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Trento quarta città più smart d'Italia, la prima di medie dimensioni. Maule: ''La cittadinanza ha diritto ad accedere a servizi sempre più efficienti''

A Firenze presentato l'ICity Rate. I dati fotografano la situazione delle città italiane nel percorso per diventare “smart”, quindi più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive, più vivibili. Trento guadagna una posizione rispetto al 2017 

Pubblicato il - 17 ottobre 2018 - 12:40

TRENTO. Trento si conferma la città di medie dimensioni più smart d'Italia ed è ai piedi del podio anche rispetto ai grandi capoluoghi. Dopo i ''colossi'' Milano, Firenze e Bologna ecco, infatti, che per l'ICity Rate (il Rapporto annuale realizzato da ForumPA società del gruppo Digital360,) è Trento la città più ''intelligente'' d'Italia. Un risultato storico che mostra un'ulteriore crescita rispetto all'anno scorso (QUI ARTICOLO) quando Trento si posizionava al quinto posto dietro, ancora a Milano, Bologna e Firenze e anche a Venezia.

 

L'elemento che ha permesso di scavalcare la città lagunare sono stati i buoni risultati nella gestione dei rifiuti dove il capoluogo trentino è al top in Italia. E poi c'è il dato sulla ''ricerca e innovazione'' con Trento che risulta essere la seconda città d'Italia ma anche negli altri quindici ambiti di policy presi in esame Trento può vantare valori superiori alla media nazionale, guadagnando il settimo posto nella top ten per quanto riguarda legalità e sicurezza, l'ottavo per attrattività turistico-culturale e verde urbano. Solo ventesima, nella classifica generale, Bolzano nonostante faccia segnare un'ottima performance sulla voce ''lavoro'' che la vede al terzo posto in Italia.

 

''Ancora un prestigioso riconoscimento per la città di Trento - spiega Chiara Maule, l'assessora competente del Comune di Trento oggi a Firenze alla presentazione dello studio dove terrà due Speech nell’ambito della qualità dei servizi e dell’applicazione dell’intelligenza urbana nella promozione di modelli di sviluppo . Un risultato che premia l’impegno corale di tutti i soggetti che a Trento hanno creduto in questa sfida: dall’amministrazione comunale, ai centri di ricerca,  alle imprese private. Questo risultato ci conferma che l’obiettivo di diventare sempre più “Smart city” non solo è un traguardo possibile, ma è sempre più una strada obbligata perché il diritto di cittadinanza non può essere disgiunto dalla possibilità dei cittadini di accedere a servizi sempre più efficienti grazie proprio agli strumenti innovativi dell’intelligenza urbana''.

 

I dati fotografano la situazione delle città italiane nel percorso per diventare “smart”, quindi più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive, più vivibili. Lo studio analizza e individua 15 dimensioni urbane che in ambito nazionale e internazionale definiscono traguardi per le città (occupazione, ricerca e innovazione, solidità economica, trasformazione digitale, energia, partecipazione civile, inclusione sociale, istruzione, attrattività turistico-culturale, rifiuti, sicurezza e legalità, mobilità sostenibile, verde urbano, suolo e territorio, acqua e aria). Le dimensioni tengono insieme 107 indicatori che, aggregati nell’indice finale ICity index, consentono di stilare la classifica finale tra 107 comuni capoluogo. 

 

E determinanti sono non solo gli investimenti per fare cose nuove e innovative nei diversi ambiti (rifiuti, ambiente, turismo etc.) ma anche quanto si è riusciti a fare per "rigenerare" quanto già esiste. Milano è la città più smart d’Italia per il quinto anno consecutivo, con un distacco di quasi venti punti dalla seconda classificata e ottimi risultati soprattutto negli ambiti di solidità economica, ricerca e innovazione, lavoro, attrattività turistico-culturale, anche se ancora in ritardo nelle dimensioni ambientali, come il consumo di suolo e territorio (appena 76ª) e qualità dell’aria e dell’acqua (solo 96ª).

 

La segue Firenze, che per un soffio toglie la seconda posizione a Bologna. Il capoluogo toscano registra risultati eccellenti sui fronti attrattività turistico-culturale e trasformazione digitale (prima posizione) e si colloca fra le prime città per mobilità sostenibile, stabilità economica, istruzione, lavoro, partecipazione civile ed energia. Bologna, invece, conferma la sua leadership negli ambiti del lavoro, energia e governance e partecipazione civile e guadagna un ottimo posizionamento per trasformazione digitale, istruzione, ricerca e innovazione e inclusione sociale.

 

Nel percorso di sviluppo della Smart City non accenna a ridursi il divario fra il Nord e il Sud del Paese. Le prime venti città in classifica appartengono alle aree centro-settentrionali e sono collocate al Nord le sette città che hanno scalato più posizioni rispetto al 2017 (Pordenone, Cremona, Udine, Treviso, Biella, Lodi e Belluno). Bisogna scendere fino al 43° posto per trovare la prima città del Meridione in classifica e Isole, Cagliari, che guadagna quattro posizioni rispetto al 2017, mentre si segnala anche il dinamismo di Lecce, 62ª, che guadagna nove posizioni. La coda della classifica però è occupata da sole città meridionali, con Agrigento fanalino di coda, preceduta da Vibo Valentia, Caltanissetta, Trapani, Crotone, Taranto, Enna, Brindisi, Caserta e Benevento.

 

ECCO LA CLASSIFICA

ICity Rate 2018 – le prime 10 città in classifica

 

 

1 Milano col punteggio di 640,21

2 Firenze pt 621,63

3 Bologna pt 620,02

4 Trento pt 583,65

5 Bergamo pt 567,16

6 Torino pt 547,77

7 Venezia pt 544,14

8 Parma pt 539,19

9 Pisa pt 538,613

10 Reggio Emilia pt 532,811

 

E I DATI SULLE DIVERSE VOCI

 

 

 

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