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La lettera di uno studente di Utetd: ''Il nome deve cambiare per essere più moderno. Ma il vuoto di comunicazione preoccupa anche e soprattutto noi allievi''

Un'incertezza che preoccupa il corpo docenti, così come gli studenti che frequentano le numerose e articolate proposte portate avanti nel corso dell'anno. Una realtà che si trova, come praticamente tutti, a far fronte poi all'emergenza coronavirus che ha bloccato o rallentato attività e decisioni. Pubblichiamo in forma integrale una lettera ricevuta da Valentino Zambotti, allievo alla sede Utetd di Santa Croce del Bleggio

Di Luca Andreazza - 30 giugno 2020 - 21:26

TRENTO. C'è fibrillazione all'interno dell'Università della terza età e del tempo disponibile per le azioni intraprese dal Consiglio d'amministrazione, tanto che nei giorni scorsi 40 docenti hanno deciso di scrivere al presidente Maurizio Fugatti, all'assessora Stefania Segnana, agli assessori comunali Mariachiara Franzoia e Corrado Bungaro, così come alla Federcoop per manifestare il proprio malcontento sulla direzione intrapresa dalla Fondazione per il futuro di questa realtà molto apprezzata nel panorama trentino (Qui articolo).

 

L'Utetd è considerata un'eccellenza trentina, riconosciuta anche a livello nazionale, un ente che coinvolge circa 350 docenti e propone un prezioso servizio a circa 7 mila persone distribuite tra Trento e le 78 sedi periferiche per un'articolata e variegata offerta didattica che conta 800 tra corsi e conferenze.

 

Un'incertezza che preoccupa il corpo docenti, così come gli studenti che frequentano le numerose e articolate proposte portate avanti nel corso dell'anno. Una realtà che si trova, come praticamente tutti, a far fronte poi all'emergenza coronavirus che ha bloccato o rallentato attività e decisioni. Pubblichiamo in forma integrale una lettera ricevuta da Valentino Zambotti, il quale partecipa alle iniziative organizzate alla sede Utetd di Santa Croce del Bleggio. 

 

Mi pongo questa domanda dopo aver letto l’articolo del 21 giugno sui quaranta docenti dell'Università della terza età.

 

Quindi il mio dubbio non è, o non è solo, sul Covid-19, ma è sull’Università della terza età. Sono solo uno studente di questa meravigliosa scuola, uno dei circa settemila iscritti. Sono un po’ in ansia, ma forse non dovrei. Una realtà così bella e quasi perfetta non può incepparsi. Se non ci fosse, bisognerebbe inventarla. E comunque, siatene certi, non possiamo più farne a meno. Perché stiamo parlando, come dice don Marcello Farina di un'esperienza umana splendida e insostituibile”.

 

Certo, il vuoto di comunicazione preoccupa anche e direi soprattutto noi allievi. Il vostro articolo, che in poche ore ha fatto il giro del Trentino, ci ha messo un po’ in agitazione.

 

Stanno cambiando la nostra scuola e non ci coinvolgono e neppure ci informano? E' molto strano secondo me, perché quando il 27 settembre 2019 alla Fondazione Demarchi in piazza S.Maria Maggiore a Trento ha avuto luogo l'inaugurazione del nuovo anno accademico, ci coinvolsero tutti per inventare un nuovo nome che, dopo quarant’anni, avrebbe dovuto sostituire l’acronimo Utetd: Università della terza età e del tempo disponibile.
 

Bella idea, pensai, quella di cambiare il nome. Effettivamente la classificazione "Terza età" sembrava ormai appartenere ad un'altra epoca, anche perché ha fatto spesso desistere molte potenziali "matricole" dall'intraprendere un percorso scolastico, erroneamente ritenuto solo per anziani. E' giusto quindi che la dicitura "Terza età" sparisca per lasciar posto a una grande e rivoluzionaria idea: quella della Formazione Continua, indipendentemente dall'età.
 

Anche l'aggiunta "Tempo disponibileappariva ormai inadeguata e forse anche poco rispettosa. Come se alla formazione e alla cultura si dovesse dedicare solo il tempo libero, o meglio quello che avanza, inteso come il tempo che la persona, assolte tutte le altre pur importanti incombenze del vivere quotidiano, potrebbe, eventualmente e senza troppo impegno, dedicare alla formazione e alla cultura. Quando invece formazione e cultura nella vita hanno un ruolo fondamentale e quindi è giusto dedicare non il tempo che avanza, ma un tempo adeguato, anzi il nostro tempo migliore.
 

Ora, come a suo tempo ci hanno coinvolti per la nuova denominazione, speriamo tutti in un grande coinvolgimento per il rinnovamento annunciato. La nuova emergenza Covid-19 ci complica un po’ la vita e ci obbligherà a dei cambiamenti. Ma a parte questo siamo tutti pronti a dare il nostro appoggio e il nostro contributo per la nostra scuola.
 

Personalmente non vedo l’ora di tornare a frequentare non più la vecchia Università della terza età e del tempo disponibile, ma quella che vorrei chiamare (e spero diventi) l'Università per la Formazione continua e la cultura.
 

Valentino Zambotti (sede Utetd di Santa Croce del Bleggio)

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