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Trivella a Povo e forze dell'ordine, Ianeselli, Facchin e Baggia: ''Primo tassello per la Trento del futuro. Siamo finalmente partiti, vi raccontiamo cosa accadrà''

L'amministrazione comunale interviene sul tema della circonvallazione ferroviaria. Nella scorsa settimana è comparsa una trivella in collina e la zona è praticamente off limits e costantemente presidiata: "Non è l'inizio dei lavori ma sondaggi propedeutici per escludere criticità. Le preoccupazioni sono sempre legittime, ma l'intenzione è quella di coinvolgere poi i residenti"

Di Luca Andreazza - 09 febbraio 2021 - 05:01

TRENTO. "Questa è la chiave fondamentale per ridisegnare urbanisticamente Trento". Così il sindaco Franco Ianeselli, ospite con gli assessori Ezio Facchin e Monica Baggia, della redazione de Il Dolomiti per parlare di quanto avviene in collina e della circonvallazione di Trento. "E' il primo tassello per poi seguire un progetto integrato in grado di cambiare il volto del capoluogo e migliorare la qualità della vita".

 

L'amministrazione comunale interviene sul tema della circonvallazione ferroviaria. Nella scorsa settimana è comparsa una trivella in collina e la zona è praticamente off limits e costantemente presidiata in stile Valsusa. Nonostante la manifestazione No-Tav di sabato scorso, fortunatamente il clima e l'atmosfera non è così tesa come in Piemonte, anche se non mancano le voci critiche nei confronti dell'alta velocità. Preoccupazioni legate in particolare alla salvaguarda dell'ambiente.

 

"Non è l'inizio dei lavori - dice Ianeselli - sono sondaggi propedeutici per valutare la fattibilità del tracciato. Un approfondimento tecnico che serve proprio a tutelare il territorio. Le preoccupazioni sono sempre legittime, ma l'intenzione è quella di coinvolgere poi i residenti. Nella prossima settimana incontriamo i presidenti delle circoscrizioni di Povo, Villazzano e Argentario. Ragioniamo per organizzare un webinar".

 

L'area che circonda via dei Valoni a Povo è blindata (Qui articolo). Difficile anche per noi poterci avvicinare alla zona per scattare le foto, prontamente fermati dal cordone di forze dell'ordine: una schiera di jeep e camionette di carabinieri, polizia, guardia di finanza e polizia locale controllano tutti gli accessi, sia a monte che a valle del punto dove viene perforato il terreno.

"Il dispiegamento è opera della questura. Noi siamo stati informati nel contesto del corretto rapporto istituzionale. Una decisione - prosegue il primo cittadino - che è stata presa in ragione delle informazioni a disposizione delle forze dell'ordine. La riservatezza e il mancato preavviso è probabilmente dovuta agli episodi che sono avvenuti negli anni scorsi a Mattarello, ma anche perché erano comparsi alcuni volantini per bloccare queste operazioni di sondaggio".

 

La trivella è in azione per studiare lo stato delle formazioni rocciose sotterranee (così hanno spiegato il Comune e la Provincia) individuare eventuali presenze di strutture geologiche fragili o la presenza di acque sotterranee per poi poter realizzare la galleria, sotto la collina est, di 12 chilometri prevista per l'alta velocità del Brennero.

 

"Gli interventi - spiega l'assessore Ezio Facchin - sono attualmente limitati a due punti considerati più critici, il carotaggio scende per 250 metri di profondità. Il cantiere va protetto per terminare le analisi e poi in base alle informazioni ottenute valutare la migliore progettualità. Il cantiere non è ancora stato avviato, sono i necessari approfondimenti. Se emergessero criticità, il tracciato verrebbe naturalmente cambiato".

 

Un progetto da circa 1 miliardo di provenienza Ue, una strategicità recentemente ribadita con l'inserimento tra le opere ferroviarie strategiche nazionali nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Recovery Plan). 

"C'è stata un'accelerazione sulla circonvallazione e la nostra amministrazione potrebbe nascondersi dietro a tante scuse - evidenzia Ianeselli - il progetto è europeo, così come i finanziamenti e la valenza è considerata extra territoriale, ma crediamo in questo piano e ci mettiamo la faccia. E' un'opportunità per Trento, una possibilità che si inserisce perfettamente nel contesto della transizione ecologica e ci permette di riprogettare la città ex novo. In questo momento difficile a causa della crisi per l'emergenza coronavirus, questo tassello rappresenta un importante volano per agevolare la ripresa e prevedere posti di lavoro: una partita di un certo respiro anche in ottica economica e sociale".

 

L'opera, inoltre, viene considerata di valenza strategica sia per il corridoio europeo sia per il capoluogo, nel più ampio progetto di riprogettazione delle aree rese disponibili dall'interramento della linea storica e di rafforzamento (NorduS) del collegamento nord-sud. "Il tunnel di base del Brennero dovrebbe spostare il 70% delle merci sulla ferrovia. Se non interveniamo - continua Facchin - questo volume di traffico attraverserà comunque la città. Abbiamo però la possibilità di riscrivere il volto di Trento e integrare tre progetti di grande importanza per il futuro urbano che possono portare a ridurre il ricorso al trasporto privato per la valorizzazione di quello pubblico e leggero".

 

Si guarda a politiche armonizzate tra le Regioni e gli Stati, finalizzate a promuovere l’intermodalità, l’innovazione, la digitalizzazione, nonché la collaborazione con gli stakeholders, con l’obiettivo comune di rendere il trasporto su rotaia efficiente, competitivo e sostenibile.

"L'ipotesi di interrare la ferrovia in concomitanza del cantiere e della circolazione dei treni - dice l'assessora Baggia - sarebbe stata tanto impossibile da portare avanti quanto costosa. La circonvallazione è la chiave per incastrare tutti i piani: inizialmente la previsione è quella di far transitare lì le merci e i convogli per il trasporto persone in attesa della conclusione dei lavori per interrare la ferrovia e la realizzazione del NorduS. I vantaggi di questa operazione sono molteplici: recuperare suolo, migliorare la viabilità e aumentare il valore delle aree. La città in questo modo viene rigenerata e diventa più sostenibile. Nelle prime fasi la Trento-Malè si fermerebbe a Gardolo e da qui la necessità di pianificare la tramvia, opera che poi resta a servizio della comunità".

 

Il Comune di Trento non vuole quindi limitarsi a "subire" il quadruplicamento della ferrovia del Brennero ma vuole essere protagonista nella progettazione per riqualificare finalmente alcune zone che aspettano risposte da decenni. "Certo, i disagi saranno inevitabili per quanto riguarda i lavori - conclude Ianeselli - ma il risultato sarà epocale e di certa soddisfazione. Inoltre i tempi sono cambiati: se 10 anni fa il cittadino subiva per così dire i cantieri, ora possono essere compartimentati per una notevole riduzione delle criticità. L'ente pubblico è più attento nel commissionare gli appalti. La visione d'insieme è più ampia: adesso ci sono i carotaggi in collina ma Povo viene toccata in minima parte da questi interventi. Gli impegni più gravosi riguardano Mattarello e l'area che insiste lungo via Brennero. C'è la possibilità di risolvere anche la difficilissima partita della Sloi a Trento Nord". 

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