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Problemi di spazio al Cibio e i tirocini interni vengono sospesi. Studenti preoccupati, il rettore: ''A breve piena operatività alla struttura''

Da parte dei rappresentanti degli studenti una lettera aperta al rettore. Collini: "Assumeremo a breve dei provvedimenti per dare piena operatività alla struttura"

Di G.Fin - 11 gennaio 2018 - 20:04

TRENTO. “Questo è un caso in cui siamo vittima del nostro successo”, lo spiega in questo modo il rettore di Trento, Paolo Collini, il problema di spazio che negli ultimi mesi si è creato al Cibio, il Centro di biologia integrata che si trova a Povo, dove all'avvio delle lezioni, terminate le festività, si è deciso di contingentare gli spazi per motivi di sicurezza.

 

Un provvedimento che ha portato alla momentanea sospensione di tutti i tirocini interni presso il centro di ricerca, così come le attività di alternanza scuola-lavoro. La decisione, come già detto, è stata assunta dopo una ricognizione degli spazi alla fine del 2017 che ha portato il direttore del Cibio ad adottare il provvedimento.

 

“Negli ultimi anni – ha spiegato il rettore Collini – il Cibio è cresciuto tantissimo grazie ad un investimento dell'Ateneo ma anche per l'attenzione arrivata da parte della Provincia. C'è stato poi un effetto moltiplicativo, per cui ogni persona da noi assunta ne sono arrivate cinque vincitrici di borse studio o altri finanziamenti. Ecco allora che prima di Natale sono stati rilevati i problemi di spazio e in questi giorni di ripresa il direttore ha ritenuto opportuno contingentare l'uso di alcune strutture chiedendo alle persone di organizzarsi diversamente”.

 

La decisione ha creato alcune preoccupazioni da parte degli studenti e dei ricercatori. Timori che nei giorni scorsi, tramite i propri rappresentanti, sono state fatti arrivare al rettore e successivamente al Senato accademico che nella giornata di ieri aveva la questione fra gli ordini del giorno.

 

“Il Cibio ha sempre fatto dell'esperienza diretta presso i propri laboratori di ricerca un punto di forza – hanno spiegato i rappresentanti attraverso una lettere aperta - che negli anni ha reso i corsi di laurea coinvolti estremamente competitivi dal punto di vista didattico. Interrompere le attività di tirocinio interno, anche solo per un periodo limitato, porterà una serie di pesanti problematiche per gli studenti. La nostra disciplina coinvolge in maniera estensiva attività pratiche e di ricerca, che spesso possono essere svolte al meglio solo presso istituzioni accademiche di alto livello”.

 

Per i rappresentanti la possibilità di svolgere il tirocinio per uno studente all'interno di un centro di alto livello come il Cibio è fondamentale. “Dalla fondazione del centro la maggior parte degli studenti – hanno spiegato - ha svolto il proprio tirocinio all'interno del Cibio, realizzando spesso lavori di altissima qualità e partecipando a prestigiose pubblicazioni scientifiche, sottolineando così come spesso anche il contributo di uno studente possa portare beneficio all’intero ecosistema. Privare gli studenti di un’esperienza così fondamentale si tradurrà in conseguenze deleterie sia breve che a lungo termine”.

 

Le preoccupazioni sono state raccolte sia dal rettore Paolo Collini che dal senato accademico. “Ne abbiamo parlato – ha affermato il rettore – ed abbiamo già identificato le linee guida. Nel prossimo Senato assumeremo dei provvedimenti e credo che già io prenderò delle decisioni in questi giorni per ridare piena operatività alla struttura”.

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