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Coronavirus, test a tappeto a Cavalese. Il sindaco: ''Non dobbiamo avere paura dei dati. Alto Adige da 10 e lode per pragmatismo''

Non è uno screening di massa sul modello altoatesino ma comunque un'operazione a più ampio raggio per cercare di interrompere la catena del contagio attraverso una serie di test antigenici. Sergio Finato: "La Provincia di Bolzano è un punto di riferimento per pragmatismo e serietà"

Di Luca Andreazza - 21 novembre 2020 - 17:27

CAVALESE. "Non ho paura dei dati". Queste le parole di Sergio Finato, sindaco di Cavalese, che si appresta a lanciare un Centro tamponi in paese. "L'obiettivo è quello di salvaguardare la salute dei compaesani, agevolare il lavoro dei medici, togliere pressione all'ospedale e mettere in campo un'azione di prevenzione per trascorrere un Natale più sereno possibile".

 

Non è uno screening di massa sul modello altoatesino ma comunque un'operazione a più ampio raggio per cercare di interrompere la catena del contagio attraverso una serie di test antigenici. Una proposta partita dal basso e che vede altri tre Comuni, due in Valsugana e un altro in val di Non, capofila di questo progetto pilota.

 

"Abbiamo trovato un accordo con l'Azienda provinciale per i servizi sanitari - aggiunge il primo cittadinoper la fornitura dei materiali. Tutta la popolazione del Comune può aderire ma dopo aver contattato il proprio medico di base per l'impegnativa. Tutto è gratuito e i test si svolgono alla piscina in quanto è logisticamente comoda".

 

L'amministrazione comunale ha trovato la disponibilità volontaria dei medici Lugarà e Dambrosio, di un'infermiera e di un tecnico informatico per la gestione dei dati. La firma della convenzione con l'Apss è attesa per lunedì e il progetto dovrebbe prendere il via dal prossimo fine settimana. "L'intenzione - prosegue Finato - è quella di effettuare più test possibile e in modo programmato per monitorare la positività e la verificare anche come si sposta il contagio".

 

L'altro lato della medaglia è ovviamente il rischio di finire in zona rossa se la percentuale dovesse alzarsi troppo. "La trasparenza è fondamentale: non dobbiamo avere paura perché è un'azione di prevenzione per proteggere la comunità. Non è più tempo delle aree grigie - evidenzia il sindaco - necessario essere chiari se vogliamo trascorrere un Natale sereno in questo periodo così delicato. E' inoltre un modo per togliere pressione all'ospedale che è fortemente sotto pressione e cercare di agevolare quegli operatori impegnati in prima linea da mesi". 

 

Si strizza comunque l'occhio a quanto avviene in Alto Adige. "Un'operazione da 10 e lode. La Provincia di Bolzano è un punto di riferimento per pragmatismo e serietà. Il nostro è un primo passo, se poi ci fosse la disponibilità dei 4 mila cavalesani a effettuare un controllo di massa e mi venissero forniti tamponi e personale medico, sarei pronto a un'azione simile. Intanto però è importante partire con questa attività, un inizio e un importante test di prevenzione", conclude Finato.

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