Anno internazionale per la conservazione dei ghiacciai, ecco tutte le iniziative del Muse. Il direttore Bernardi: "I musei trasformano la conoscenza in azione"
Per l'Anno Internazionale per la Conservazione dei Ghiacciai il Muse propone oltre 80 appuntamenti che uniscono ricerca scientifica, educazione e divulgazione con l’obiettivo di coinvolgere e sensibilizzare il pubblico. Il direttore Massimo Bernardi: "Lo stimolo offerto dalle Nazioni Unite di un impegno internazionale verso i ghiacciai, patrimonio fragile e vitale, è prezioso per indirizzare ancora più convintamente i nostri sforzi in tal senso"

TRENTO. Al via questo venerdì 21 marzo – con l'inaugurazione dell'allestimento nello spazio Agorà del museo intitolato “Dal ghiaccio a noi. Le ricerche Muse sui ghiacciai nell'Antropocene” – le iniziative promosse dal Muse di Trento per celebrare l'Anno Internazionale per la conservazione dei Ghiacciai, riconosciuti dall'Onu come indicatori chiave della crisi climatica.
L'accelerata fusione delle masse glaciali, infatti, rappresenta uno degli effetti più gravi del rapido innalzamento delle temperature medie globali, con impatti profondi sugli ecosistemi, sulle economie locali e sulla dimensione simbolica e culturale a esse connessa.
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Venendo alla partecipazione del Museo delle scienze di Trento, nel corso dell'anno sono previsti oltre ottanta appuntamenti tra cui mostre, film, spettacoli, attività didattiche, collaborazioni inedite, incontri ed eventi che animeranno la rete museale con l’obiettivo di coinvolgere il pubblico sulle dinamiche di trasformazione in corso: della crisi climatica alla necessaria evoluzione di un nuovo sistema di valori rispetto al patrimonio materiale e immateriale.
A mettere a fuoco il senso e gli obiettivi dell'iniziativa – realizzata in collaborazione con Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna, Servizio sviluppo sostenibile e aree protette, APPA, Sistema Bibliotecario Trentino, Comune di Trento e a una rete di enti di ricerca, musei, università e associazioni – è il direttore del Muse Massimo Bernardi che sottolinea come un'istituzione museale come quella trentina abbia il compito di illustrare i temi e problemi della contemporaneità, sensibilizzando inoltre l'opinione pubblica.
"Il Muse intende contribuire alla conoscenza e al dibattito sull’importanza fisica e simbolica dei ghiacciai attraverso un programma di attività multidisciplinari, accessibili e coinvolgenti" osserva Bernardi, che specifica: "I musei hanno il potere di trasformare la conoscenza in azione, e lo stimolo offerto dalle Nazioni Unite di un impegno internazionale verso i ghiacciai, patrimonio fragile e vitale, è prezioso per indirizzare ancora più convintamente i nostri sforzi in tal senso".
"Il Muse non poteva sottrarsi all'appuntamento dell'Anno internazionale della conservazione dei Ghiacciai – dichiara il presidente del Muse Stefano Bruno Galli – perché si tratta di sensibilizzare l'opinione pubblica rispetto ad un tema oggettivo come lo scioglimento dei ghiacciai, sul quale i nostri ricercatori lavorano da decenni: questo attraverso iniziative che guardano alla cittadinanza".
I ghiacciai, viene spiegato, sono custodi di informazioni preziose, conservano tracce del passato della terra e segnali del suo futuro. Coprono circa il 10 per cento della superficie terrestre, ma sono fondamentali regolatori del clima e di ecosistemi che ospitano una biodiversità unica minacciata di estinzione a causa di un tasso di fusione senza precedenti. E la loro progressiva scomparsa sta causando una profonda trasformazione dell’ambiente e del paesaggio montano e polare, con impatti negativi diretti su attività quali agricoltura, pastorizia, produzione di energia idroelettrica, turismo e profonde trasformazioni culturali.
Nell'alveo di questo ragionamento ad essere proposta sarà una serie di momenti, sospesi tra informazione e riflessione, volta a stimolare il dialogo tra ricerca scientifica e sfera sociale, con l'obiettivo di richiamare l'attenzione sui ghiacciai in quanto "ecosistemi dinamici e preziosi archivi bio natuali", a partire proprio dall'esposizione "Dal ghiaccio a noi. Le ricerche Muse sui ghiacciai nell'Antropocene”.
"Abbiamo la grande occasione di raccontare la ricerca del Muse, e del suo network di ricerca, sui ghiacciai. Nell'allestimento – spiega la coordinatrice dell'ambito ricerca cima ecologia del Muse Valeria Lencioni – troveremo i risultati della nostra ricerca pluridecennale nelle terre alte e in relazione alla criosfera. I ghiacciai sono archivi naturali di dati sul clima, sull'ambiente e sulle vicende umane, conservano tracce che ci permettono di ricostruire il clima della terra e aspetti della nostra storia legati a guerre, pratiche di gestione territoriale e sviluppo industriale. Testimonianze che il Muse, assieme ad altri istituti di ricerca, studia e conserva perché non vadano perse”.
Collateralmente alla mostra, nello spazio Agorà sarà inoltre organizzata, con gli incontri a cadenza mensile dal 16 aprile al 5 novembre, la serie di appuntamenti "Dialoghi sul ghiaccio. Incontri in Agorà per conoscere e riflettere", che coinvolgeranno soprattutto esponenti del mondo della ricerca.
Tra le altre iniziative originali proposte dal museo, spiccano una rassegna cinematografica in collaborazione con Harpolab, cicli di incontri con esperti e ricercatori anche grazie alla partnership con SAT- Società Alpinisti Tridentini, una programmazione di eventi dedicati ai giovani come "Muse Fuori orario" e i Party per famiglie con attività a tema. A completare il palinsesto anche corsi di formazione dedicati a docenti e giornalisti, attività educative per le scuole secondarie e spettacoli teatrali, visite tematizzate e science show, a cui si aggiungerà la produzione un podcast originale.
Nella sede territoriale del Museo geologico delle Dolomiti, a Predazzo, prenderà poi vita l’originale progetto "Un Suono in Estinzione": un' iniziativa di ricerca sperimentale volta a monitorare le implicazioni dei cambiamenti climatici sui ghiacciai attraverso l’analisi del suono e un approccio innovativo che fonde arte e ricerca scientifica.
Tra le attività pubbliche proposte, spiccherà il progetto espositivo “Ghiacciai” dedicato al fotografo brasiliano Sebastião Salgado: sarà possibile ammirarlo al Muse dal prossimo 12 aprile all’11 gennaio 2026 e al Mart di Rovereto dal 12 aprile al 21 settembre 2025.
Ad essere inoltre sviluppato, grazie alla collaborazione con Sait Coop, un progetto di ricerca scientifico che porterà un giovane ricercatore e una giovane ricercatrice a studiare la biodiversità degli ambienti glaciali sui più importanti ghiacciai trentini.
Sempre in ambito fotografico, nei mesi di luglio e agosto – e in collaborazione con Provincia di Bolzano, Eurac Research e Università di Innsbruck – la mostra fotografica "Goodbye Glaciers" racconterà, con la potenza delle immagini, il ritiro dei ghiacciai in provincia di Trento, Bolzano e in Austria.
Il programma completo delle iniziative è disponibile sul sito web del Muse-Museo delle Scienze.


















