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Consegnate al Comune 1.240 firme per la costruzione di un ascensore obliquo tra Trento e Mesiano da 3 milioni di euro

L'impegno assunto da Panetta e Lombardo di far presente l'istanza ai consiglieri comunali preluderebbe alla discussione del progetto, con votazione finale, nella seduta del 25 luglio, in cui si deciderà a quali iniziative destinare i più di 13 milioni stanziati dal Comune. Venuto: “Cambierebbe la mobilità di Trento e ripenserebbe il collegamento tra la città e la collina est”

Di Davide Leveghi - 13 luglio 2019 - 20:42

TRENTO. Sono state consegnate al presidente del consiglio comunale Salvatore Panetta, ma anche al presidente della commissione urbanistica Emanuele Lombardo, 1.240 firme su una petizione per la costruzione di una soluzione di mobilità alternativa tra la città e la collina est. Il comitato “Pedalando verso Mesiano”, composto da studenti, professori dell'Università di Trento e abitanti di Mesiano e Povo, ha proposto la progettazione, il finanziamento e la realizzazione di un piano che prevede un “ascensore obliquo”- che collegherebbe il Lungofersina alla facoltà di ingegneria di Mesiano -, ed un nuovo sistema di ciclabili per mettere in comunicazione la città con la parte alta.

 

Alberto Venuto, ingegnere per l'ambiente ed il territorio dell'Università di Trento, tra i promotori nel maggio di quest'anno della petizione, ha raccontato a Il Dolomiti le caratteristiche di quest'opera, che risulterebbe molto importante nella riorganizzazione della mobilità cittadina.

 

L'esempio a cui Venuto ed il comitato hanno guardato è rappresentato dalla funicolare di Castel San Pietro inaugurata due anni fa a Verona. Un progetto per cui erano stati proposte diverse soluzioni di percorso, definitivamente accantonate dalla definitiva intenzione di collegare il Lungofersina alla collina tra la parte finale di via Bolognini, di fronte al liceo Galilei, e lo spazio tra la biblioteca e l'edifico storico dell'università di Mesiano.

 

L'impegno assunto da Panetta e Lombardo di far presente l'istanza ai consiglieri comunali preluderebbe alla discussione del progetto, con votazione finale, nella seduta del 25 luglio, in cui si deciderà a quali iniziative destinare i più di 13 milioni stanziati dal Comune. Quest'opera, a detta dei promotori, costerebbe attorno ai 3 milioni di euro.

 

Riguardo alle tempistiche, Venuto non ha dubbi che l'iter proseguirà solo una volta entrata in carica la nuova giunta comunale uscita dalle elezioni del prossimo anno.

 

“L'importanza del progetto - ci dice Venuto - risiede nel fatto che permetterebbe di collegare Trento a Mesiano decongestionando la linea 5 dell'autobus, da sempre intasata e sovraccarica e disincentivando l'utilizzo di mezzi privati. Noi proponiamo un sistema di piste ciclabili per connettere la collina est alla città. Così si creerebbe una mobilità alternativa tra via Grazioli ed il polo universitario di Mesiano. La funicolare sarebbe dotata alla sua base di un cicloparcheggio coperto e permetterebbe il trasporto di persone e biciclette”.

 

“L'utenza interessata comprende circa 1.800 tra studenti e lavoratori - conclude l'ingegnere - sarebbe un'opera che muoverebbe un primo passo verso il ripensamento dei collegamenti con Povo”. Un primo passo verso la Trento del futuro.

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