniamo questo premio due volte all'anno - spiega - e da 30 anni siamo inseriti come Fondazione all'interno del panorama scientifico internazionale della ricerca sul cancro". 

 

Il premio Pezcoller-Eacr nasce dalla collaborazione della Fondazione con l'Associazione europea per la ricerca sul cancro e quella americana e viene assegnato ai giovani ricercatori che, nonostante l'età, abbiano raggiunto risultati di eccellenza. L'eccellenza, e il premio per il 2018, sono stati riconosciuti a Jan O. Korbel.

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