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| 30 nov 2020 | 20:31

Coronavirus, buona risposta per il primo week end di tamponi a Cavalese: ''Prevenzione e trasparenza per sostenere salute ed economia''

Un'operazione un po' diversa rispetto al modello di screening di massa altoatesino, ma comunque un'attività a più ampio raggio per cercare di interrompere il prima possibile eventuali catene di contagio attraverso una serie di test antigenici. E' necessaria l'impegnativa del medico di base per poter effettuare il tampone

Coronavirus, buona risposta per il primo week end di tamponi a Cavalese

CAVALESE. "Il servizio è molto apprezzato e abbiamo raccolto l'ulteriore disponibilità di un'infermiera e di 2 pediatri". Così Sergio Finato, sindaco di Cavalese. Nel week end è partito il Centro tamponi in paese e c'è soddisfazione per i primi riscontri da parte della popolazione. "Il meccanismo è stato compreso e non c'è timore a effettuare i test". 

Un'operazione un po' diversa rispetto al modello di screening di massa altoatesino, ma comunque un'operazione a più ampio raggio per cercare di interrompere il prima possibile eventuali catene di contagio attraverso una serie di test antigenici (Qui articolo). E' necessaria l'impegnativa del medico di base per poter effettuare il tampone. Un importante progetto pilota, forse poco sostenuto dalla Provincia (Qui articolo), che vede la partecipazione anche di Cles, Tesino e Caldonazzo.

 

"L'obiettivo - aggiunge il sindaco - è quello di salvaguardare la salute dei compaesani, agevolare il lavoro dei medici e togliere pressione all'ospedale. E' un'azione di prevenzione per monitorare la situazione epidemica in modo incisivo e non inseguire il contagio. Ringrazio gli operatori che si mettono in gioco in prima persona in questo momento molto complicato, soprattutto per la notevole mole di lavoro e di stress a cui sono sottoposti".

Una sessantina le persone che si sono recate al Centro tamponi nel week-end, circa il 10% è risultato positivo a Covid-19. "Il primo giorno ci sono stati un po' di rallentamenti nelle procedure - evidenzia Finato - tutto però si è risolto in poche ore. Poi l'organizzazione è entrata a regime. Inizialmente c'è stata un po' di titubanza ma i cavalesani hanno compreso le intenzioni e l'importanza della prevenzione. Non dobbiamo avere paura dei dati, la trasparenza è fondamentale. Ora siamo zona gialla ma solo la piena consapevolezza di quanto avviene ci può evitare la zona rossa. Adesso parte anche l'influenza stagionale e quindi l'attenzione deve essere ancora maggiore: la prudenza è fondamentale in questo periodo".

 

L'arrivo di ulteriori rinforzi garantisce la possibilità di portare avanti questi test in maniera struttura. "Abbiamo messo sul tavolo le risorse - dice Finato - ma c'è soprattutto un investimento in capitale umano: c'è grande gratitudine verso il personale sanitario. Un impegno importante a livello organizzativo, però crediamo molto in questo progetto". 

C'è un po' di preoccupazione per la stagione invernale, mentre proseguono le trattative con il governo per cercare di trovare una soluzione all'apertura degli impianti. In val di Fiemme e in val di Fassa, così come in tutti i territori si predispongono tutte le azioni e i piani per farsi trovare pronti a qualunque ipotesi. 

 

"Gli operatori sono molto tesi. La salute è una priorità ma certamente ci sono grandi problemi per quanto riguarda l'economia. Ma salute ed economia vanno di pari passo. Nonostante però l'imminenza di quello che dovrebbe essere l'avvio della stagione, la cittadinanza non ha paura a sottoporsi ai test. Cerchiamo di giocare d'anticipo: la partecipazione e l'impegno della popolazione sono alti e questa è la migliore risposta, anche una forma di rispetto verso gli operatori, stanchi e sotto pressione", conclude Finato.

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