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Diabete: positivi i dati sul nuovo dispositivo per monitorare il glucosio. Ottimi risultati sui bambini

L'iniziativa, avviata da tempo, trova il sostegno del Consiglio, che approva la delibera di Segnana. L'assessora: “Proseguiremo con la sperimentazione”

Di Davide Leveghi - 13 luglio 2019 - 13:00

TRENTO. Nella giornata di ieri è stata approvata una delibera proposta dall'assessora alla salute Stefania Segnana riguardante la sperimentazione di un dispositivo per il monitoraggio flash del glucosio nei pazienti diabetici sottoposti al trattamento intensivo con l'insulina. L'iniziativa, che proseguirà fino al 31 agosto, registra la soddisfazione dell'assessora.

 

“Sulla base dei dati emersi dalla sperimentazione, il giudizio è senza dubbio positivo sul dispositivo utilizzato e sulle ricadute in termini di migliore qualità di vita per i pazienti sottoposti al monitoraggio. Durante la proroga inizierà una trattativa per concordare una fornitura pluriennale”.

 

Già promossa a partire dal 2017 con l'avallo dell'Azienda sanitaria, la sperimentazione ha riguardato pazienti maggiori di 4 anni d'età in trattamento insulinico intensivo, coinvolgendo nei due anni di funzionamento 455 persone con diabete mellito di tipo 1 e 2 (294 adulti e 161 bambini e ragazzi).

 

In che cosa consiste dunque questa nuova sperimentazione? Essa permetterebbe l'integrazione alla metodologia tradizionale di misurazione del glucosio tramite le lancette pungidito con uno strumento dotato di sensore che valuta quantitativamente i valori di glucosio e glicemia, diminuendo la frequenza di controlli quotidiani- elemento testimoniato dal calo medio dei prelievi capillari da 4,9 a 1,7 al giorno.

 

Tale metodo mostra maggiori benefici specie nella fascia d'età pediatrica, permettendo ai genitori attraverso un'app di rilevare i dati modificando in corso di giornata l'eventuale dosaggio di insulina. La tollerabilità del dispositivo, come dimostrato dallo studio, è piuttosto alta, tanto che solo il 4,4% dei pazienti coinvolti avrebbe interrotto l'utilizzo del sensore (pari a 20 unità). 

 

L’età media dei pazienti arruolati dai Centri diabetologici di riferimento è stata di 46,8 anni per gli adulti e di 16 anni per i minori

Tra i benefici riscontrati in particolare nella fascia di età pediatrica, sicuramente vi sono il controllo glicemico effettuato durante l'orario scolastico e la permanenza a scuola dei bambini e dei ragazzi: l'utilizzo del sensore abbassa infatti il livello di ansia nei bambini, aumenta il senso di responsabilità e di autonomia richiedendo minor coinvolgimento da parte dell'insegnante. Strategica risulta anche la possibilità di trasmissione dei dati rilevati ai genitori attraverso l'apposita App che consente loro di modificare l'eventuale dosaggio corretto dell'insulina da somministrare.

 

Oltre alla soddisfazione dimostrata dai pazienti coinvolti, grazie all'utilizzo di questionari differenziati per adulti, bambini e ragazzi, sia rispetto all'aderenza terapeutica sia nella gestione quotidiana della patologia, i buoni risultati ottenuti spianerebbe la strada alla definitiva adozione del metodo.

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