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La tecnologia al servizio dei vignaioli Cavit: sistemi all’avanguardia per rendere più sostenibili le fasi cruciali della coltivazione

Si va dai sofisticati sistemi per conoscere lo stato di maturazione delle uve alle tecnologie per la protezione delle viti da malattie e parassiti, passando per la gestione di speciali App. Il presidente Lorenzo Libera: “Investiamo tanto per salvaguardare la qualità e la tradizione trentina”

Di Tiziano Grottolo - 02 agosto 2019 - 10:43

TRENTO. Ricerca e sviluppo parole d’ordine dei viticoltori del 2019, sulla scia di quanto visto finora con Pica, la piattaforma di raccolta dati che mette in rete le informazioni provenienti dai software di gestione delle diverse cantine, continua la collaborazione fra Cavit e Fondazione Bruno Kessler.

 

Infatti, la cooperativa che riunisce 11 cantine sociali per un totale di 4500 viticoltori, sta sviluppando una nuova tecnologia da mettere al servizio della sua produzione vinicola. Stiamo parlando di un complesso di progetti all’avanguardia, e fra i più importanti a livello europeo, studiati per pianificare e rendere sempre più sostenibili le fasi cruciali della coltivazione dei vigneti, dalla preparazione del terreno fino alla vendemmia.

 

L’ultima arrivata in campo tecnologico, targata anche in questo caso Cavit e Fondazione Bruno Kessler, prende il nome di progetto Fruitipy e dopo la sperimentazione sul campo durata tre anni è arrivata nella sua fase di perfezionamento.

 

In pratica si tratta di un moderno sistema di controllo dello stato di maturazione delle uve, dove, grazie all'utilizzo di speciali spettrometri portatili, permette di effettuare direttamente nel vigneto le stesse analisi che fino a ieri potevano essere fatte solo in laboratorio.

 

In questo modo, puntando i sensori direttamente sui grappoli, il team di agronomi Cavit potrà rilevare in modo immediato tanto il livello di zuccheri che la presenza di componenti acide. Informazioni continuamente aggiornate e che successivamente saranno consultabili online dai tecnici sulla già citata piattaforma Pica.

 

“Con la vendemmia imminente, il nostro obiettivo è quello di raggiungere la perfetta taratura dell’apparecchiatura confrontando i dati con i valori riscontrati in laboratorio – spiega Andrea Faustini, enologo e responsabile scientifico del team agronomico Cavit – il nostro obiettivo è quello di rendere sempre più precisa la definizione del momento ottimale in cui effettuare la vendemmia per ogni vigneto”.

 

I vantaggi di questo sistema però non si esauriscono nell’analisi sul campo, grazie ad un sofisticato algoritmo, basato sulle tecnologie di intelligenza artificiale e deep learning, è possibile, partendo da fotografie e filmati dei vigneti realizzati via smartphone con un’App dedicata, stabilire con elevato grado di precisione la quantità di uva in pianta stimando precedentemente i volumi di vendemmia in ogni zona. 

 

Soddisfatto dei risultati Lorenzo Libera, Presidente Cavit: “Grazie ai costanti e ingenti investimenti in ricerca e sviluppo, che solo un Gruppo con solide basi finanziarie come il nostro può sostenere, siamo in grado di supportare il lavoro in vigna con professionisti altamente qualificati e tecnologie sempre all’avanguardia”.

 

Sempre grazie alla tecnologia sviluppata infatti, i tecnici Cavit sono in grado di monitorare costantemente anche i diversi agenti patogeni e insetti che minacciano le aree produttive, schedandoli accuratamente. Il risultato è una mappatura puntuale delle diverse criticità territoriali, resa fruibile sulla piattaforma Pica con una visualizzazione sintetica di immediata comprensione, che evidenzia con colori diversi la diffusione delle epidemie riscontrate, a seconda dell’intensità.

 

Particolare attenzione viene posta anche sul fronte dell’adeguamento delle pratiche agricole al cambiamento climatico globale in atto. Ancora una volta sono ricerca e sperimentazione a venire in soccorso dei viticoltori soprattutto per dare una risposta efficace alle condizioni di forte stress ambientale dei vigneti, causate principalmente dal ridotto apporto idrico.

 

Grazie all’impiego di speciali sensori di profondità, viene monitorato in tempo reale il livello di idratazione del suolo per poi intervenire in modo mirato con irrigazioni di precisione, a garanzia di una migliore sostenibilità della viticoltura e un considerevole risparmio nel consumo idrico.

 

“È proprio per salvaguardare la qualità e la tradizione trentina – conclude Libera – che Cavit adotta una strategia fortemente incentrata sull’innovazione al servizio della sostenibilità, valore fondamentale per i nostri viticoltori, oggi imprescindibile per il successo sui mercati internazionali”.

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