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Coronavirus, il progetto trentino: sono 400 i test salivari analizzati a luglio. Il Cibio: ''Pronti per l'apertura delle scuole''

Sono 5 gli enti che partecipano a questa prima applicazione dei test salivari, partita a luglio, una soluzione per monitorare la diffusione di Covid sviluppata da Apss e Cibio con il sostegno della Provincia. Le realtà aderenti sono Kaleidoscopio, Adam 99, Progetto 92, poi CusCamp Unitn e Aerat per le attività con il campus calcio Trento

Di Luca Andreazza - 01 agosto 2021 - 19:21

TRENTO. "In questa fase dell'emergenza Covid l'approccio impostato con l'Apss è quello di valutare il processo analitico". Così Massimo Pizzato, virologo del Cibio e coordinatore del corso di laurea di Medicina e Chirurgia a Trento, sui test salivari. "Processiamo un centinaio di tamponi ogni settimana e fino adesso non abbiamo riscontrato positività".

 

Sono 5 gli enti che partecipano a questa prima applicazione dei test salivari, partita a luglio, una soluzione per monitorare la diffusione di Covid sviluppata da Apss Cibio con il sostegno della Provincia. Le realtà aderenti sono Kaleidoscopio, Adam 99, Progetto 92, poi CusCamp Unitn e Aerat per le attività con il campus calcio Trento.

 

"Questa fase - dice Pizzato - prevede il coinvolgimento dei centri estivi e dei campeggi per giovani. In questo primo mese abbiamo analizzato circa 400 campioni. Non sono stati rilevati contagi, anche perché il numero di test è stato ridotto e molto casuale. Non andiamo a diagnosticare i sintomatici in modo mirato, ma è un'azione preventiva di monitoraggio e sorveglianza sanitaria".

 

Il progetto pilota "Screening dei bambini con test salivare" coinvolge i minori che frequentano i servizi estivi e relativi educatori e volontari che erogano le attività. L’adesione è su base volontaria e la somministrazione - che consiste in un auto-prelievo di un campione di saliva usando il kit fornito dal Cibio - spetta alle famiglie

 

"La ricezione delle famiglie è molto buona. Il test salivare - aggiunge il virologo del Cibio - non è invasivo e quindi particolarmente adatto a bambini e persone fragili, pur restando comparabile come affidabilità al test nasofaringeo. Abbiamo inoltre trovato la disponibilità e un accordo con l'associazione Anffas del Trentino per valutare l'appropriatezza di questo strumento anche sulle categorie più fragili".

 

Ora un ruolo fondamentale per gli aspetti di logistica è svolto dagli enti gestori dei servizi conciliativi che hanno aderito alla fase pilota. Ma l'ipotesi è quella di estendere il ricorso ai test salivari in contesti più complessi e utilizzarli, per esempio, per la sorveglianza nelle scuole. La stima, infatti, è quella di arrivare a regime all'analisi di 3 mila test salivari al giorno con refertazione tra le 24 e le 48 ore.

 

"Questa sarebbe l'applicazione ottimale. La finalità di questa fase pilota - evidenzia Pizzato - è quella di testare il sistema e la tenuta a livello organizzativo su alcune realtà territoriale. Ci sono molti aspetti ancora da definire prima di poter utilizzare questi strumenti nelle scuole. E' necessario sviluppare una metodologia di consegna e raccolta in grado di essere capillare, oltre che costruire l'anagrafica. In questa fase riusciamo a fornire il referto, consultabile tramite il portale TreC/FastTrec, in 24 ore dalla consegna del campione. Ma in generale per gli aspetti organizzativi sul territorio ci avvaliamo e ci affidiamo al supporto dell'Apss".

 

L'analisi viene portata avanti nei laboratori del Cibio-Centro di biologia integrata dell’università di Trento a Mattarello. "I test salivari trentini - conclude Pizzato - hanno ottenuto l'autorizzazione del ministero e dall'Istituto Spallanzani di Roma. C'è un riscontro positivo da parte della comunità scientifica fuori Provincia. Alcuni funzionari responsabili del monitoraggio dell'igiene pubblica del Veneto hanno visitato i nostri spazi e raccolto informazioni su questo strumento e sulla metodologia perché ritenuta molto innovativa".

 

I test salivari sono partiti nella fase applicativa a luglio dopo la sperimentazione di inizio anno al drive through di Trento Sud, un migliaio di campioni raccolti in parallelo ai tamponi naso-faringei per verificare la sensibilità e l'attendibilità. I laboratori sono stati allestiti verso gennaio, mentre il personale  (6 neolaureati con un'età media di 25 anni) è stato selezionato a metà febbraio. 

 

Questo progetto è riuscito a coinvolgere diverse parti del mondo sanitario, universitario e imprenditoriale: il processo è interamente "Made in Trentino", il laboratorio è gestito dal Cibio e parlano trentino anche le provette che sono state brevettate dal centro di ricerca dell'Università di Trento per superare a piè pari la carenza dei materiali. I kit sono inoltre prodotti da un'azienda del territorio.

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