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Circonvallazione ferroviaria di Trento: “Uno sfregio alla città, passeranno 260 treni merci al giorno, uno ogni 6 minuti”. I cittadini contro il progetto di Rfi

I cittadini esprimono dubbi sulla Circonvallazione ferroviaria di Trento: “Finora dalle Amministrazioni sono arrivate solo informazioni superficiali”. Nelle prossime settimane la “Rete dei cittadini” diffonderà i dettagli di un progetto alternativo che prevede il passaggio dalla Destra Adige

Di Tiziano Grottolo - 13 ottobre 2021 - 14:04

TRENTO. Nelle scorse ore l’ipotesi di interramento della ferrovia è stata presentata di fronte al Consiglio comunale di Rovereto. Presenti i tecnici della provincia e il presidente Maurizio Fugatti che ha sottolineato l’importanza di trovare una soluzione condivisa anche per poter avviare al più presto con Rfi, le ferrovie dello Stato, un percorso analogo a quello che ha portato al finanziamento (tramite Pnrr) della circonvallazione ferroviaria di Trento per più di 900 milioni di euro.

 

Il progetto infatti, si inserisce nella più ampia visione di Corridoio del Brennero che mira a incrementare l’efficienza e la sostenibilità del trasporto merci su rotaia, limitando contestualmente l’impatto sui centri urbani attraversati. Il lotto di Rovereto, con la circonvallazione merci, è tra i lotti prioritari delle tratte d’accesso al tunnel di base del Brennero, opera cardine per sviluppare l’alta capacità ferroviaria lungo il Corridoio del Brennero.

 

Se il progetto di Rovereto è ancora tutto in divenire l’iter per la realizzazione della circonvallazione ferroviaria di Trento è già partito, benché le informazioni trapelate finora siano comunque molto poche. È proprio questa una delle principali criticità evidenziate dalla “Rete dei cittadini”, un gruppo di cittadini che raccoglie chi, dentro e fuori dai comitati, ha cercato di organizzare momenti informativi sul progetto.

 

Finora dalle Amministrazioni sono arrivate solo informazioni superficiali – spiega l’ingegnere Paolo Zadra – da parte nostra chiediamo il massimo coinvolgimento della popolazione nel progetto”. Dal canto suo anche Martina Margoni, presidente Comitato San Martino e Buonconsiglio, evidenzia le carenze di un progetto di cui si conoscono ancora pochissimi dettagli. “Il nostro obiettivo chiedere alle istituzioni forme adeguate di coinvolgimento e di valutare altre ipotesi. D’altra parte parliamo di un cantiere ferroviario che occuperà spazi importanti in città e durerà per almeno 10 anni perché secondo noi è tecnicamente impossibile rispettare la scadenza del 2026”. A preoccupare ci sono anche i circa 20 ettari di aree cantierabili, ma pure lo smaltimento dei materiali di scavo, la presenza di sorgenti e il passaggio dei lavori in aree fortemente inquinate come l’ex Sloi.

 

Non solo, perché secondo la “Rete dei cittadini” ampie porzioni della città di Trento saranno comunque interessate dal passaggio in superficie dei treni merci “260 al giorno, uno ogni 6 minuti – evidenzia Margoni citando i dati di Rfi – creeranno disagi enormi da Trento nord fino a Gardolo, mentre a Mattarello ci sarà l’imbocco della galleria con un enorme cantiere che cancellerà molti terreni agricoli. Vogliamo che questo progetto scellerato venga rivisto altrimenti la città rischia di essere sfregiata per sempre”. Emiliano Voltolini, tecnico della mobilità, ricorda invece come molte delle criticità che riguardano Trento, inerenti al corridoio Scandinavo-Mediterraneo, si presenteranno anche a Rovereto.

 

La “Rete dei cittadini” ci tiene a precisare di non essere contro l’opera in sé ma di non condividere il progetto attualmente previsto con il passaggio sulla Sinistra Adige perchétecnicamente debole e inutilmente pericoloso”. A tal proposito è stata presentata anche la “bozza” di una proposta alternativa che prevede di recuperare la vecchia ipotesi di passaggio dalla Destra Adige. Una proposta che però è già stata bocciata dall’attuale Amministrazione.

 

“La nostra proposta – spiega l’ingegnere Mario Perghem Gelmi – prende spunto da quella iniziale di Rfi, un’ipotesi scartata con motivazioni politiche. Con la nostra elaborazione e il passaggio sulla Destra Adige si potrebbero eliminare quasi tutte le criticità evidenziate”. Nelle prossime settimane il gruppo di lavoro della “Rete dei cittadini” ha fatto sapere che svelerà i dettagli del progetto alternativo. Nel frattempo l’invito rivolto alla cittadinanza, anche a chi abita nelle aree interessate dall’opera, è quello di sentirsi parte integrante e non separata della città e di prendere civilmente posizione “nell’interesse di tutta la nostra comunità”.

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