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Posti letto per gli agenti di polizia allo studentato Mayer, il Consiglio degli Studenti: ''La Pat impone le decisioni e va a ledere il diritto allo studio''

Per gli studenti l'intervento della Provincia è "Una forma di governo assoluto molto preoccupante per noi studenti, ma anche per tutti i cittadini trentini" e spiegano: "La Pat poteva semplicemente affittare degli alloggi appositi, ma ha voluto togliere agli studenti"

Di gf - 19 dicembre 2019 - 13:16

TRENTO. “Una scelta sbagliata, che non ha giustificazioni”, dopo le critiche che sono arrivate ieri da parte dell'Unione degli Universitari (Qui l'articolo) in merito alla scelta da parte della Provincia di Trento di assegnare degli alloggi gestiti dall'Opera Universitaria alle forze dell'ordine ora, ad intervenire duramente è anche il Consiglio degli Studenti che chiede un passo indietro della Pat.

 

“Questo – ha spiegato Edoardo Meneghini, presidente del Consiglio - è l'ennesimo sgambetto al diritto allo studio, inaccettabile da parte degli studenti, dei trentini che pagano le tasse e dall'Università. È importante fornire alla Questura e quindi a questi nuovi poliziotti un alloggio adeguato, che risponda alle loro esigenze. Allo stesso modo – pare un’ovvietà, ma ultimamente occorre ribadirla spesso – la Provincia, attraverso l’ente per il diritto allo studio deve rispondere alle esigenze di alloggi da parte degli studenti e delle studentesse”.

 

La notizia dell'assegnazione degli alloggi è uscita lunedì scorso. Stiamo parlando di luoghi che sono di proprietà della Provincia di Trento, affidati in gestione all'Opera universitaria. Quattro dei 16 miniappartamenti previsti dall'intesa sono già stati messi a disposizione della questura, mentre entro la fine del 2020 si prevede di incrementare il numero di posti letto disponibili.​

 

Per gli studenti la Provincia poteva semplicemente affittare degli alloggi appositi, ma ha voluto togliere agli studenti per risparmiare. “Questo significa farsi belli a spese degli altri” spiega il Consiglio degli Studenti. “Lo studentato Mayer è – continua - una residenza universitaria, quindi adibita ad ospitare studenti e studentesse. Se domani venissero mandati via 15 pazienti da una casa di riposo, a favore di 15 dipendenti comunali, le persone non la prenderebbero così bene. Se venissero spostati 15 carabinieri da una caserma a favore di 15 studenti, non sarebbe una scelta saggia. Allora perché questa cosa deve succedere proprio agli studenti?”

 

È incomprensibile, quindi, decidere di far alloggiare negli appartamenti del Mayer altre figure, senza tenere conto delle finalità, degli ambienti e del clima che dovrebbero essere presenti in uno studentato.

 

Ridurre il numero di posti destinati agli studenti- spiega ancora Meneghini - che pagano una tassa per il diritto allo studio e che hanno l'assoluto diritto ad alloggiare in una residenza universitaria, è una decisione irresponsabile e fuori luogo. Inoltre, ci troviamo in un territorio che già così com'è non riesce a soddisfare la richiesta di posti letto ed ha problemi importanti su servizi ed alloggi”.

 

Meno posti letto ci sono e più si alzano i prezzi degli affitti. Più si alzano i prezzi degli affitti e meno è garantito il diritto allo studio. Si tratta di un ragionamento lineare, che però spesso non viene tenuto in considerazione. “Esistono alternative che la Pat – spiega la nota dei Consiglio degli Studenti - dovrebbe considerare, che potrebbero risolvere il problema senza necessariamente danneggiare qualcun altro ed auspichiamo che, in collaborazione con l’Opera Universitaria, si possano approfondire e mettere in pratica. Togliere posti agli studenti, trentini e non, da un lato crea un disservizio, mentre dall’altro riduce l’attrattività del nostro territorio e del nostro ateneo, oltre a contribuire ad un clima di scontro assolutamente controproducente”.

 

Dura infine la conclusione. “Ancora una volta – spiegano gli studenti - dispiace vedere qual è l'approccio: imporre le proprie decisioni sugli altri, senza regole né dialogo. Una forma di governo assoluto molto preoccupante per noi studenti, ma anche per tutti i cittadini trentini. Oggi i posti vengono tolti nelle residenze universitarie, ma viene naturale chiedersi da dove verranno tolti domani”.

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