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Fra cattedre ''vuote'' e caro energia, la scuola pronta a ripartire senza mascherina per oltre 69mila studenti. E arrivano 800 mila euro per far fronte alle bollette

La scuola quest'anno ripartirà all'insegna della normalità, ma non senza problemi: a causa del continuo aumento dei costi dell'energia, la Giunta provinciale ha provveduto a stanziare oggi infatti altri 800mila euro. Problema, questo, che si aggiunge a quello delle cattedre vuote

Di Sara De Pascale - 10 September 2022 - 06:01

TRENTO. Il 12 settebre inizierà la scuola per oltre 69mila studenti (fra scuole primarie e secondarie), quest'anno, all'insegna della normalità (ma non senza problemi): fra cattedre vuote e costi delle utenze saliti alle stelle, gli istituti scolastici dovranno infatti rimboccarsi le maniche per fare fronte a differenti (preoccupanti) questioni. Disagi che, la Provincia di Trento, ha tuttavia cercato di affrontare giocando d'anticipo, come nel caso della recente introduzione di un contributo pari a 800mila euro destinato alle scuole di secondo grado. 

 

Fra pochi giorni torneranno a suonare le campanelle che segneranno il via alle lezioni, con dei banchi di scuola che vedranno un numero di alunni diminuito dello 0,36%. Studenti che, in generale (nel caso delle scuole secondarie), confermano una tenuta delle iscrizioni ai licei (46%), seguiti dai percorsi tecnici (31%), dalla formazione professionale (21%) e dagli istituti professionali (2%).   

 

Ad aumentare invece lievemente, secondo le stime fornite dalle istituzioni, la popolazione straniera che passa da 8.205 a 8.558 unità (+4,30%), con una crescita più evidente nella scuola primaria e secondaria di secondo grado. 

 

Gli studenti con bisogni educativi speciali certificati saranno invece 2.892, di cui 1.935 alla scuola primaria e secondaria di primo grado, 394 alla secondaria di secondo grado e 563 all’istruzione e formazione professionale. 

 

I docenti di ruolo delle scuole statali e provinciali sono attualmente 6.317, accanto invece a "posti di lavoro scoperti", denunciati soltanto qualche giorno fa dalla Flc della Cgil che dichiarava "vuota quasi la metà delle cattedre a tempo indeterminato". Un'allarme al quale aveva prontamente risposto l'assessore Mirko Bisesti, assicurando che non è stato compiuto "nessun errore sul fabbisogno dei docenti. Inoltre la Provincia ha già agevolato il più possibile gli insegnati nella scelta delle sedi: risultano già assegnati 400 posti tramite la riconferma dei supplenti in servizio per salvaguardare la continuità didattica. La sfida e l'impegno poi è quello di raggiungere un'intesa con il ministero per il concorso abilitante 'trentino' per garantire una programmazione di medio e lungo termine".

 

"Due terzi delle persone che hanno partecipato al concorso o non lo hanno passato o non si sono presentati all'orale - dichiara oggi a Il Dolomiti Paolo Pendenza, presidente della sezione trentina dell'Associazione nazionale dirigenti scolastici  - il problema non è soltanto coprire dei posti vacanti ma anche trovare insegnanti disposti a partecipare al concorso o che, appunto, lo superino. Per questo motivo, quelle cattedre vuote verranno riempite da supplenti. Una questione che, certamente, varia da scuola a scuola: quelle che potremmo definire cittadine hanno più docenti di ruolo e meno problemi a riempire le cattedre - continua - quelli invece di periferia sono gli istituti in maggior sofferenza", conclude, ricordando che sarà la prossima settimana a delineare e mostrare un quadro più concreto della situazione: "Per allora sapremo davvero quali e quanti saranno i posti vuoti".

 

Dichiarazioni, quelle del presidente del comparto trentino dell'Anp, che parrebbero chiarire una preoccupante questione, la quale attualmente si affianca ai rincari sui costi dell'energia, che non hanno risparmiato nessuno, gravando anche sulle scuole. In merito a ciò, la Provincia ha quindi scelto di andare in aiuto delle istituzioni scolastiche provinciali di secondo grado, contribuendo attraverso una parziale copertura delle sopravvenute maggiori esigenze: "La scorsa primavera le istituzioni avevano per l'appunto provveduto a stanziare dei fondi per supportare le scuole - specifica Pendenza - ora, vista la crescente necessità, si è provveduto a stanziare altri 800mila euro. Molti? Pochi? Questo non possiamo saperlo - commenta - La cosa importante è sapere che questi fondi ci sono e, ovviamente, sperare che bastino".

 

Un finanziamento straordinario, quello stanziato oggi dalla Giunta e pari a poco più di 800mila euro, destinato, in particolare, alle scuole di secondo grado. Una somma che va ad aggiungersi a quella (di pari importo e come ricordato da Pendenza) stanziata nello scorso mese di aprile.

 

I beneficiari del contributo saranno unicamente quelle istituzioni scolastiche (del secondo ciclo) che sostengono direttamente le spese per il funzionamento delle strutture, con esclusione delle istituzioni scolastiche che ricevono una fornitura agevolata.

Il provvedimento, infine, non comprenderà invece le istituzioni scolastiche del primo ciclo che per le spese riferite a energia elettrica, gasolio, metano e teleriscaldamento si rivolgeranno ai Comuni di riferimento

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