Contenuto sponsorizzato

Bolzano, le officine dell'università realizzano 3.000 visiere di protezione per gli tutti gli ospedali altoatesini e le residenze per anziani

A marzo, inoltre, la Libera Università di Bolzano aveva fornito 42.500 guanti monouso, 350 camici monouso 1.500 mascherine FFP2 dei laboratori alla Croce Rossa e Bianca e all'ospedale del capoluogo

Fonte: Unibz
Di Lucia Brunello - 15 maggio 2020 - 11:07

BOLZANO. Dalle officine a disposizione degli studenti della facoltà di Arte e Design della Libera Università di Bolzano, ecco realizzate delle visiere protettive ad oggi già consegnate tramite la croce Rossa, a tutti gli ospedali dell'alto Adige e all'Associazione delle case per anziani dell territorio.

 

L'idea è nata durante la fase acuta della pandemia, nel mese di marzo, e con grande velocità ha trovato concretezza e ora sono oltre 3.000 le visiere ad essere state consegnate su tutto il territorio altoatesino.  "Durante i primi momenti di emergenza - inizia il professor Nitzan Cohen, preside della facoltà di Arte e Design dell'Unibz - abbiamo pensato ad un modo per poter sfruttare la nostra esperienza per poter offrire un contributo concreto alle strutture sanitarie che si trovavano in grave difficoltà".

 

Il risultato è uno schermo protettivo in policarbonato, sviluppato appositamente dai progettisti. I medici dell'azienda medica altoatesina hanno presentato i loro suggerimenti di ottimizzazione per la migliore funzione possibile e, con l'aiuto di alcuni esperti della Facoltà di Scienze e Tecnologie, Cohen e il suo team hanno assicurato che le visiere superassero i test standard pertinenti e alla fine ricevessero l'approvazione dell'Inail.

 

La visiera protettiva regolabile individualmente offre una protezione aggiuntiva per gli occhi e il viso. I costi dei materiali sono molto bassi e si aggirano intorno agli 80 centesimi ciascuno. "In genere, noi designer ci consideriamo risolutori di problemi professionali e non aspettavamo altro che di poter contribuire in modo costruttivo visto il grande allarme sanitario", ha affermato Cohen.

 

"Al culmine della pandemia della Coronavirus in Alto Adige, l'università ha assunto la sua responsabilità su più livelli", afferma inoltre il rettore Günther Mathà. "Oltre al passaggio immediato allo smart working per tutto il personale e alle lezioni ed esami online per studenti e professori, su richiesta di varie organizzazioni, abbiamo fornito, a chi ne aveva più bisogno, tute protettive, guanti e camici monouso direttamente dai nostri laboratori scientifici. Tuttavia, siamo particolarmente orgogliosi della produzione di queste visiere protettive destinate agli ospedali del territorio e alle case di riposo, e questo perché siamo riusciti a realizzare rapidamente un prodotto economico, a norma e assolutamente innovativo".

 

Già a marzo, la Libera Università di Bolzano aveva infatti fornito 42.500 guanti monouso, 350 camici monouso dai laboratori e 1.500 mascherine FFP2 alla Croce Rossa e Bianca e all'Ospedale di Bolzano.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 25 novembre
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

26 novembre - 18:38

Sono stati analizzati 4.323 tamponi, 297 i test risultati positivi. Il rapporto contagi/tamponi si attesta al 6,87%. Ci sono 460 pazienti nei normali reparti ospedalieri di cui 43 in terapia intensiva

26 novembre - 17:12

Con una crisi in atto, intere regioni che sono state in lockdown, il virus ancora molto presente e i decessi in aumento ha senso spingere per attivare il comparto della montagna che, giocoforza come qualsiasi ambito turistico, vive dell'assembramento altrimenti può anche non aprire, o non è meglio spingere compatti per ristori all'altezza delle perdite che ci saranno, prima di tutto per ristoratori, albergatori, artigiani e tutto il mondo della montagna prima che gli impianti che comunque dal pubblico hanno sempre avuto rassicurazioni 

26 novembre - 16:34

Una anziana di 82 anni è stata investita nella serata di mercoledì 25 novembre lungo la strada che dalla frazione di San Costantino porta a Fiè allo Sciliar. L'investitore, alla guida di un'automobile nera, si è dato alla fuga, non prestando soccorso alla malcapitata. La donna è stata portata in elicottero all'ospedale San Maurizio di Bolzano, dove le è stata constatata la rottura del femore

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato