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Coronavirus, dal FabLab del Muse le visiere protettive per i sanitari grazie alle stampanti 3D. Sarà usata plastica prodotta dalla fermentazione dell'amido di mais

Anche il Muse di Trento scende in campo per aiutare chi si trova in prima linea per combattere il coronavirus. L'officina digitale del museo sta realizzando su richiesta dell'Università di Trento per il personale sanitario che effettua i test di diagnosi del Coronavirus

Pubblicato il - 09 April 2020 - 16:35

TRENTO. La realizzazione di visiere protettive realizzate in plastica biodegradibile per proteggere il personale sanitario che effettua i test di diagnosi del Coronavirus. C'è anche il Muse con la propria FabLab in campo per aiutare il personale che in prima linea sta lottando contro il coronavirus.

 

Attraverso l'uso di una speciale “plastica” trasparente prodotta attraverso la fermentazione dell'amido di mais si è risposto alla necessità di visiere protettive in plastica biodegradabile richieste dall'Università di Trento per il personale che effettua i test di diagnosi del Coronavirus.

 

La richiesta è arrivata i giorni scorsi dal Cibio, il Dipartimento di Biologia Cellulare, Computazionale e Integrata dell'Università di Trento, che in questo periodo sta effettuando oltre mille testi diagnostici del Covid19 al giorno: circa 30 ogni ora a supporto dell’Azienda sanitaria trentina.

 

"Non ce lo siamo fatti ripetere due volte. E in un solo giorno - spiega lo staff del Muse FabLab - siamo riusciti ad avviare la produzione dei primi schermi facciali, lavabili e riusabili con una visiera costituita da una speciale 'plastica' trasparente prodotta attraverso la fermentazione dell'amido di mais. Quello che abbiamo iniziato a produrre, è un modello, di ispirazione internazionale ma ottimizzato secondo le necessità del Centro di Povo e il cui progetto per stampanti 3D, in pieno spirito di condivisione FabLab, sarà messo a disposizione di tutti sul sito del Muse:http://fablab.muse.it/”.

 

Una rete affiatata, quella dei FabLab, che mette in condivisione idee e competenze tecnologiche. "Fabbricare valvole, mascherine stampate in 3D, stetoscopi e altri oggetti utili per ospedali e strutture sanitarie è la risposta naturale per cercare di dare una mano in questa difficile situazione. Non potevamo tirarci indietro", prosegue lo staff del FabLab trentino, che ha elaborato il nuovo prototipo. “Quelli attualmente impiegati nei laboratori di Povo sono in via di esaurimento, oltre che usa e getta: appoggiandoci agli altri FabLab europei, abbiamo così individuato il modello su cui lavorare, perfezionandolo su misura in base alle esigenze del Cibio. L'aggiunta di una protezione superiore, ad esempio, permette di evitare che le particelle di aerosol possano entrare a contatto con il volto dell'operatore. Condividiamo volentieri il file che abbiamo prodotto. Se qualcuno volesse delle informazioni tecniche - concludono i maker del FabLab - siamo a completa disposizione".

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