Il Muse e la Fondazione Pezcoller uniscono le forze per la ricerca scientifica
L'obiettivo è quello di spiegare e rendere comprensibile la ricerca scientifica alle persone. La collaborazione tra i due enti vedrà una prima conferenza il 15 novembre alle ore 18 al Muse con il giovane ricercatore Jan O. Korbel (vincitore del Premio Pezcoller rivolto ai giovani che hanno ottenuto risultati eccellenti). Il tema sarà: "Convergence Science"

TRENTO. Valorizzare la ricerca scientifica ma allo stesso tempo anche diffonderne la cultura attraverso un linguaggio semplice e comprensibile alla stragrande popolazione. Un impegno di non poco conto quello che ha visto la nascita della collaborazione tra il Muse e la Fondazione Pezcoller. Quest'ultima, conosciuta nel panorama scientifico internazionale della ricerca sul cancro, tra le realtà più prestigiose e rispettate è riuscito a raggiungere negli anni risultati di eccellenza. Dall'altro il Muse che grazie ai propri ricercatori riesce a informare e dialogare su una miriade di temi che vanno dalla natura, le scienze della vita e il futuro sostenibile.
“E' una collaborazione – ha spiegato il direttore del Muse, Michele Lanzinger – che mette in gioco le grandi conoscenze e reti internazionali della Fondazione Pezcoller che si occupa di temi importantissimi, con le componenti di comunicazione e partecipazione di conoscenze scientifiche offerte dalla nostra comunità, il Muse. E' una collaborazione che proseguirà anche in futuro”.
La decisione tra i due importanti enti è stata quella di lavorare assieme per realizzare occasioni di divulgazione di tematiche d'avanguardia che, di anno in anno, la Fondazione seleziona e promuove con simposi e premi.
La prima occasione di questa collaborazione si avrà il 15 novembre quando nella lobby del Muse, alle ore 18, ci sarà una importante conferenza tenuta da Jan Korbel che lo scorso luglio ha ricevuto il premio internazionale Pezcoller – EACR 2018, attribuito con la collaborazione dell'Associazione Europea per la Ricerca sul Cancro a giovani ricercatori europei che abbiano raggiunto risultati di eccellenza.
Il tema scelto quest'anno per il premio Pezcoller è stato la “Convergence Science” che rappresenta la terza rivoluzione scientifica in campo biomedico e nasce dalla necessità di integrazione delle singole discipline scientifiche, come ingegneria, fisica, informatica, chimica, matematica e scienze della vita che si fondono e convergono in una nuova scienza unitaria.
“La ricerca di Jan Korbel – ha spiegato dottor Enzo Galligioni della Fondazione Pezcoller – lo scienziato tedesco che ha ricevuto il premio Pezcoller, si occupa della terza rivoluzione scientifica in campo medico e ci spiegherà come la scienza sta cercando di trarre il meglio dalle varie discipline cercando di di combinarle”.
Una questione, questa, che si intreccia anche con la mostra "Genoma umano. Quello che ci rende unici” promossa dal Muse e che cerca di affrontare interrogativi che ci riguardano profondamente e sui quali, oggi, è focalizzato un settore importante e promettente della ricerca in campo biologico.
"Genoma umano" è un vero e proprio viaggio tra le nuove sfide offerte dalla genomica - una scienza in continua evoluzione che non manca di suscitare interrogativi e dubbi anche sul piano etico - con un focus su opportunità e rischi originati dall'applicazione delle nuove conoscenze ad ambiti particolarmente sensibili, quali la salute.
Grazie a un percorso interattivo e immersivo - che potrà contare su numerosi supporti multimediali ed exhibit in grado di toccare le corde più profonde della sensibilità personale - attraverso video e multi-proiezioni di grande impatto scenico e la mediazione dell'arte - la mostra affronterà tre questioni fondamentali sul patrimonio genetico umano: quanto conta il Dna, quali altri fattori intervengono nella sua definizione (ad esempio ambiente e stili di vita), come e quanto possiamo intervenire per modificarlo.
















