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Quattro possibili scenari per l'Alto Adige del 2030 dopo la pandemia: dal ritorno ai valori tradizionali ai nuovi meccanismi di mercato

Proprio su incarico della giunta provinciale, i ricercatori di Eurac Research e della Hochschule Steinbeis di Berlino hanno svolto uno studio sul futuro dell’Alto Adige con focus sulla sostenibilità

Pubblicato il - 23 ottobre 2020 - 14:37

BOLZANO.Come vorremmo vivere in Alto Adige nel 2030?”, questa la domanda a cui oggi, venerdì 23 ottobre, si è cercato di dare risposta in un meeting online durante il quale è stato presentato uno studio condotto da Eurac Research con la Hochschule Steinbeis di Berlino, su quattro possibili scenari che potranno concretizzarsi nel territorio altoatesino nei prossimi 10 anni.

 

La conferenza nasce dagli spunti di riflessione emersi in seguito alla pandemia mondiale dovuta alla diffusione del Covid-19. Come sempre l’Alto Adige si è dimostrato proiettato in avanti e così, non solo guarda a ciò che accadrà tra 10 anni, ma oltre. Come caratteristica ormai principale, inoltre, il tema chiave per il territorio altoatesino si dimostra essere ancora quello della sostenibilità.

 

Ad essere collegato da remoto alla conferenza era anche il Presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher: “I 17 obiettivi delle Nazioni Unite sono il nostro metro di valutazione per rendere i progressi dell’Alto Adige comparabili a livello internazionale. Per la giunta provinciale dell’Alto Adige è stato importante che si applicasse questo metro, in modo da poter riconoscere immediatamente gli scenari che meglio si prestano allo sviluppo sostenibile”.

 

Come primo passo, i ricercatori di Eurac Research hanno chiesto a un team interdisciplinare di esperti quali saranno, a loro avviso, i principali sviluppi globali che influenzeranno una regione alpina come l’Alto Adige nei prossimi dieci anni e oltre. Nei rispettivi ambiti di competenza, gli esperti hanno indicato anche le sfide a breve termine legate alla pandemia. Sugli sviluppi globali e sulle sfide individuate dai membri del comitato – tra cui cambiamento climatico, urbanizzazione, migrazione, cambiamenti tecnologici e demografici – i ricercatori di Eurac Research hanno esaminato la letteratura, analizzato studi sul futuro, passato in rassegna la copertura mediatica nazionale ed internazionale e fatto ricerche in banche dati sulle tendenze globali.

 

Ognuno dei quattro scenari - o "mondi" - è stato affiancato ad un motto che ne racchiudesse l’essenza.

 

Scenario I: mondo della consapevolezza regionale – “La forza risiede nella tradizione”.

Siamo nel 2030: la pandemia di Covid-19 ha intensificato la concorrenza tra le nazioni e i blocchi geopolitici e ha contribuito a creare un generale senso di insicurezza e polarizzazione tra la popolazione. Molte persone in Alto Adige provano un forte senso di appartenenza e una forte identità regionale. La sicurezza sociale della propria popolazione, promossa da una politica sociale e di ridistribuzione mirata e la protezione della natura locale, sono al centro dell’attenzione politica. Negli ultimi dieci anni si è verificato un cambiamento radicale, che ha portato a una sorta di demarcazione dall’“esterno”, a uno spostamento verso “stili di vita analogici” e a un ritorno ai valori, ai costumi e alle strutture (familiari) tradizionali.

 

Scenario II: mondo del neo-cosmopolitismo – “Pensare globale, agire locale
Siamo nel 2030: la pandemia di Covid-19 ha evidenziato la vulnerabilità e l’insostenibilità di un’economia mondiale iper-globalizzata e orientata alla crescita e ha portato a un radicale ripensamento verso stili di vita e di produzione socialmente equi e ambientalmente sostenibili. La maggior parte delle persone in Alto Adige prova un senso di solidarietà verso la comunità globale. Il livellamento delle disuguaglianze sociali ed economiche, una politica partecipativa e la protezione del clima e dell’ambiente sono ai primi posti dell’agenda politica. Negli ultimi dieci anni si è verificato un profondo cambiamento strutturale, che ha portato a un riorientamento tendenzialmente neutrale alla crescita in alcuni i settori della società.

 

Scenario III: mondo della libertà individuale – “Ognuno è artefice del proprio destino
Siamo nel 2030: la pandemia di Covid-19 ha rafforzato la fiducia nei meccanismi di mercato e nella concorrenza come principio fondamentale per l’ordine sociale. La maggior parte degli altoatesini dà importanza alla libertà d’azione individuale. Prestazione e responsabilità personale sono i più importanti principi guida sociali e si riflettono nelle misure di politica economica centrali: privatizzazione, deregolamentazione dei mercati e riduzione degli ostacoli burocratici. Queste e simili riforme sono state fortemente promosse negli ultimi dieci anni. Hanno portato all’individualizzazione e all’accelerazione della società e allo sbocciare dello spirito imprenditoriale e pionieristico. Allo stesso tempo, però, si è registrato anche un aumento del consumo delle risorse e una crescita delle emissioni.

 

Scenario IV: mondo delle innovazioni verdi – “Esiste una soluzione (tecnologica) a tutto” Siamo nel 2030: La pandemia di Covid-19 ha portato a un'intensificazione della cooperazione internazionale e allo scambio globale di informazioni, beni e servizi. Grazie alle nuove tecnologie e alle crescenti reti di cooperazione, la maggior parte delle persone in Alto Adige è ora collegata al mondo in un “villaggio globale”. La crescita economica, il progresso tecnologico e gli investimenti nella ricerca e nell'istruzione sono considerati gli strumenti più importanti per aumentare il benessere. Negli ultimi dieci anni sono state adottate misure mirate per affrontare anche le sfide sociali ed ecologiche puntando soprattutto sull’innovazione e sull’aumento dell’efficienza e promuovendo la “crescita verde”.

 

“Il nostro compito era quello di creare scenari futuri audaci per l’Alto Adige. Ora abbiamo completato la prima fase del nostro lavoro e abbiamo sviluppato un ampio ventaglio di prospettive e possibilità d’azione per un Alto Adige sostenibile nel 2030+. Come passo successivo, inviteremo gli stakeholder della nostra provincia a esprimere le loro opinioni su come dovrebbe svilupparsi l’Alto Adige per essere più sostenibile”, afferma Harald Pechlaner, economista di Eurac Research e direttore scientifico dello studio.

 

Come passo successivo, i ricercatori raccoglieranno le opinioni e i suggerimenti degli stakeholder altoatesini attraverso un sondaggio che prenderà il via alla fine di ottobre.

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