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| 10 ago 2019 | 06:01

Diabete, Olivi: ''Ragioni burocratiche e amministrative anteposte ai bisogni delle persone. Sperimentazione positiva, progetto da stabilizzare''

L'assessora Stefania Segnana ha firmato nelle scorse settimane una delibera per il monitoraggio flash del glucosio interstiziale. Olivi: "Troppe incertezze. I dati dimostrano che funziona. Decisione che costringerebbe i pazienti che utilizzano questo dispositivo a tornare al metodo di misurazione della glicemia tradizionale oppure a pagare di tasca propria il dispositivo e le strisce reattive"

Diabete, Olivi: Ragioni burocratiche e amministrative anteposte ai bisogni delle persone

TRENTO. "Vivere con il diabete è una condizione che accomuna milioni di persone nel mondo", commenta l'ex assessore Alessandro Olivi, che aggiunge: "Se da un lato sono stati fatti passi da giganti nello strutturare risposte ai diversi fabbisogni di chi convive con questa patologia, confrontarsi con questa richiede tutt’oggi un’attenzione e un rigore che hanno un impatto diretto sulla quotidianità delle persone diabetiche e dei loro familiari".

 

L'assessora Stefania Segnana ha firmato nelle scorse settimane una delibera per il monitoraggio flash del glucosio interstiziale (Qui articolo). Già promossa a partire dal 2017 con l'avallo dell'Azienda sanitaria, la sperimentazione ha riguardato pazienti maggiori di 4 anni d'età in trattamento insulinico intensivo, coinvolgendo nei due anni di funzionamento 455 persone con diabete mellito di tipo 1 e 2 (294 adulti e 161 bambini e ragazzi).

 

In che cosa consiste dunque questa nuova sperimentazione? Essa permetterebbe l'integrazione alla metodologia tradizionale di misurazione del glucosio tramite le lancette pungidito con uno strumento dotato di sensore che valuta quantitativamente i valori di glucosio e glicemia, diminuendo la frequenza di controlli quotidiani - elemento testimoniato dal calo medio dei prelievi capillari da 4,9 a 1,7 al giorno.

 

"L’attuale giunta – evidenzia Olivi – ha scelto di prorogare la sperimentazione solo di poche settimane, fino al 31 agosto, lasciando nell’incertezza i pazienti che utilizzano questo dispositivo e che rischiano di dover tornare al metodo di misurazione della glicemia tradizionale oppure di essere costretti a pagare tutto di tasca propria".

 

Questa sperimentazione "Indagine clinica post market", dalla durata di un anno, vede coinvolti i centri diabetologici e gli ambulatori territoriali dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari e consente la lettura del glucosio mediante la sola scansione di un sensore applicato al braccio. Un dispositivo medico con un impatto positivo sulla quotidianità delle persone coinvolte, 180 assistiti dai 4 ai 18 anni e circa 2.100 pazienti over 18 in trattamento insulinico intensivo.

 

Nel frattempo l’Apss ha inviato i primi risultati del progetto all’assessorato per valutare l’opportunità di adottare successivi provvedimenti sull’utilizzo dei nuovi dispositivi per la misurazione della glicemia. La valutazione dei principali dati è risultata positiva per quanto riguarda l’utilizzo dei nuovi dispositivi per il monitoraggio flash del glucosio, soprattutto per il miglioramento di alcuni parametri della qualità della vita dei pazienti coinvolti nella sperimentazione, dell'aderenza terapeutica e della gestione quotidiana della patologia.

 

Insomma, un'iniziativa che ha dimostrato nel tempo di funzionare. "Ora però tutto rischia di incepparsi - prosegue Olivi - per l'assenza di programmazione. La sperimentazione è stata prorogata per poche settimane: la giunta intende poi effettuare una valutazione approfondita e definitiva sull'erogazione di questo servizio a carico del sistema sanitario provinciale a favore dei pazienti affetti da diabete mellito di tipo I e di tipo II".

 

Una proroga di così poche settimane lascerebbe, però, un velo di incertezza. "E' forte il rischio di un’interruzione del progetto - aggiunge il consigliere provinciale in quota Pd  - che costringerebbe i pazienti che utilizzano questo dispositivo a tornare al metodo di misurazione della glicemia tradizionale oppure a pagare di tasca propria il dispositivo “FreeStyle Libre” (circa 200 euro) e le strisce reattive (3,75 euro per confezione da 25 pezzi)".

 

E così l'ex assessore interroga la giunta. "Una situazione spiacevole - conclude Olivi - che sembra per l’ennesima volta anteporre le ragioni burocratiche e amministrative ai bisogni delle persone. Bisogni che, davanti ad un esito già considerato positivo della sperimentazione, avrebbero suggerito una stabilizzazione del progetto piuttosto che una proroga, per di più a singhiozzo. E' opportuno portare la sperimentazione fino alla conclusione del progetto per non creare disagi ai pazienti".

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