Bypass, sulle aree ex Sloi ed ex Carbochimica non saranno stoccati i materiali di scavo: Rfi cambia il programma
Sull’area ex Sloi-Carbochimica una nuova campagna di monitoraggi: perforazioni fino a una ventina di metri per andare a verificare lo stato dei terreni
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TRENTO. Uno dei nodi più critici della circonvallazione ferroviaria di Trento è quello che riguarda le aree ex Sloi ed ex Carbochimica. Cittadini, comitati e anche alcuni gruppi politici, sono preoccupati che i lavori per il bypass possano liberare gli inquinanti presenti in questi terreni.
Rfi però ha leggermente cambiato i suoi piani per queste due aree. La notizia, riportata dall’assessore del Comune di Trento con delega in materia di transizione ecologica Ezio Facchin, è che questi terreni non saranno più utilizzati per lo stoccaggio dei materiali di scavo. “Queste aree non verranno più utilizzate come deposito di materiali” sottolinea Giuliano Franzoi dirigente del progetto Mobilità e rigenerazione urbana. Ciò significa che solo le aree interessate dai lavori effettivi saranno sfruttate.
“Con Rfi è stato raggiunto un accordo per un’ulteriore campagna di analisi all’interno dell’area confinante dove passerà a galleria artificiale e sulla quale verranno condotte delle perforazioni fino a una ventina di metri per andare a verificare lo stato dei terreni”. Queste verifiche inizieranno nei prossimi mesi e anche grazie ai 2 milioni di euro aggiuntivi stanziati dal Parlamento di Roma verrà attuato un monitoraggio costante sulle aree interessate.
Nel frattempo sono arrivate le autorizzazione necessarie per procedere a nuovi monitoraggi. Precedentemente i controlli si erano fermati a causa dell’opposizione dei proprietari, la Tim Srl,. Il 13 marzo dunque inizierà una nuova attività di monitoraggio del soil gas, cioè quell’insieme di vapori e polveri emesso da un terreno, sull’area ex Sloi-Carbochimica da parte di Italferr. Ora Rfi ha emesso l’autorizzazione all’accesso all’area in questione e dunque al monitoraggio, che sarà preceduto dallo sfalcio della vegetazione a partire dal prossimo 6 marzo.
Le analisi saranno avviate anche se l’utilizzo delle aree Sin per lo stoccaggio dei materiali di scavo non è più previsto dal progetto della circonvallazione ferroviaria. Si è ritenuto comunque di procedere all’indagine perché dall’analisi dei dati sarà possibile ricavare informazioni importanti sullo stato attuale delle aree inquinate e sulle loro emissioni. Questo tipo di rilevamento non viene fatto da parecchi anni proprio a causa dell’opposizione dei proprietari dell’area.





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