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Mascherine obbligatorie, check-in all'ingresso e un'app per le lezioni, l'Università riparte. Collini: "Con l'aumento dei contagi difficile avere certezze"

Mascherine obbligatorie negli spazi comuni e durante le lezioni, la conferma di presenza a lezione tramite l'app, didattica a distanza e un check-in all'entrata di ogni struttura: queste alcune delle misure che l'Università di Trento ha deciso di mettere in atto per il nuovo anno accademico

Di Lucia Brunello - 30 August 2020 - 21:25

TRENTO. Sono settimane a dir poco incerte per gli studenti di scuole e università, ma i veri dubbi partono dagli insegnanti e i dirigenti scolastici. Del resto non è facile avere un chiaro disegno su come muoversi, quando la curva dei contagi continua a salire sotto gli occhi di tutti.

 

Una parziale causa di questo incremento lo suggerisce l'età media dei nuovi positivi: giovani che hanno abbassato la guardia e si sono goduti l'estate tra discoteche e feste. Dello stesso avviso è anche il rettore dell'Università di Trento, Paolo Collini, che, illustrandoci le modalità che saranno messe in atto con la ripartenza delle lezioni (che per l'ateneo di Trento avverrà intorno al 20 settembre), non nasconde una nota di preoccupazione.

 

“Chi era in spiaggia e non ha mostrato particolare prudenza ha una fascia d’età di nostro interesse", inizia il rettore. "La cautela è massima, e noi partiremo lanciando un monito a tutti i ragazzi chiedendo totale senso di responsabilità”.

 

Si delineerà tutto nelle prossime due settimane, ma intanto alcune disposizioni sono già state decise: mascherina obbligatoria per tutta la permanenza nelle strutture, didattica mista, aule occupate al 50%, prenotazione delle lezioni tramite App specifica, poi il check-in all’ingresso con diverse postazioni per evitare assembramenti. 

 

La didattica sarà mista, ma tutto andrà incastrato come un puzzle perfetto per consentire a ciascuno, a rotazione, la possibilità di frequentare. Per le lezioni frontali saranno poi favoriti gli studenti del primo anno. “Vogliamo che le matricole inizino il percorso di studi in presenza in modo da introdurli al mondo universitario nel modo più naturale possibile. Inoltre al primo anno le lezioni sono standardizzate e quindi i gruppi possono essere chiusi”, ci spiega Collini. 

 

In aula gli studenti saranno distanziati di un metro gli uni dagli altri, e queste verranno riempite al massimo per il 50% della capacità ordinaria.

 

Considerati i continui spostamenti tra aule e laboratori, inoltre, sarà obbligatorio indossare la mascherina per tutto il tempo di permanenza nei dipartimenti, specialmente durante le lezioni. I docenti, invece, potranno non utilizzare il dispositivo di protezione mentre tengono la lezione, a patto che si trovino ad almeno 2 metri di distanza dalla prima fila di studenti. 

 

Le aule saranno quindi parzialmente riempite, e questo significa che la didattica sarà un mix tra in presenza e da remoto. Per questa ragione sarà fondamentale l'utilizzo dell'app dell'università, attraverso la quale gli studenti potranno confermare la propria presenza a lezione. Per quanto riguarda invece le - importantissime - sanificazioni degli spazi, saranno fatte due volte al giorno: una durante l'ora di pranzo e una finite le lezioni pomeridiane.

 

In ogni caso, con l'aumento dei contagi sotto gli occhi di tutti, la situazione per i mesi futuri si fa di difficile lettura: "E' complesso fare previsioni, ma noi stiamo continuando a pensare a misure ad hoc per un ritorno quanto più sereno e controllato. Gli studenti ricominceranno con le lezioni intorno al 20 settembre. Ciò che è certo, è che ci aspettano delle settimane impegnative dal punto di vista organizzativo"

 

Lunedì ci sarà un incontro fra direttori di dipartimento e rettore con lo scopo di delineare gli ultimi dettagli per una ripartenza senza intoppi. “Non abbiamo solo i casi a livello nazionale a preoccuparci, le categorie più critiche sono nella fascia d’età degli studenti”.

 

E nel caso uno studente dovesse risultare positivo? Su questo aspetto è importante ricordare che verrà allestito una sorta di "banchetto check-in" all’ingresso dell'edificio, così da avere per avere sempre contezza delle persone presenti nelle strutture. Non sono previsti per ora termoscanner. “Non è una questione semplice. Nel caso uno studente dovesse presentare dei sintomi, metteremo tutti gli studenti e il o la docente in condizione di osservazione e quindi a casa in attesa di responso. Se il tampone dovesse risultare positivo, ci occuperemo di far sottoporre al test tutte le persone presenti in aula”. 

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